Una Nato Araba contro l’Iran. Dall’agenzia britannica Reuters, e ben tre firme (Yara Bayoumy, Jonathan Landay, Warren Strobel) , la notizia che l’amministrazione Trump sta spingendo per creare una sorta di Nato araba, una alleanza politica e di sicurezza con sei stati arabi del Golfo, più Egitto e Giordania, per contrastare l’espansione dell’Iran nella regione, ma con più armi e più soldi del mondo arabo. Qualcosa di molto simile a quanto giù visto a Bruxelles qualche settimana fa.
Versione formale Reuters: «La Casa Bianca vuole una più profonda cooperazione tra i paesi in materia di difesa missilistica, addestramento militare, antiterrorismo e altre questioni come il rafforzamento dei legami economici e diplomatici regionali, hanno riferito ben quattro fonti».
Notizie che rimbalza anche sul The Times e molti quotidiani arabi.
Dalle stesse fonti, non ufficiali ma molto vicine agli interessi Usa, viene dato per scontato che ciò -vero a falso che sia- probabilmente aumenterà le tensioni tra gli Stati Uniti e l’Iran sciita.

C’è già quasi un nome per l’altra Nato: Middle East Strategic Alliance, MESA. La Casa Bianca conferma solo che sta lavorando sull’alleanza con “i nostri partner regionali”. Del resto i funzionari sauditi avevano lanciato l’idea di un patto di sicurezza prima della visita di Trump l’anno scorso in Arabia Saudita. Formalmente non si sarebbe discusso di alleanza militare, ma si è partiti con un accordo su una quantità gigantesca di armi Usa.
«Il MESA fungerà da baluardo contro l’aggressione iraniana, il terrorismo, l’estremismo e porterà stabilità in Medio Oriente», dichiara un portavoce del Consiglio di sicurezza nazionale della Casa Bianca. La Nato araba, per l’appunto.
Probabili sorprese per ottobre. L’alleanza coinvolgerebbe di fatto i pesi massimi del Golfo, Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti, lavorando più vicino all’amministrazione Trump per affrontare l’Iran. Non è chiaro -precisano Yara Bayoumy, Jonathan Landay e Warren Strobel- in che modo l’alleanza potrebbe immediatamente contrastare Teheran, «ma l’amministrazione Trump e i suoi alleati musulmani sunniti hanno interessi comuni nei conflitti in Yemen e in Siria e difendono le rotte del Golfo attraverso cui transito molte delle forniture mondiali di petrolio».
Ma il mondo arabo sunnita è diviso e litigioso. Ad esempio, la spaccatura che ha contrapposto l’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi contro il Qatar, sede della più grande base aerea degli Stati Uniti nella regione.
Washington preoccupata, ma Riyadh e Abu Dhabi avrebbero assicurato il tutore americano, che quelle sono soltanto piccole beghe in famiglia -cose normali tra principi cugini arabi- e che l’altra Nato si farà. Gli Emirati Arabi Uniti si dicono pronti a schierare più truppe in tutto il Medio Oriente per contrastare i loro nemici perché non possono più contare su alleati occidentali come gli Stati Uniti e la Gran Bretagna, ha detto il ministro degli Emirati Arabi Uniti Anwar Gargash.
Sulla creazione di uno scudo regionale di difesa antimissile, obiettivo primario, viene definito, gli Stati Uniti e i paesi del Golfo hanno discusso per anni senza risultati.