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martedì 19 20 Novembre19

Migranti, oltre la barriera di Ceuta, e non c’è muro che tenga

Migranti. Un gruppo di oltre 800 persone ha scavalcato la doppia recinzione di sette metri di altezza e si è scontrato con gli agenti marocchini e la Guardia Civil spagnola.
-Secondo la Croce Rossa, 132 persone sono rimaste ferite tra i migranti. Oltre a loro anche 22 agenti.

Europa dei muri

Migranti, oltre la barriera di Ceuta. Nell’Europa dei tanti muri che blindano confini e frontiere, uno dei più vecchi è sicuramente quello che divide Spagna e Marocco. Una barriera di filo spinato lunga 8,4 chilometri e alta 7 metri e mezzo posta a dividere il territorio nord africano dall’enclave spagnola di Ceuta. Località e nome divenuti noti perché è in questo punto che ormai da anni i migranti provenienti dall’Africa sub sahariana tentano di entrare via terra in Europa.
L’impresa non è facile perché oltre alla barriera fisica, pericolosissima, a volte letale, esiste una permanente vigilanza composta da telecamere e altra strumentazione tecnologica. Oltre, ovviamente, un corposo schieramento di polizia di frontiera. Ma nonostante tutto, e da anni e anni, i migranti cercano di superare l’ostacolo alle loro speranze.

Assalto a Ceuta

Così è avvenuto giovedì 26 luglio quando circa 800 ragazzi africani hanno preso d’assalto la barriera di Ceuta. Secondo le autorità spagnole sono stati 602 i migranti che sono riusciti a oltrepassare il confine, mentre gli altri duecento sono stati bloccati dalla polizia di frontiera spagnola e da quella marocchina.
Il bilancio dei feriti in seguito al tentativo di scavalcamento e agli scontri con gli agenti della Guardia Civil è pesante: 132 migranti hanno riportato tagli e abrasioni, contusioni e fratture. I feriti sono stati assistiti da una cinquantina di volontari della Croce Rossa che si trovavano sul posto. Anche 22 agenti risultano colpiti cercando di arginare la massa, alcuni sono stati percossi con dei pali usati per divellere la barriera mentre altri sembrano siano stati intossicati dal lancio di calce viva.

Più arrivi in Spagna che in Italia

Quello di ieri è il più grande sconfinamento dopo il febbraio del 2017 quando in 4 giorno riuscirono a passare quasi 850 persone, senza contare l’altissimo numero di feriti. Ma i tentativi di passare la frontiera sono praticamente giornalieri. Ceuta è la punta del continente africano sullo Stretto di Gibilterra, l’Europa è vicinissima, e i migranti ci provano in qualsiasi maniera, persino nascondendosi nei bagagliai delle auto. La conferma che nessun muro può sigillare i confini, è nel dato che parla di 571 persone passate in questa maniera solo quest’anno, escluse quelle dell’ultimo assalto.
Complessivamente, secondo gli ultimi dati resi noti dall’Oim (Organizzazione internazionale delle migrazioni), dall’inizio del 2018 nella penisola iberica sono giunti attraverso il mare 18.016 migranti, nello stesso periodo dello scorso anno erano stati invece circa 6.500. Altri 3000 invece hanno attraversato l’enclave di Ceuta e Melilla. Numeri che hanno visto la Spagna superare l’Italia in termini di arrivi (12.827).

Le micidiali ‘concertinas’

Il muro dunque mostra sempre più la sua inadeguatezza, da quando fu costruito nel 2005 con la Spagna governata dal socialista Zapatero, e soprattutto la sua pericolosità tanto da aver sollevato più di una protesta per violazione dei diritti umani. Scavalcare la barriera infatti espone a rischi fortissimi in quanto in cima ai reticolati si trovano le famigerate “concertinas”. La versione moderna e micidiale del ‘filo spinato’, fatto adesso di lame affilate.
Ora un altro socialista, il nuovo premier Pedro Sanchez, vuole mettere fine a queste pratiche ed eliminare le concertinas,  ‘fisarmoniche’ in spagnolo, rotoli di lame da estendere a piacimento, per un concerto di crudeltà. In questo senso si è espresso nel giugno scorso anche il ministro dell’Interno, Fernando Grande-Marlaska, il suo infatti è stato un annuncio storico: «farò tutto il possibile perché si possano eliminare “las concertinas” dalle barriere».

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