martedì 20 Agosto 2019

Conte-Trump: Pensavo fosse amore .. invece era un calesse

Il giorno dopo le foto ricordo a Washington. Severità con ironia da Alberto Negri: “Libia, il bidone di Trump a Conte è da bollino blu”. -Altri avvertono che ‘La via libica’ resta in salita.
-La partita delle elezioni e quella del petrolio con la Francia

I conti in tasca

Conte-Trump: Pensavo fosse amore .. invece era un calesse, con il grande Troisi. Partiamo da Alberto Negri, che dopo decenni al Sole24ore, fa subito i conti in tasca al premier Giuseppe Conte al ritorno da Washington. Tasche quasi vuote, salvo “il bollino blu di garanzia, come si usava nella vecchia pubblicità delle banane”. L’Italia più amica Usa di tutti in Europa, e per premio la «cabina di regia» sulla Libia che abbiamo ha chiesto insistentemente a Trump.
Dunque, prossimo vertice libico a Roma con “consumati caratteristi del doppio o triplo gioco”, per concludere cosa? E dov’è la novità?
Prima di Conte-Trump, il Renzi-Obama di tre anni fa. «L’Italia è il paese leader in Libia», aveva già detto Barack.
È dal 2011, quando gli Usa con Francia e Gran Bretagna distrussero la Libia di Gheddafi, che i premier italiani vanno a Washington sperando di essere tirati fuori dai guai dove li hanno cacciati i loro stessi alleati.

Petrolio e dintorni

Il Tap, osteggiato in Puglia come la Tav in Piemonte, e maggioranza in bilico. Se l’Italia ferma il progetto del gasdotto Tap dell’Azerbaijan, sponsorizzato dagli Usa, danni per 70 miliardi di dollari, spara qualcuno. Vero, falso? «Non è affatto vero come sostengono gli Usa che il Tap è una struttura fondamentale per garantire energia all’Occidente. Almeno non ancora». Bugia compro, bugia vendo. «Il Tap, di cui Snam ha una quota del 20%, è un’opera che era stata definita inutile dal nuovo ministro dell’Ambiente Sergio Costa in una dichiarazione alla Reuters del 6 giugno scorso». Sempre il puntiglioso e precisissimo Alberto Negri, «il Tap è invece utilissimo all’America di Trump per contenere l’influenza russa nei rifornimenti energetici europei e bloccare il progetto della pipeline tedesca Nord Stream 2 con Mosca».
Italia riallineata ai piani Usa nel gioco dei gasdotti in cambio di primazia in Libia dove continueremo a dover fare i conti con Francia, Egitto e  Russia, soprattutto in Cirenaica.

Bollino Banana

Il bullo Trump ha almeno della trasparenza, perché le prepotenze devono sempre essere gridate. «L’Italia ha un surplus commerciale di 31 miliardi di dollari con gli Usa». Fregatura in vista, “anche questa con un simpatico bollino blu”. Ma cosa ne pensa dei salamelecchi tra Conte e Trump l’Europa?, si chiede Umberto De Giovannangeli sull’Huffington Post. Detta in politichese, “l’Italia nel fronte sovranista internazionale, che ha come grandi facitori il presidente Usa e l’omologo russo, Vladimir Putin”. Ecco spiegata la freddezza con cui la stampa europea, ha registrato la prima volta di Conte a Washington. La diplomazia francese legge il patto Trump-Conte sulla Libia come un patto anti-Macron. E l’inquilino dell’Eliseo farà di tutto per far naufragare la Conferenza di Roma sulla Libia che dovrebbe varare la cabina di regia italo-americana. «Perché da oggi, il giorno dopo la “grande ubriacatura” di sorrisi, pacche sulle spalle, e riconoscimenti personali, per Conte si è aperta ufficialmente la “guerra delle cabine”».

La torta petrolifera libica

Roma contro Parigi, Eni contro Total. Attenti alla coincidenze (che tali non sono). Il giorno della vaghe promesse di Trump sulla Libia, a Tripoli Fayez al-Sarraj, riceveva l’Amministratore Delegato di Eni, Claudio Descalzi. Bilancio della attività Eni nel Paese. Eni principale fornitore di gas al mercato locale, raddoppiato negli ultimi quattro anni, per le centrali elettriche del paese. Eni maggiore produttore internazionale di idrocarburi in Libia: oltre 320.000 barili al giorno di ‘olio equivalente’. Ma la Francia non sta a guardare e spinge per le elezioni politiche in Libia entro fine anno, che renderebbero il vertice italiano una inutile passerella.
Ma torniamo a Trump-Conte e al calesse di Troisi. Oltre il Tap, la Russia, e gli F35. Sul togliere le sanzioni a Mosca, non è ancora tempo, ordina Washinton. Sugli F-35, l’Italia deve onorare sino in fondo la commessa miliardaria. Altri problema per Conte, passaggi indigesti da dover far digerire ad ognuno dei due vicepremier che di fatto lo tendono il sella. Perché, quello con Trump, che lui, Conte, pensava fosse amore, in realtà era un calesse.

 

LE CATTIVERIE DI MIMMO LOMBEZZI

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