mercoledì 19 settembre 2018

Trump piomba sull’Europa: Nato, Londra e poi Putin

Trump in Europa a litigare sui nuovi equilibri mondiali.
-Disinnamoramenti condivisi.
-Niente apparizioni pubbliche per evitare le proteste.
-Gigantismi esibiti un po’ per vanità, un po’ per paranoia sicurezza.

Un Trump carico di pessime intenzioni
che affronta l’Europa come una trincea

Trump verso l’Europa che non lo ama (ricambiata), e lui si fa precedere dalla portaerei ‘Harry Truman’, un mostro da 97mila tonnellate, 330 metri di lunghezza, città navigante per 5500 persone, che attraccherà nella costa sud della Gran Bretagna dopo aver lasciato la Siria dove, dicevano, doveva contrastare l’Isis, ma soprattutto tenere d’occhio Assad, i suoi amici iraniani ed hezbollah e sopratutto, la forze russe vincenti.

La Portaerei USS Harry Truman

A bordo del mostro, altri mostri, elenca sul giornale Cesare Gaia: «Il “falco pescatore V22”, velivolo per decollo e atterraggio verticale, e due elicotteri Black Hawk per consentire al presidente una fuga veloce in caso di emergenza». La Cadillac presidenziale da un milione e mezzo di euro è già stata imbarcata sul Super Galaxy C5, uno dei giganti dell’aviazione militare mondiale.
Tra megalomania e paranoia, quasi che in nemico sia spostato tra la Manica e Bruxelles.

O più soldi o meno Nato

Prima tappa, Bruxelles, ad inaugurare le nuova sede faraonica della Alleanza atlantica (un miliardo di euro dichiarati), da vero padrone di casa, per l’annuale vertice Nato. Trump a battere cassa con la sua ormai nota rudezza, occasione di fortissima tensione con gli alleati europei, «che devono iniziare a pagare i loro conti (il 2% del pil per la difesa)», lui insiste, avendocela in particolare con la cancelliera tedesca Angela Merkel.

Super Galaxy C5

Povero Winston Churchill

Giovedì partenza alla volta di Londra. ‘Viaggio di lavoro’ e non visita di Stato, per non dover prendere atto di alcuni imbarazzati mancati inviti. Soggiorno di 4 giorni che per Londra vuol dire 30 milioni di euro (sempre Cesare Gaia), e 10mila poliziotti schierati, oltre a 40 agenti segreti Usa che lavoreranno al fianco dei corpi speciali Sas).
Londra per Trump (e per la regina) il meno possibile, nessuna apparizione pubblica a rischio di contestazioni ampiamente promesse. Subito la partenza verso l’Oxfordshire dove il presidente e la first lady Melania saranno ospiti d’onore alla cena con cento uomini d’affari britannici al Blenheim Palace, casa natale di Winston Churchill, mito del presidente Usa.
L’incontro era stato programmata come l’occasione per affrontare il dossier Brexit, beffando l’Ue con un accordo bilaterale angloamericano, come da origini lontane, ma rischia di dover partecipare al funerale del governo May, travolto dalla dimissioni dei ministro ultra conservatori e arcinemici Ue.

Londra delle proteste

Venerdì l’incontro alla residenza estiva della premier Theresa May (se ancora in carica) ai Chequers, fuori Londra e imperdibile tè con la regina e pare anche il principe Filippo al Castello di Windsor, la soluzione per evitare di trovarsi in mezzo alle contestazioni. Ma la coppia presidenziale a Londra dovrà dormire, alla Winfield House, residenza ufficiale dell’ambasciatore americano a Londra. E migliaia di persone sono pronte a scendere in strada contro il presidente «sessista e razzista» mentre gli altoparlanti rilanceranno i pianti dei baby-migranti sud-americani separati dalle mamme al confine con il Messico.
Il sindaco Sadiq Khan, da tempo schierato contro il presidente Usa ‘suprematista’, ha concesso di far volare nei cieli della capitale il «Baby Trump», pallone gonfiato di sei metri con ciuffo biondo e pannolino. «Una presa in giro a marcare la differenza tra il presidente supereroe, come si percepisce lui, e il messaggio divisivo che veicola», spiegano i promotori dell’iniziativa da 19mila euro.

Super blindato

In Scozia la vigilia di Putin

Nel week-end la partenza per la Scozia, terra della madre di Trump, incontri non ufficiali e golf. Da lì partenza per Helsinki, dove lunedì 16 Donald Trump incontrerà Vladimir Putin, ritenuto, dai suoi avversari democratici in casa, lo strumento decisivo per la sua vittoria elettorale.
Trump, Putin, e l’Europa nel mezzo, alle prese con tifosi dell’uno e dell’altro leader, che la minano al suo interno. Helsinki, ai margini estremi dell’Europa, dove si decideranno i nuovi equilibri mondiali.

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