lunedì 20 agosto 2018

Albania a rischio Europa, ricatti su politica e informazione

Primato poco invidiabile delle organizzazioni criminali albanesi denunciato da molto organismi internazionali.
-L’accesso all’Europa che si allontana per troppa corruzione.
-Ieri le rivelazioni da Osservatorio Balcani e Caucaso, oggi la stretta pubblicitaria che condiziona politica e informazione.

Albania, capofila balcanico
nel traffico di stupefacenti

Albania a rischio Europa. Primato delle organizzazioni criminali albanesi/kosovare a livello europeo, denuncia Open Society. L’Albania nella mappa globale degli stupefacenti come paese produttore e nodo di distribuzione nel World Drug Report. «I soldi della droga stanno deformando il sistema: le attività finanziate dalla criminalità sbaragliano la concorrenza e la droga, da problema criminale, sta diventando un problema sociale», denuncia Osservatorio Balcani e Caucaso. Riciclaggio di soldi sporchi, troppi dollari e il ‘lek’, la moneta nazionale albanese da 140 per un euro, scende a 126, e forse peggio. Per non parlare dei ministri con familiari narcotrafficanti. Problemi anche politici e di non poco conto, visto che lo stesso Consiglio europeo, ha deciso di rimandare di un anno l’inizio del cammino europeo di Tirana. Tra le motivazioni, la necessità di una lotta alla criminalità e alla corruzione più efficace.

Il contributo di Remocontro

La stampa albanese in bancarotta, ed è il caso simbolo da cui partire. Informazione specchio della politica, nel bene e nel male. Giornali venduti sotto costo grazie ad ‘aiutini’ politici con appalti o licenze edilizie che la politica dona agli editori amici. La legge non regola gli aiuti di stato per i media, ma la distribuzione della pubblicità statale è fonte costante di controversie. Ma la crisi economica ha quasi rotto il giocattolo. Pubblicità sino a ieri nella mani commercial/politiche di banche e telecomunicazioni. Argomento delicato di cui Remocontro aveva già parlato.
(https://www.remocontro.it/2018/07/16/telefonia-troppo-mobile-in-albania-chi-paga-chi-gratis-chi-spia/) Dal boom della telefonia mobile al record solo di lamentele e di sospetti, mentre i bilanci delle tre principali aziende del settore traballano. Sospetti di favori corruttivi che coinvolgono vertici aziendali e politica.

Telefonia mobile e pubblicità

La curiosità di Le Spot Group, ad esempio, che negozia con l’ AKEP, l’agenzia statale per le comunicazioni, ministri e governo, come rappresentante degli interessi di Vodafone. Le Spot group è stata registrata come società anonima nel 2009 da Theodhoro Cami, azionista unico e amministratore. Bella grinta, per un giovanotto di 28 anni e senza esperienza nel settore. Prima arriva ‘Le Spot Gruop’, e Vodafon, filiale greca, segue, legame inscindibile. Vodafone Albania che affida a Le Spot Group la gestione della pubblicità, media buying, le pubbliche relazioni, e la gestione di tutto il budget del marketing della Compagnia. Tanta fiducia, tanto soldi che producono tante amicizie, e gli affari volano: dai 150 mila euro di partenza alla decuplicazione, 1 milione e mezzo, del 2016. Peccato che lo stesso anno, Vodafone Albania dichiari una perdita di 481 milioni di lek, 3,6 milioni di euro.

Balletti societari audaci

13 società associate per un solo cliente. Strano vero? Grecia, società off shore con sede a Cipro, azionisti sconosciuti, e girotondo di passaggi azionari che non depongono a favore della trasparenza. Per quanto siamo riusciti a capirci, la società è nella mani di Thedhori Cami. Il manager dei miracoli. Certo è che dal gennaio 2008 fino ad oggi, Le Spot Group e le società affiliate hanno avuto in gestione i contratti principali del marketing di Vodafone Albania. Il budget del marketing di Vodafone, 5-10 % del bilancio della compagnia, ed è il ‘fornitore’ principale della pubblicità sui media in Albania. Un potere enorme. Theodhoro Cami, ‘il presidente’, svolge attività di lobbying politica con personaggi importanti ed istituzioni di rilievo come AKEP e la commissione sulla concorrenza. Attività fortunata visto che le società del gruppo hanno avuto grossi guadagni dal 2008 al 2017.

Chi guadagna e chi perde

Gli introiti del gruppo Le Spot, in crescita fino al 2017 con la punta di 18 milioni di euro l’anno, quando Vodafon invece va in rosso. Una descrizione analitica la offre la rivista Monitor.
(http://www.monitor.al/agjencite-e-publicitetit-grupi-le-spot-rremben-tregun-3/) Dal 2012 in poi, quando la Vodafone ha avuto problemi con l’autorità della concorrenza e l’AKEP, le società di marketing hanno avuto consistenti guadagni sotto forma di ‘bonus’, modalità per pagamenti spesso ‘non trasparenti’. Poi, nel novembre 2017, il quasi fuggi fuggi. Chi vende, chi compra per tre soldi, chi fa finta di comandare e chi comanda facendo finta di non esserci. Amici degli amici e cugini tra di loro, a sfogliare un po’ di nomi e di società. Uno spunto interessante per la magistratura locale. E per qualche altra puntata d’inchiesta.

 

AVEVAMO DETTO

Criminalità albanese alla conquista dell’Europa

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