lunedì 22 ottobre 2018

Perché una lettera scritta a mano è un gesto d’amore

Sorprendente la vita. Ti prende in contropiede e ti insegna giorno dopo giorno come si può guarire dalla futilità, dall’essere pecora belante nel gregge. Per esempio con un gesto semplice.

Per caso, dopo aver letto questo testo su Remocontro: Le sovversive lettere d’amore o di rabbia scritte a mano
abbiamo lanciato un’idea visionaria e poco praticabile: una serata dedicata alle lettere d’amore.
L’abbiamo scritto, neanche pubblicizzato più di tanto, abbiamo aspettato il giorno giusto e la storia si è rivelata – come spesso accade – ricca di sorprese.
L’idea di scrivere una lettera potrebbe sembrare un’ idea antiquata, scriverla d’amore poi, un’idea fuori dal tempo. I più indulgenti dicevano: va bene la teoria, ma la pratica, la vita pratica e moderna di ogni giorno, implica fretta, non c’è tempo da perdere, figuriamoci per scrivere a mano quando si può fare benissimo col pc e quando col telefonino con una manciata di parole si scalano le montagne.

È andata così. Le persone hanno scelto di perdere tempo. Si sono fermate a pensare alla bellezza della carta – ne avevamo una romantica assai – all’eleganza della mano che con una stilografica verga il foglio vergine, mette una dopo l’altra con grafia bellissima parole e quindi frasi, poi concetti racchiusi tra una maiuscola e un punto, in un susseguirsi di segni e di maiuscole, di lettere dissimili, di righe sbilenche.

Lettere d’amore. Perché in questa epoca ansiogena scrivere una lettera a mano è un gesto d’amore. Scrivere dedicando la scrittura, il tempo, la cura e l’attenzione a una persona è un atto d’amore per di più rivoluzionario. Lasciare che la lettera finisca in una busta e viaggi nello spazio e nel tempo è pura poesia.
L’autore della lettera riempie di parole e amore un foglio, lo ripiega in tre, lo infila nella busta, scrive l’indirizzo, mette il francobollo e in quel preciso istante se ne priva. Dona. Dona un oggetto unico a una persona che riceverà il frutto di questo amore.

Troppa poesia? Forse sì. Ma io, che sono sicuramente più razionale di un visionario come Antonio, non me l’aspettavo. Non mi aspettavo di vedere un effetto così bello e coinvolgente.

Scrivere, o ricevere, una lettera non cambia il mondo. Ma crea uno spazio nel cuore e nell’animo. Dona gioia. Ed è importante di questi tempi rallentare il passo, riprendersi la vita, leggere su carta, scrivere a mano su carta, rinunciare alla semplificazione di tutto, che vuol anche dire la perdita di ogni bellezza ed emozione.

Finito questo pezzo, prendo un foglio di carta e scrivo a un’amica.

Potrebbe piacerti anche