mercoledì 17 luglio 2019

Gaza e il ‘kite terrorism’ palestinese, la rabbia sugli aquiloni

Rotta la tregua: 3 palestinesi uccisi in raid israeliani su Gaza, dopo il ferimento di un soldato israeliano al confine. Rischio che riesploda tutto e tornino a volare gli aquiloni incendiari sul sud di Israele
Oggi parliamo del «kite terrorism» palestinese, la rabbia che vola con gli aquiloni

Tregua violata o rottura?
(askanews) – Sono tre i palestinesi rimasti uccisi nei bombardamenti dell’esercito israeliano sulla Striscia di Gaza. I raid a cinque giorni l’entrata in vigore di un cessate il fuoco. L’esercito israeliano ha fatto sapere di aver colpito “sette postazioni militari di Hamas”, in risposta ai colpi di arma da fuoco esplosi dalla Striscia di Gaza contro i soldati dispiegati al confine (fonte Afp).

Gaza e il ‘kite terrorism’ palestinese
Volare sopra la tanto odiata barriera imposta dall’esercito occupante. Sogno ed obiettivo di tutti gli assediati. Per i palestinesi di Gaza, il lancio di aquiloni e palloncini incendiari per provocare danni in territorio israeliano si è rivelata talmente efficace da tenere in scacco uno degli eserciti più avanzati al mondo, valuta Pietro Orizio, analista di cose militari su Analisi difesa. Tregua mediata da Onu ed Egitto, violata dopo soli 5 giorni. E gli aquiloni?

Il fenomeno

Il ‘Kite Terrorism’, il terrorismo degli aquiloni, branca dell’ Arson Terrorism, piroterrorismo, incendi dolosi a colpire l’avversario, caldeggiato da al-Qaeda ed ISIS nei loro proclami e riviste come Inspire, Dabiq e Rumiyha. A Gaza, oltre agli aquiloni sono stati impiegati palloncini riempiti di elio, ancora più pericolosi, volati col loro carico di fuoco sino a 17 chilometri.
In 75 giorni consecutivi -sempre Orizio- sono stati lanciati più di 800 tra aquiloni e palloncini, provocati circa 1000 incendi, mandati in fumo 8.200 acri di foreste e terreni agricoli. Secondo le autorità israeliane sono stati spesi finora 550.000 dollari per domare gli incendi, mentre i danni ammonterebbero a 1.925.000 dollari. Il tutto condito dalla diffusione di un clima di terrore ed insicurezza tra le comunità a ridosso del confine.

Unità “al-Zouari”

Gli aquiloni, da sempre popolari ed intramontabili simboli di libertà a Gaza, diventano armi ad un costo inferiore ai 3 dollari. Esisterebbe anche una unità di lanciatori: la “al-Zouari“, in onore del tecnico aereonautico tunisino, Muhammad al-Zouari ucciso dal Mossad per aver sviluppato droni per Hamas ed Hezbollah. In Israele i vertici polito militari litigano se sia politicamente accettabile far ammazzare dai cecchini o bombardare un ragazzotto che lancia aquiloni. E quindi si incolpa Hamas, responsabile politica e militare a Gaza. Hamas che con i ‘Kite’, c’entra, ma non controlla tutto. Versione di Analisi difesa, i lanci verrebbero programmati a livello centrale, diretti dal comandante militare di settore che decide quando e dove effettuarli.

Le risposte di Israele

Contro gli aquiloni la fantascienza. «Sensore elettrottico» chiamato Sky Spotter. Un sensore che guarda più e meglio dai radar. «Una volta identificato un oggetto volante infuocato, Sky Spotter ne individua il punto di lancio, lo traccia mentre è in volo e ne determina traiettoria e punto di caduta. Gli operatori indirizzano quindi i droni per abbatterli ed allertano tempestivamente i vigili del fuoco», spiega Orizio. Poi i mino droni d’attacco per abbattere gli aquiloni: uno più piccolo e robusto dotato di lame per speronarli, oppure un’altro di dimensioni maggiori, dotato di un artiglio per afferrarli e portarli a terra. A pilotarli sono stati chiamati hobbisti e professionisti del mondo civile, che utilizzano occhiali da realtà virtuale per condurli in inseguimenti ad alta velocità. Tra ‘guerre stellari’ e i ‘ragazzi della via Pal’.

Intifada incendiaria

Salvo nuove tecnologie di morte, nessuno in guerra scopre cose nuove. Durante la Seconda Guerra Mondiale, i giapponesi hanno lanciato ben 9.000 palloni aerostatici incendiari contro gli Stati Uniti, ci racconta Analisi difesa. Per la parte palestinese, “Intifada incendiaria” già negli anni 20, 30 e 40, sino alla Prima Intifada degli anni 80. I 1.773 incendi che hanno martoriato Israele a fine novembre 2016, dolosi o meno, hanno ridotto in cenere 600 abitazioni, circa 40.000 acri tra aree protette e foreste, causato danni per 250 milioni di euro, 75.000 sfollati, 180 feriti ed impegnato nei soccorsi 3.200 tra vigili del fuoco, poliziotti e militari. Il dolo politicamente motivato è quindi una minaccia reale. Sul ‘Kite Terrorism’ e sulla sua reale efficacia, però i dati restano incerti, tra danni e successi del contrasto, montati a convenienza.

Guerre stellari, kite e tunnel

A fine giugno una community tecnologica di più di 250 tra esperti di sicurezza, programmatori, ingegneri, piloti di droni è stat mobilitata dalle forze armate israeliane. Tra di loro perfino addestratori di uccelli pronti a schierare volatili per intercettare gli aquiloni. Ma il rischio escalation non conviene a nessuna delle due parti in conflitto. La vittoria impossibile di Israele in un nuovo attacco su Gaza, con la malaugurata possibilità di dover restare ad amministrare Gaza in caso di collasso di Hamas. E Hamas cancellato politicamente senza Gaza, dicono gli analisti. Quindi, mediazione contro l’escalation. Minore allarme per gli aquiloni incendiari, la loro relativa efficacia, e il progressivo abbandono, come è accaduto recentemente con i tunnel per infiltrare operativi nel deserto del Negev.

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