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mercoledì 20 20 Novembre19

Voleva il trionfo rischia l’inciampo, Trump incapace o traditore

Il giorno dopo l’incontro con Putin una bufera di polemiche contro Trump, accusato in casa di ‘resa’ nei confronti di Putin.
-La ormai solita marcia indietro senza vergogna: “Intendevo dire il contrario”, scandisce in serata, “La Russia ha interferito. Credo agli 007”.

Vergogna e tradimento

Trump incapace o traditore. Cercava il trionfo, finisce in un pasticcio, con accuse che vanno dall’incapace al traditore.
Critiche e condanne generalizzate che rischia di dover pagare molto care nel turno elettorale di mid-term a novembre. Il presidente degli Stati Uniti accusato di “tradimento”, di aver imbarazzato l’America davanti al mondo, accusato di una resa senza precedenti nei confronti di un inquilino del Cremlino. E soprattutto di aver “creduto al Kgb e non alla Cia”, come ha tuonato il leader della minoranza democratica al Senato Chuck Schumer.
La notte scorsa per noi in Italia, la famose pezza che risulta ancora più evidente del buco, “Accetto le conclusioni delle agenzie di intelligence Usa sulle interferenze russe nelle elezioni, ha detto il presidente degli Stati Uniti. Ho piena fiducia e sostegno nell’intelligence degli Stati Uniti”. Trump ha poi ammesso di essersi espresso male ieri durante la conferenza stampa con Putin a Helsinki.

L’ira funesta del patriottismo Usa

“Presidente, ma lei a chi crede?” fu la domanda galeotta rispetto alle presunte interferenze russe sulle elezioni Usa. Risposta nota, assieme alla retromarcia senza pudore. E accadeva pochi giorni dopo che il procuratore Mueller aveva diffuso una dozzina di nomi di agenti dell’intelligence russa che avrebbero avuto un ruolo nella manomissione della campagna elettorale di Hillary Clinton per aiutare Trump a vincere le presidenziali Usa.
“Trump&Putin vs America”, scrive Thomas L. Friedman sul New York Times. Sovranisti solidali se non addirittura complici Trump e Putin, per Eugene Robinson sul Washington Post. Donald Trump “sta lavorando duramente per sabotare i legami dell’America con la Nato e l’Ue e per indebolire l’influenza americana in Medio Oriente”, nell’editorial board del New York Times.

Con Trump o con Cia, Fbi, Nsa?

Meno cattiva nei toni ma di analoga severità l’analisi di Stefano Silvestri, storico presidente dell’Istituto affari internazionali, sull’Huffington Post. Trump ‘bottegaio’. «Un mercantilista che non crede nella comunanza degli interessi tra democrazie liberali. Un mondo di nazioni rivali dove il successo è misurato dalla bilancia commerciale». Filosofia politico economica del miliardario immobiliarista.
‘Un teatro degno dei Pupi siciliani’, quella conferenza stampa, «Vedremo in futuro se dalle molte parole vaghe che abbiamo ascoltato durante una delle più teatrali conferenze stampa di questi ultimi tempi, uscirà qualcosa di concreto e di positivo. Per il momento l’impressione è che il Vertice sia servito ad ambedue i leader per affermare la loro superiorità (vera o presunta) su tutti gli altri attori internazionali e la loro volontà di proseguire da soli in questa direzione».

Halsinki letta da Mosca

«Con questo colloquio le cose siano cambiate molto in meglio», dichiara Putin alla ‘trumpiana’ Fox News. Gli staff dei due paesi lavoreranno al rinnovo dell’accordo sulla riduzione delle armi nucleari in scadenza nel 2021. Sulla Siria è stato confermato il coordinamento militare per combattere l’ISIS, ma sul capitolo Iran le distanze restano enormi. “Tehran decisiva per la pace nella regione” per Putin. Trump che ripete il “pericolo islamico iraniano” di ispirazione israelo saudita.
Donbass e Crimea bocce quasi ferme -valuta Yurii Colombo, sul Manifesto- ma Putin offre di continuare a utilizzare parzialmente anche le pipeline ucraine per gas e petrolio verso l’Europa, oltre al North Stream 2 operativo nel 2019. Sulla Nato, le opposte ostilità. «Non tanto la minaccia diretta alla nostra sicurezza che sapremo contrastare adeguatamente», avverte Putin, «ma soprattutto gli accordi bilaterali di Polonia e Romania che stanno schierando elementi della difesa antimissile americana proprio ai nostri confini».

 

SATIRA CONTRO

 

Orlando furioso

Ludovico Ariosto
(Putin-Trump, suggerimento di Stefano Silvestri)

Oh gran bontà de’ cavallieri antiqui!
Eran rivali, eran di fé diversi,
e si sentian degli aspri colpi iniqui
per tutta la persona anco dolersi;
e pur per selve oscure e calli obliqui
insieme van senza sospetto aversi.

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