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martedì 15 Ottobre 2019

Trincea al Brennero nell’ Europa dello scaricabarile

Germania, l’accordo che salva Merkel inguaia l’Italia. Seehofer a Vienna per incontrare il premier austriaco Kurz. L’Austria: «Proteggeremo le frontiere meridionali». Salvini: «Faremo anche noi i controlli e ci guadagneremo».
-Dal solidarismo allo scaricabarile.
-Tutti i ‘Salvini’ contro.

Dal solidarismo allo scaricabarile

Europa dello scaricabarile. In Germania, l’accordo che salva Merkel mette nei guai l’Italia. La cancelliera cede al ministro dell’Interno Seehofer per un’applicazione rigida del regolamento di Dublino, quello che stabilisce che i profughi facciano domanda nel primo Paese di approdo in Europa. E restino lì. 18mila persone dall’inizio dell’anno che ora la Germania vorrebbe rispedire indietro, in Italia (sbarco), o in Austria (transito). Si salva per ora il governo tedesco, ma si prepara la quasi guerra al Brennero.
L’Europa sovranista post solidale. «Nei casi in cui i Paesi rifiutino accordi amministrativi sui respingimenti diretti, il respingimento avviene al confine con l’Austria, in base a un accordo con l’Austria». I profughi provenienti dunque dall’Italia, che si è rifiutata finora di sottoscrivere un’intesa bilaterale con Berlino, verranno bloccati direttamente al confine. Austria prima che Italia. Vienna pronta “proteggere i confini nazionali”. E respingere quei poveri disgraziati verso la Germania o contro l’Italia.

Tutti i ‘Salvini’ contro

In Germania vince Horst Seehofer che si impone su Angela Merkel e che domani sarà a Vienna a litigare con l’amico a sodale sovranista Heinz-Christian Strache che già minaccia la guerra, salvo che i due, come accaduto spesso nella storia dei patti Vienna Berlino, si mettano d’accordo per girare lo scontro a sud, contro l’altro amico e sodale sovranista Matteo Salvini, costretto a scoprire sugli antichi confini asburgici, amici di scarsa convenienza lungo il corso del Danubio tra Vienna e la Budapest di Orban.
Tra i nuovi protagonisti dell’Europa ‘celodurista’, anche il premier bavarese Söder che ieri ha presentato in pompa magna la polizia di frontiera del suo Land. Propaganda: la polizia istituita da Söder non sarebbe legalmente in grado di gestire le deportazioni previste da Seehofer, e gli agenti di frontiera bavaresi dovrebbero ricevere il via libera dalla Bundespolizei, il corpo federale. La milizia inventata dal governatore non può allontanare i richiedenti asilo se non violando la Convenzione di Ginevra.

Austria e le «frontiere meridionali»

La minaccia di una chiusura dei confini europei. Effetto domino, dalla Germania via Vienna verso l’Italia. Con il cancelliere austriaco Sebastian Kurz, da soli tre giorni presidente di turno dell’Unione europea, ma sopratutto con il vice cancelliere e leader dell’estrema destra Heinz-Christian Strache. «Il governo austriaco è pronto a mettere in atto misure di protezione dei suoi confini meridionali», ha detto Kurz minacciando la ripresa dei controlli alle frontiere. Da Roma un preoccupato ministro degli Esteri.
Salvini invece minimizza: «Se l’Austria vuole fare controlli ha tutto il diritto di farlo. Noi faremo lo stesso e a guadagnarci saremo noi, perché sono più gli altri a venire da noi che non viceversa». La conta dei profughi che ogni Stato europeo cerca di rimandare nel paese in cui hanno presentato richiesta di asilo. Esseri umani contati come merce. Ma il guaio vero per l’Italia sarebbero le merci vere. Dal Brennero transitano 12 milioni di auto e 2,2 milioni di Tir l’anno con 40 milioni di tonnellate di merci.

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