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giovedì 17 Ottobre 2019

Superdestra sovranista made in Usa per conquistare l’Europarlamento

L’ex consigliere di Donald Trump Steve Bannon vuole creare un movimento in Europa per guidare le forze populiste di destra in vista delle elezioni 2019 dell’Europarlamento. Le rivelazioni del Daily Beast.
-L’organizzazione, che si chiamerà The Movement (“Il Movimento”), studierà strategie e darà raccomandazioni per la promozione politica ai militanti dei movimenti di destra.
-“Movimento” nel lungo termine più influente della “Open Society” di George Soros, e alla guida della destra sovranista.

Bannon vuole conquistare
la Ue con The Movement

Superdestra sovranista made in Usa per conquistare l’Europarlamento. L’ex capo stratega di Donald Trump, lo sgradevole Steve Bannon, e il sito web di informazione ed opinioni statunitense ‘The Daily Beast’ per diffondere accenni di programma per un nuovo partito populista tra sovranisti europei.
Inside Bannon’s Plan to Hijack Europe for the Far-Right
Bannon is moving to Europe to set up The Movement, a populist foundation to rival George Soros and spark a right-wing revolt across the continent.
Un’organizzazione che sfidi Open Society, la fondazione pro-migranti del miliardario George Soros, il nemico simbolo.
Una Fondazione per i populisti, che dia contenuto alla campagna per le elezioni europee del 2019 dell’antiestablishment italiano, austriaco, tedesco, francese, britannico che, tra molte dichiarazioni a raffica, si mostrano ormai fragili dei contenuti, oltre lo sventolare la minaccia dei migranti e sulla china dell’aperto razzismo fascistoide.

Attacco all’Europa

Messo fuori della Casa Bianca Bannon sta da qualche tempo progettando un suo nuovo impero europeo. «Preferirei regnare all’inferno, piuttosto che servire in paradiso», ha detto recentemente, parafrasando il Satana in ‘Paradiso perduto’ di John Milton. Pessime premesse.
Secondo il Daily Beast, nell’ultimo anno Bannon ha viaggiato per mezza Europa parlando con il meglio (o il peggio, se volete) della destra sovranista e anti-UE, dal britannico Nigel Farage, il primo ministro ungherese Viktor Orban, la leader del Fronte Nazionale francese Marine Le Pen, così come i movimenti populisti in Polonia. Senza dimenticare la Lega di Salvini. Obiettivo, entro il primo anno, creare un “super gruppo” al Parlamento europeo dopo le elezioni europee del maggio 2019.
Secondo i media, il blocco populista, che come previsto da Bannon potrà contare su 1/3 dei seggi, e sarà/sarebbe in grado di influenzare seriamente i processi parlamentari dell’Europa. Per Bannon, nei prossimi anni l’era dell’integrazione europea terminerà bruscamente.
«Il nazionalismo populista di destra, è quello che accadrà». Rileggere la storia degli anni 30-40 del secolo scorso con fascismo e nazismo.

Movimento senza stelle ma più soldi

Si chiamerà The Movement, sarà un partito di destra, avrà il suo quartier generale a Bruxelles e sta già cercando staff per dare il via alle danze, scrive The Beast e rilancia Fracesco Bechis su ‘Formiche’. Steve Bannon, sbruffone e provocatore di mestiere, apre subito il fronte dei soldi. La campagna dei sostenitori di Brexit con un budget di 7 milioni di sterline (il realtà ne hanno avuto/ usati illegalmente molti di più e adesso sono guai giudiziari).
«Almeno 70. Con 7 milioni non ci compri nulla. Non ci compri i dati Facebook, non ci compri la pubblicità, niente». Garanzia di tentazioni e guai assicurato. Anche la compagnia, il primo nucleo, non è particolarmente rassicurante. A Londra, nel lussuoso hotel Mayfair, assieme a Bannon e Raheem Kassam, ex capo staff di Nigel Farage e direttore di Breitbart, l’accademia dell’ultra destra supremetista Usa, e rappresentanti del Rassemblement National (Ex Front National), il fiammingo Vlaams Belang, il potentissimo Freedom Caucus, gruppo di conservatori pro-Trump che Bannon vuole avere dalla sua. Peggio, esponenti di spicco di partiti apertamente fascisti come Sweden Democrats e True Finns.
Assente momentanea della destra italiana, impegnata sul fronte fobia migranti sul Mediterraneo. Bannon-Salvini in sintonia, col ministro dichiarante a raffica che al Washington Post, aveva anticipato la volontà di “mettere insieme un gruppo che ottenga la maggioranza al Parlamento Europeo”.

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