lunedì 22 ottobre 2018

Politica a colpi di migrante, stop di Mattarella all’Europa

Da Tallin, in Estonia, il capo dello Stato mette in guardia dalle forze sovraniste che speculano sulla finta emergenza migranti: «Nessuna invasione, no ad atti irresponsabili»
-Il Presidente a Nuora Europa perché Suocera italiana intenda.

Stumentalizzazioni vergogna

Politica a colpi di migrante, piccola politica. Il presidente della Repubblica da Tallin parla dei rischi per l’Europa dalle contrapposte spinte nazionaliste, mette in guardia dall’avanzata sovranista, ma parla a nuora Europa perché suoceri in Italia intendano. Una chiara presa di distanze da chi, nel governo di casa, alimenta le paure per una presunta emergenza che non è più tale ormai da molto tempo. «Nell’ultimo anno, da metà del 2017 a metà del 2018, gli arrivi attraverso il Mediterraneo e in Italia sono diminuiti dell’85%, la pressione si è abbassata».
«Cifre ufficiali, che al Viminale conoscono bene -riferimento diretto al ministro dell’Interno- dicono che quest’anno in tutta Europa sono arrivate 45.023 persone e 16.585 in Italia. Numeri tutto sommato gestibili che non dovrebbero, come invece accade, suscitare inutili allarmismi. Anzi, proprio l’assenza di una reale emergenza -sottolinea Mattarella- dovrebbe suggerire ai governi maggiore razionalità, senza cedere all’emotività».

Quei gesti irresponsabili

Il capo dello Stato a Tallin prima del prossimo vertice Nato previsto a Bruxelles e dopo l’infelice vertice dei capi di Stato e di governo europei. Ora la stretta attualità dell’Austria che dichiara di voler chiudere le frontiere con l’Italia e la Slovenia,che vorrebbe dire tagliar fuori la penisola dal resto dell’Unione europea e addio Schengen.
«Vi sono molte cose che contrassegnano l’Ue e la sua storica integrazione, ma due ne esprimono appieno l’anima: Erasmus e Schengen» avverte quindi Mattarella definendo «poco responsabile mettere a rischio la libertà di movimento degli europei».
Di sicuro l’Austria chiuderà le frontiere in occasione dei vertici europei già fissati, come quello dei ministri degli Interni che si terrà il 12 luglio a Innsbruck e il vertice dei capi di Stato e di governo del 20 settembre a Salisburgo. Ma si tratta di procedure normali in vista degli appuntamenti dell’Ue.

Nazional azzardisti

Attesa per l’arrivo a Vienna di Horst Seehofer, il ministro degli Interni tedesco che ha rischiato di far cadere il governo di Berlino. A spiegare all’Austria sovranista ma anche presidente di turno dell’Ue, i dettagli dell’accordo raggiunto con la cancelliera Merkel. Scaricabarile vero, con effetto domino di profughi disperati respinti come merce avariare da confine a confine, o forse non sarà proprio così? Accenni di buonsenso, anche se per pura convenienza.
Le sparate sulla chiusura delle frontiere, «un disastro», denuncia il ministro dei Trasporti austriaco, Norbert Hofer pensando al Brennero. Ogni camion deviato verso la Svizzera costerebbe circa 100 euro in più alle imprese. Preoccupazione condivisa anche al di qua delle Alpi, con Confindustria Trento e Assoimprenditori Alto Adige che ieri hanno lanciato l’allarme: «Minaccia alla competitività delle nostre imprese, quelle più orientate all’export che stanno trainando al ripresa».

Altri conti in tasca

L’allarme del capo dello stato sulla politica governativa messa in campo sull’immigrazione mette a rischio Schengen, è il livello più alto del richiamo dall’Estonia. Ma rimaniamo a ‘bottega’, ai conti veri, oltre la propaganda, come sollecitato da Mattarella. Subito la ‘minaccia’ all’Austria: dati della polizia del Tirolo, clandestini intercettati al confine con l’Italia 2 a maggio e nessuno a giugno. Sempre polizia austriaca di confine, i passaggi illegali 65 a gennaio, 52 a febbraio e 26 a marzo. Ecco l'”invasione”.
Poi l’immigrazione complessiva in Europa, dal 1990 al 2017 nei 27 paesi dell’Ue, più la Gran Bretagna. Gli africani, asiatici e latino-americani di cui qualcuno cerca di popolare i nostri incubi, sono stati 8,8 milioni in 27 anni: circa 300 mila anno in tutto Europa.Dato Inps (altro nemico di Salvini): quando i migranti lavorano, i contributi al fisco eccedono del 60% tutto ciò che lo stato spende per il welfare.

Trincea al Brennero nell’ Europa dello scaricabarile

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