domenica 24 marzo 2019

Guerra dei dazi Usa Cina, Pechino: «Vi state sparando sui piedi»

Da oggi oggi sanzioni per 34 miliardi di dollari contro l’import dei prodotti «made in China».
-Il ministro cinese, attacco Usa al commercio mondiale, ma «Si stanno sparando sui piedi».
-Dubbi americani.
-4 scenari da fine del mondo.

Escalation

Guerra dei Usa Cina. Guerra dei dazi prologo storico di guerre vere, con i cannoni e i morti. A soldi e a parole tra Usa e Cina è già guerra vera. Da oggi, scattano i dazi americani per circa 34 miliardi di dollari che riguardano le importazioni di beni provenienti dalla Cina. Pechino, che da mesi avverte che scatteranno immediatamente delle rappresaglie, ora va oltre. In caso di contro rappresaglia, le risposte cinesi si moltiplicheranno più e più volte. Rilancio di dazi sino a cosa?
Trump, che per ora afferma di non avere alcuna intenzione di tornare su i propri passi, ha reso noto che in caso di escalation i dazi applicati ai beni provenienti dalla Cina potrebbero raggiungere la cifra di 450 miliardi di dollari. «Vale a dire -spiega Marina Catucci su Il Manifesto- tenendo conto che l’export della Cina negli Usa è intorno ai 500 miliardi di dollari, a bloccare le importazioni».
Oltre ci sono soltanto ‘le cannoniere’

Trump il duro ma poi?

A Trump che interpreta la solita prepotenza, replica Gao Feng, dal ministero del commercio cinese: «sono stati gli Usa a provocare questa guerra commerciale, noi non la vogliamo ma per salvaguardare gli interessi del Paese e del popolo non abbiamo altra scelta se non quella di combattere». I dazi appena entrati in vigore riguardano componenti di manifatture industriali, dalle automobili ai dispositivi per le stazioni di rifornimento, ai computer, alle costruzioni, nonostante Pechino abbia sottolineato che molti di questi beni sono il frutto della produzione di multinazionali e giganti commerciali Usa.
Qualche azienda Usa già piange. Secondo un’analisi pubblicata da Bloomberg, la guerra commerciale dei dazi, provocherebbe le perdite più rilevanti, proprio per gli Stati uniti, considerando che la Cina gode del cosiddetto «magnifico isolamento» rispetto alla proprietà reale, azioni e azionisti, delle loro aziende. Esattamente il contrario del mercato occidentale e di quello Usa in particolare.

Dubbi americani

Dubbi americani sul fronte protezionista di Trump (dazi, l’uscita dal Nafta, dal Wto). «Vorrei dire al presidente: ‘Amico, stai rovinando il nostro mercato’», ha dichiarato al New York Times Kevin Scott, segretario dell’Associazione americana della soia, tra le prime vittime della nuova trincea commerciale. Tariffe cinesi già da oggi sui semi di soia degli Usa. Ma non solo. Anche il Canada ha imposto dei dazi di ritorsione contro gli Stati uniti. E questa volta a tirare per la giacchetta Trump è la General Motors che avverte la Casa bianca: la minaccia di dazi sulle auto importate potrebbe ritorcersi contro, uccidendo posti di lavoro americani e portando a una ristrutturazione della GM.
Soia o auto o cosa ancora sarà, il problema non è il singolo prodotto, ma «la totale mancanza di visione globale nel protezionismo di Trump». Lo denuncia ‘Resources for the Future’, organizzazione di ricerca apartitica con sede a Washington. «La lista di proposte di questa amministrazione con conseguenze indesiderate, include l’applicazione dei dazi ma non si limita a quello, è lunga».

4 scenari prima della fine del mondo

‘Guerra dazi Usa-Cina: come finirà?’, si chiede il Wall Street Journal. Tom Orlik, Chief Asia Economist di Bloomberg, propone quattro scenari.

  • Scenario 1: Gli Stati Uniti impongono tariffe per $ 50 miliardi, la Cina si vendica. I mercati finanziari rabbrividiscono. Temendo il panico, entrambe le parti inviano messaggi rassicuranti, evitando ulteriori misure.
  • Scenario 2: Tariffe per $ 50 miliardi e crollo dei mercati finanziari. Gli Stati Uniti impongono tariffe, la Cina si vendica, i corsi azionari calano bruscamente, spingendo in basso la ricchezza globale. Per evitare un peggioramento della situazione, entrambe le parti evitano nuove misure.
  • Scenario 3: gli Stati Uniti impongono tariffe del 10% su tutte le importazioni e sul resto delle società mondiali. In altre parole, ci troviamo in una guerra commerciale globale.
  • Scenario 4: gli Stati Uniti impongono tariffe del 10% su tutte le importazioni, il resto del mondo si vendica e si scatena una crisi dei mercati finanziari. Impatto sulla crescita del PIL a 0,8% negli Stati Uniti e a 0,4% per il mondo.

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