lunedì 22 ottobre 2018

La vera migrazione

La vera migrazione Se si avesse voglia davvero di riflettere e trovare soluzioni ai fenomeni migratori, ecco alcuni dati in un articolo del collega Rizzo, qui sotto. In sintesi i giovani italiani laureati emigrano in cerca di fortuna, la gente del sud scappa, i migranti africani lavorano nei campi, sfruttati dai meridionali bianchi. Quanto costano […]

La vera migrazione
Se si avesse voglia davvero di riflettere e trovare soluzioni ai fenomeni migratori, ecco alcuni dati in un articolo del collega Rizzo, qui sotto.
In sintesi i giovani italiani laureati emigrano in cerca di fortuna, la gente del sud scappa, i migranti africani lavorano nei campi, sfruttati dai meridionali bianchi. Quanto costano alla collettività la fuga di cervelli e lo spopolamento del sud?
Quanto sono costati decenni di incuria nel sud, che peraltro sopporta il peso maggiore degli sbarchi?
Quanto è deprimente e offensiva questa situazione per un Paese moderno, civile, progredito, europeo?
Ci fu un tempo in cui Salvini e i leghisti parlavano di ‘Roma ladrona’, urlavano slogan ignobili come ‘forzaetna’ e ‘forzavesuvio’.
Ci fu un tempo in cui a Torino si vedevano cartelli ‘nonsiaffittaameridionali’.
Ci fu anche il tempo in cui i dirigenti leghisti più intelligenti e responsabili sostenevano un sano federalismo alla tedesca, ma oggi anche la Germania fa parte del gruppo dei nemici.
Oggi conta solo ‘primagliitaliani’, terroni compresi.
Ma la logica razzista è la stessa, vedere il nemico dove non c’è, trovare capri espiatori, cercare consenso nel proprio campo, offrendo la falsa rassicurazione protezionistica.

Sergio Rizzo, Repubblica
Dal Sud ormai si scappa. I dati Svimez, analizzati da Sergio Rizzo su Repubblica, raccontano un Sud dove “scappano i giovani, scappa chi cerca lavoro, scappano, soprattutto, i laureati: negli ultimi sedici anni se ne sono andati via in cerca di fortuna, verso il Nord o all’estero, 218.771.
Numeri che riportano l’orologio del Mezzogiorno “indietro agli esodi biblici del dopoguerra, con la differenza che non fuggono più i disperati con la valigia di cartone. Stavolta se ne va il capitale umano. In tutte le regioni del Sud i laureati che si trasferiscono nel Centro Nord superano il 27%”.
Dal 2002 al 2016 hanno lasciato il Sud un milione 883.872 residenti, e di questi 783.511 non sono più tornati: “Come se una città poco più piccola di Napoli fosse stata cancellata dalle mappe; il bello è che i tre quarti degli emigrati sono giovani di età compresa fra i 15 e i 34 anni: 564.796, numero pari agli abitanti dell’intera Basilicata. E siccome il fenomeno non accenna a diminuire, le previsioni sono terrificanti”.
Di conseguenza, ammonisce la Svimez, “il Mezzogiorno diventerà l’area più vecchia d’Italia e sarà fra le ripartizioni più anziane d’Europa, con un’età media che crescerà dagli attuali 43,3 anni a 51,6 anni”. Il Sud sta dunque morendo, chiosa Rizzo: “il dramma è che ciò accade nell’indifferenza più totale della politica, della burocrazia, della finanza, degli apparati produttivi e di potere: dell’intera classe dirigente”.

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