sabato 20 luglio 2019

Allarme razzismo, la politica nega ma la cronaca è nera

Allarme razzismo. Propaganda e contropropaganda, provocazioni acchiappa click, tattiche e strategie del marketing politico, un bagaglio essenziale dei nuovi leader. Ma la comunicazione nasconde in parte la realtà e le cronache dei media registrano episodi che in molti casi sono riconducibili alla discriminazione di tipo razziale.

Razzismo e politica, chi insegue chi

Prima i fatti. Solo nell’ultimo mese e mezzo, in città diverse, si sono verificati almeno otto episodi che hanno visto come vittime cittadini stranieri (immigrati o richiedenti asilo) con modalità di azione differenti tra loro. Dagli spari con proiettili veri dalle conseguenze tragiche ai ferimenti con fucili ad aria compressa, fino alle percosse e alle minacce.
Una situazione che, al di là della polemica su una presunta emergenza, ha allertato le forze dell’ordine che stanno concentrando le indagini attraverso l’analisi di profili e pagine social. L’intento è quello di capire se dietro le aggressioni esista una regia unica o si tratti solo di emulazione.

Campania e Romagna

Escludendo l’azione portata a termine a Macerata da Luca Traini che ne febbraio sparò e ferì sei cittadini nigeriani, dall’11 giugno è uno stillicidio di episodi violenti. Quel giorno due ragazzi maliani, ospiti dello Spar di Caserta sono stati bersaglio di colpi sparati da un fucile a pallini. Gli aggressori su una Panda nera inneggiavano a Salvini.
Napoli , 20 giugno, uno chef 22enne del Mali, da 4 anni in Italia, viene raggiunto all’addome da un piombino sparato da due ragazzi a bordo di un’auto. Tra il 2 e il 5 luglio è Forlì ad essere teatro di altre sparatorie.  Due ragazzi in scooter feriscono con una pistola ad aria compressa una giovane donna  nigeriana ad un piede. Un ivoriano di 33 anni viene invece  colpito alla pancia con una pistola da softair mentre è in bici.

Roma e il Lazio

A Latina invece il giorno 12 è ancora una pistola ad aria compressa che ferisce due giovani nigeriani mentre aspettano l’autobus.  Stesso copione il 24 luglio, a Roma, dove un uomo spara dalla sua finestra perché ufficialmente voleva provare la sua arma ad aria compressa che poi risulterà modificata. Risultato: una bimba Rom viene ferita gravemente.

Da Nord a sud

Medesimo copione il 26 a Vicenza. Un operaio 33enne di Capo Verde, dipendente di una ditta di impianti elettrici, viene colpito alla schiena mentre lavora su una pedana mobile a 7 metri di altezza. A sparare un 40enne del luogo che dichiara di aver sparato per sbaglio mentre mirava ad un piccione.
Non c’è nessun dubbio sull’aggressione subita a Partinico, vicino Palermo, da un diciannovenne senegalese. Il 28 luglio viene aggredito in piazza e insultato con il classico “tornatene a casa tua”. Il giorno seguente la tragedia: un Immigrato di 43 anni marocchino, solo sospettato di essere un ladro, è inseguito e pestato a morte dopo una caccia all’uomo; denunciati due uomini di 40 anni, del posto, con l’accusa di l’omicidio preterintenzionale.

Non basta essere italiana

Intanto a Catania quattro immigrati africani venivano lasciati intenzionalmente a terra dal bus diretto a Taormina, per avendo il  regolare biglietto. Per fortuna una testimone ha visto la scena e si è detta disposta a testimoniare. Il bollettino di luglio si chiude con l’aggressione subita da Daisy Osakue la primatista italiana under 23 di lancio del disco, nata a Torino da genitori nigeriani, è stata colpita in pieno volto da un uovo lanciato da un’auto in corsa a Moncalieri. Ha una cornea lesionata.

Allarme razzisma politica minimizza

Il vicepremier Di Maio. «Non credo che in questo Paese ci sia un allarme razzismo. Qualcuno per sentirsi un po’ di sinistra, deve attaccare Salvini». Un vicepremier che resta tale solo se salva l’interfaccia leghista. Altri, tra gli stessi 5 stelle, con un po’ di acume politico in più, vedi il presidente della Camera Fico, condanna ogni forma di razzismo, Salvini sia o non sia.

Le provocazioni di Salvini

Il ministro dell’Interno ha invece  risposto attraverso i suoi canali preferiti e cioè i social. A suo agio nell’invettiva e nella provocazione, non si è fatto scrupolo di citare Mussolini, “molti nemici molto onore”, e di parlare di un’emergenza inventata dalla sinistra, insomma ha tirato contro i suoi obiettivi consueti sapendo che le reazioni non sarebbero tardate.
Propaganda e contropropaganda, provocazioni acchiappa click, tattiche e strategie del marketing politico, un bagaglio essenziale dei nuovi leader. Ma la comunicazione nasconde solo  in parte la realtà e le cronache dei media registrano episodi che in molti casi sono riconducibili alla discriminazione di tipo razziale.

Avvenire, Salvini pesi parole

“Dicono che non c’è razzismo in ciò che è accaduto e per di più il ministro dell’Interno Salvini ha ritenuto di liquidare come ‘sciocchezze’ gli allarmi di quanti denunciano il clima xenofobo e i rischi di escalation razzista. Pesi bene le parole. Guardi la realtà e ascolti anche altre voci della destra italiana. Negare l’evidenza di diversi episodi non fa altro che assolvere e ingigantire il mostro. Vergogniamoci, e reagiamo di civiltà”. E’ quanto scrive il direttore di Avvenire, Marco Tarquinio.

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