lunedì 20 agosto 2018

Yemen, raid saudita su scuolabus, strage di bambini

Yemen, raid contro uno scuolabus. Almeno 50 morti, quasi tutti bambini, la maggior parte sotto i dieci anni.
-Il bombardamento dalla coalizione arabo sunnita a guida saudita.
-Unicef: «orrore»

Yemen, raid saudita su scuolabus – È stata una strage di bambini il raid su una scuolabus a Saada, in Yemen della coalizione a guida saudita, una delle pagine più buie di una guerra dimenticata, ma che ha fatto già 10.000 morti.
Almeno 29 cadaveri di bambini sotto i 15 anni sono arrivati all’ospedale di Saada, ha fatto sapere la Croce rossa internazionale secondo cui i missili hanno centrato un minibus pieno «di bambini nel mercato di Dahyan, nel Nord di Saada». 50 le vittime complessive, ma la maggior parte erano piccoli con meno di 10 anni.

Sulla strage dei bambini, indignazione nel mondo. L’Agenzia dell’Onu per l’infanzia, Unicef: «Era un obiettivo militare? Perché i bambini vengono uccisi?». «Questa è un’altra evidenza delle violazioni della legge internazionale sui diritti umani a cui assistiamo in Yemen ormai da tre anni – tuona Save the Children – dagli attacchi sproporzionati e indiscriminati sui civili al rifiuto dell’accesso per gli aiuti umanitari e all’utilizzo della fame come arma di ricatto, e sono le persone, non i combattenti, a pagare il prezzo più alto».

Il portavoce della coalizione militare araba che combatte in Yemen, il colonnello Turki Al-Maliki, ha invece definito «legittimo» il raid compiuto: il militare saudita ha spiegato che gli attacchi sono una risposta alle milizie ribelli Houthi «responsabili del lancio di un missile balistico contro il Sud del regno arabo, che mercoledì ha ucciso una persona e ne ha ferite altre 11». Affermazioni irresponsabili per buona parte del mondo.

Riad è accusata di compiere raid aerei indiscriminati che non tengono conto delle vittime civili collaterali (se non addirittura cercare quei bersagli), anche se negli ultimi mesi, i ribelli Houthi hanno aumentato gli attacchi missilistici contro l’Arabia Saudita, con almeno due civili uccisi. Giovedì scorso, ritorsione saudita, almeno 55 civili erano stati uccisi e 170 erano rimasti feriti in un raid aereo compiuto dalla coalizione sulla città di Hodeidah.

Quella dei bambini di Sanaa oggi, è una delle stragi peggiori registrate finora in Yemen. Dal 2015, l’Arabia Saudita, gli Emirati Arabi Uniti e i loro alleati hanno lanciato l’operazione «Decisive Storm» per permettere al governo del presidente Abd Rabbuh Mansour Hadi di riconquistare le aree dello Yemen occupate dai ribelli Houthi. In tre anni di guerra, oltre 10 mila persone sono state uccise, decine di migliaia di feriti, mentre fame, colera e la difterite minacciano la popolazione civile.

Il conflitto in Yemen, la sua atrocità e la sua legittimità, sono oggetto di un aspro dibattito internazionale, che ha toccato anche l’Europa e l’Italia. Secondo i gruppi antimilitaristi, infatti, in quella guerra senza regole e pietà, verrebbero impiegati anche armamenti prodotti dalla Rwm di Domusnovas, filiale italiana del gruppo tedesco Rheinmetall, scusa per superare i divieti della legge italiana sulla vendita di armamenti a Paesi in guerra. Un recente confronto parlamentare non ha deciso interventi contro quelle vendite.

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