lunedì 16 luglio 2018

Giornalismo: imparare raccontando quello che si impara

Riflessioni sul mestiere che amo, seduta sul ciglio della Francigena, ascoltando mille storie, progettando riviste e crescendo come donna e come giornalista.

Qualche giorno fa, parlando con un giornalista con una storia professionale importante come Pietro Spataro, mi è rimasta in mente una sua affermazione: facendo la cronaca nera ho imparato a conoscere tutta Roma.

In effetti il mestiere del giornalista è particolare, spesso ci si trova a confrontarsi con argomenti che non si conoscono o con luoghi mai frequentati. E ogni occasione è buona per accrescere il proprio bagaglio professionale, le conoscenze, e anche la capacità di saper interpretare fatti e situazioni non possedendo sempre il quadro completo delle conoscenze.

Funziona così, e penso che una delle capacità professionali di un giornalista sia quella di saper “capitalizzare” le occasioni per accrescere conoscenze e competenze. In fin dei conti è giusto, il giornalista è un mediatore tra la realtà e il lettore. Quindi deve possedere l’umiltà di sapere che non si può sapere tutto: quindi occorre ascoltare, guardare bene, comprendere e giudicare poco. Non so se funziona sempre così. Sicuramente chi riflette e non è saccente ha meno possibilità di chi anche se non sa niente, si muove e parla come se avesse la verità in tasca sempre.

Ogni tanto, soprattutto in Tv, guardo i commentatori delle rassegne stampa e penso che non è che possano sapere tutto di tutti. Eppure dicono tutto di tutto. Tornando a Spataro dico che sono d’accordo: le cose che attraversiamo nel mestiere ci formano, creano le nostre possibilità. Con quel pizzico di modestia che sempre i giornalisti dovrebbero mantenere.

Per esempio, in questo periodo nel mio locale bellissimo e marziano, una vineria che è anche libreria, mi trovo a parlare con le tante persone che si fermano e fanno tappa ai nostri tavoli. Imparo tanto. Imparo da tutti, nel rispetto e nel dialogo. E penso che sto facendo un esercizio di giornalismo importante. Nell’ascolto e nella cura del rapporto con chi non conosco.

Si cresce, nella vita. Si diventa – talvolta – più attenti. E non conta quando e dove accade, l’importante è che accada.

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