lunedì 22 ottobre 2018

Telefonia troppo mobile in Albania: chi paga, chi gratis, chi spia

Ieri il boom della telefonia mobile, oggi record solo di lamentele e di sospetti, mentre i bilanci delle tre principali aziende del settore o frenano, o traballano.
-Sospetti di favori corruttivi che coinvolgono vertici aziendali e politica.
-Il ricatto pubblicitario su una stampa in crisi.

Il sospetto corre sul filo (del telefono)

Era il 29 settembre della scorso anno quando ‘Gazeta Shqiptare’, prestigioso quotidiano albanese, sino a qualche anno fa di proprietà italiana, lancia l’allarme sulla edizione web: «Vodafone, per la prima volta con perdite in Albania». Notizia bomba ma di breve durata, visto che l’articolo scompare dal web e dalla sua memoria. Come se qualcuno non apprezzasse certe attenzioni giornalistiche. Potete cercare anche voi, e scoprirete ‘Errore’ per scomparsa.
(http://www.gsh.al/2017/09/29/vodafone-per-here-te-pare-me-humbje-ne-shqiperi/)
Ma nel neo giornalismo web del ‘copia incolla’, poco si crea ma nulla si distrugge. L’articolo è ripreso e pubblicato integrale dal portale dell’opposizione Syri.net
(https://www.syri.net/ekonomi/97552/vodafone-per-here-te-pare-me-humbje-ne-shqiperi/)
Il contenuto in italiano a sintesi: Vodafone Albania, per molti anni al vertice economico con alti guadagni e più del 50% del mercato della telefonia mobile, ora ‘finisce in rosso’. 2016 una perdita di 481 milioni di lek, che sono la bella botta di 3,4 milioni in euro. Sempre da fonte Gazeta e Syri.net, viene elencata anche una catena di debiti e di crisi di società collegate, con chiusure, fallimenti e curiosità giudiziarie. Errori imprenditoriali, incapacità manageriali, o c’è di peggio? Troppe ‘uscite’, e di che genere? Stranamente (ma non troppo), la politica tace.

Solo ‘incidenti’ manageriali?

Non solo Vodafone nei guai. ‘Plus Communication’ dichiara fallimento e sul mercato restano solo tre compagnie. Numeri di un mese fa: Vodafone in discesa ma ancora leader, con circa 1.7 milioni di utenti nell’ultimo trimestre del 2017 (-0,4% rispetto al 2016); Telekom Albania, circa 1.2 milioni (+9,5%); e AlbTelecom con 450.000 utenti in coda. Il settore non gira e spesso cerca scorciatoie. Mancata concorrenza, ad esempio. Per questo, recente multa milionaria a Telekom Albania e Vodafon. Va detto che ambedue le società ‘troppo poco concorrenti’ sono filiali di aziende greche. Per la Vodafon britannica, c’era anche il supermanager italiano, Vittorio Colao, recentemente divenuto ex per ragioni mai ben chiarite.
Ancora settembre 2017, il portale ‘boldnews’, orientamento centro destra (opposizione a Tirana), denuncia presunti abusi nei contratti telefonici con la Polizia di Stato.
(http://boldnews.al/2017/09/04/tjeter-skandal-vodafone-faturon-edhe-efektivet-e-policise-se-shtetit/)
Cosa sarebbe accaduto? Un accordo fra il Ministero dell’Interno e la Vodafone. Gli 11 mila agenti di polizia che prima fruivano di utenze gratis per motivi di servizio da un’altra compagnia telefonica, passano a pagare da 600 a 1000 lek mese. Denuncia dai vertici del sindacato di Polizia che chiede il ripristino del servizio GSM gratuito, o il ritorno alle comunicazioni via radio per ogni agente.

L’ex ministro nei narcoguai

La partita diventa politica, ed escono le rivelazioni. «Con la firma di Tahiri, Vodafone ruba ai poliziotti». (http://www.tematv.al/2017/09/06/ekskluzive-me-firm-n-e-tahirit-kompania-vodafone-zhvat-polic-t-video).
Tahiri è l’ex ministro degli interni del governo Rama costretto alle dimissioni per il coinvolgimento con un familiare in sospetti traffici di stupefacenti ed inchiesta giudiziaria in corso nei suoi confronti. AKEP, l’Autorità per le Comunicazioni censura il telefono gratis ai poliziotti, una regalia sospetta. Ma catena dei sospetti invece cresce. Con la firma di Tahiri ed il beneplatico di AKEP, Vodafone ottiene 60 milioni di lek al mese dalle tasche degli agenti di polizia, e senza possibilità di scelta. Polemica sull’accordo e sulle tariffe, e non solo per la polizia.
Altro titolo del settembre 20127, ‘Esplode la rivolta on line contro Vodafone e Telekom Albania’.
(http://www.albeu.com/kryetitull/ofertat-shperthen-revolta-online-ndaj-vodafone-dhe-telekom-albania-foto-lajm/335726/)

I telefoni gratis e quelli ‘ascoltati’

Anche se con meno enfasi di quanto è nello stile della stampa albanese sempre molto agguerrita nei toni, esce fuori che per anni, all’ex ministro è stato consentito di non pagare le bollette telefoniche sue, della moglie e dell’autista, per più di 2 milioni di lek. Stesso privilegio che sarebbe stato concesso per anni, fonti pubbliche a seguire, al ministro dell’economia e all’ex ministro della difesa. Telefono gratis anche ad alti dirigenti della struttura di controllo e assunzioni di loro familiari. Più un sistema che una eccezione, il sospetto, o molto più diffuso di questi pochi nomi divenuti noti.
http://www.rd.al/2017/09/skandali-tahiri-vodafone-per-zhvatjen-e-policeve/
http://www.politiko.al/2017/09/firma-e-saimir-tahirit-policet-ankohen-per-leket-qe-detyrohen-ti-paguajne-vodafone/
http://www.politiko.al/wp-content/uploads/2017/09/Screenshot_12-1.jpg
Ma qualcosa di più grave sarebbe accaduto prima, rivelazioni di Vodafon internazionale del 7 giugno 2014. Oltre 600.000 richieste di dati alla Vodafone in un anno in 29 Paesi, in alcuni di questi senza bisogno di autorizzazione. Ben 605.601 in Italia. In Albania, nel periodo 2013-2014, intercettate 5778 persone. Dati ufficiali ‘su richiesta dei servizi segreti’, dice la stampa locale. E questo cambierebbe molto lo scenario, e sopratutto le questioni di legittimità. Intercettazioni di chi ordinate per cosa?
(http://www.pamfleti.com/beni-kujdes-nga-voi-per-sherbimet-sekretdafone-kjo-kompani-ka-pergjuar-5778-persona-ne-shqipere). Ma anche questa è notizia scomparsa.

Assaggi di un pasticcio trasversale

Operative, attorno alle società ufficiali di telefonia mobile, una serie di società apparentemente autonome ma collegate e spesso controllate, molto attive nelle reazioni pubbliche ed istituzionali. Un argomento da affrontare la prossima puntata. Per completare il quadro di questa questione albanese ma molto vicina a situazioni italiane, ancora alcuni dati. Il Paese maggior investitore in Albania è la Grecia. Le due maggiori società di telefonia mobile, anche se appartengono a gruppi internazionali, dipendono dalle loro filiali in Grecia.
Ultimo elemento, la crisi economica che investe anche l’Albania, sta colpendo in maniera quasi mortale il mercato della carta stampata, definita sull’orlo del fallimento. In crisi tutto il settore della informazione, e questa è la minaccia finale alla ancora fragile democrazia albanese. Corruzione diffusa, ci dicono assieme libera stampa e Stato. Con il giornalismo sotto schiaffo o sotto ricatto. La fonte principale di entrate anche per i media albanesi è la pubblicità, specialmente telecomunicazioni e banche. La rivista economica Monitor, scrive che l’anno scorso, ALBtelecom, avrebbe più che dimezzato il suo budget pubblicitario. Anche compagnie di telefonia mobile come Vodafone e Telekom Albania avrebbero significativamente ridotto i loro budget.

 

AVEVAMO DETTO

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