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martedì 15 Ottobre 2019

Jenner, vaccini, obbligo flessibile, divergenze parallele

Ossimori foglia di fico, parole che esprimono concetti contrari. Di solito con l’obbligo della intelligenza concettuale. In politica ad esempio, le famose convergenze parallele di Moro.
-C’era una volta la razionalità del sapere, le regole della scienza, ed Edward Jenner che, a fine settecento in Inghilterra, mise a punto il vaccino contro il vaiolo.
-Napoleone fu il primo che introdusse la vaccinazione obbligatoria per i soldati della Grand Armee.

L’ obbligo flessibile
per
divergenze parallele

Jenner, vaccini, obbligo flessibile, divergenze parallele
Quando nel 1749 nacque Edward Jenner, anche nella civile Inghilterra partorire in condizioni normali era comunque un grosso pericolo e per una banale infezione si rischiava l’amputazione di un arto o peggio. Altrove si verificavano devastanti epidemie che potevano rovinare paesi interi, ma non era nemmeno infrequente che germi o batteri portati da angoli remoti del mondo causassero vittime anche nella nazione più ricca e civilizzata del tempo. Jenner, rimasto orfano di entrambi i genitori in tenera età, era dotato di intelligenza vivace e nel 1761 fu chiesta per lui l’ammissione alla prestigiosa scuola di medicina dell’università di Oxford. Poiché però il giovane Edward era ancora debole di salute a causa dei postumi del vaiolo contratto da bambino, l’ammissione fu rifiutata e Jenner trascorse più di sette anni ad imparare la medicina presso un modesto ma umanissimo medico di campagna.

Nel 1770, lo stesso anno in cui nacquero in Germania Beethoven ed Hegel, Jenner si recò a Londra per imparare la pratica ospedaliera con un grande entusiasmo che lo portò tre anni dopo a completare il ciclo di studi medici. Nonostante fosse diventato un apprezzato chirurgo – il che gli offriva anche la possibilità di discreti guadagni – Jenner scelse di tornare a vivere in campagna perché tra l’altro detestava la vita di Londra, città all’epoca confusa e rumorosa, sporca e attraversata spesso dai cattivi odori dei rifiuti abbandonati ovunque. La piacevole vita in campagna gli permise di esercitare la professione medica come aveva sempre desiderato e soprattutto di continuare a studiare ed ampliare i suoi interessi per le scienze naturali, cosa che si rivelò della massima importanza quando mise in correlazione alcuni fatti che prima nessuno aveva osservato con attenzione.

Una delle piaghe del tempo – che come si è detto aveva colpito anche lui – era appunto il vaiolo che provocava un numero elevato di vittime: in media infatti, tra i colpiti dalla malattia, uno su sei non sopravviveva. Il vaiolo era pertanto una delle più frequenti cause di morte che mieteva nella sola Londra migliaia di vittime all’anno e circa trentamila in tutta l’Inghilterra, mentre nel resto d’Europa le percentuali erano ancora più alte. Per combattere la malattia la pratica impiegata sino ad allora era stata la cosiddetta ‘variolizzazione’ che consisteva nell’inoculare parti malate in un soggetto sano per immunizzarlo, ovvero evitare che contraesse la malattia. Il sistema tuttavia, sebbene oggetto di intensi studi, non produceva gli esiti sperati, tanto che a Londra nel 1746 era stato fondato un ospedale apposito per la cura dei malati e la ricerca sulla malattia.


Negli ultimi anni del secolo Jenner aveva elaborato una propria teoria in base alla quale l’immunizzazione contro il vaiolo sarebbe stata efficace solo se fatta con una sostanza ricavata dai bovini e non dall’uomo: aveva infatti osservato che tra gli addetti alla cura o alla mungitura dei bovini la morte per vaiolo era rarissima ed aveva condotto numerosi esperimenti. Dopo aver presentato una relazione alla Royal Society e dopo che questo scritto – considerato troppo rivoluzionario – fu respinto, Jenner nel 1801 pubblicò un saggio dimostrando la solidità della sua teoria che nel frattempo era stata recepita da molti altri anche fuori dell’Inghilterra, tanto che perfino Napoleone introdusse la vaccinazione obbligatoria per i soldati della Grand Armee. Onori e riconoscimenti arrivarono anche per lui: Jenner fu ricevuto con solennità perfino dal re Giorgio III, che – seppure ritenuto pazzo – in realtà non era affatto un demente, ma si interessava di scienze naturali, astronomia e chimica, materie che oggi sembrano invece trascurate dai più.

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