lunedì 20 agosto 2018

Migranti, tutti contro tutti, accordo a sorpresa sul finale

I 28 leader hanno trovato un accordo sulle conclusioni del consiglio Ue, inclusa l’immigrazione: lo ha annunciato il presidente del Consiglio europeo Tusk, al termine di vertice.
-Conte: ‘Da questo consiglio europeo esce un’Europa più responsabile e più solidale’

Migranti, tutti contro tutti, sino a questa notte. La sorpresa all’alba.. Salvo poi scoprire tutte le falle e il ‘non detto’a metà pomeriggio.
«Da oggi l’Italia non è più sola. Da questo Consiglio europeo esce un’Europa più responsabile e più solidale», ha detto il premier Conte lasciando i lavori del vertice Ue.

  • ‘Nel documento finale approvato è passato un nuovo approccio per quanto riguarda i salvataggi in mare: d’ora in poi si prevedono azioni basate sulla condivisione e quindi coordinate tra gli stati membri’.
  • ‘Passa la proposta dei ‘centri di accoglienza’ per consentire lo sbarco e se il caso il transito dei migranti anche in paesi terzi, sotto il coordinamento della cooperazione con Unhcr e Oim’.
  • ‘E in Europa – ha detto Conte – si possono creare anche centri di accoglienza nell’ambito degli stati membri ma solo su base volontaria’.
  • L’Italia li aprirà? ‘È una decisione che ci riserveremo ovviamente al livello governativo in modo collegiale, direi che non siamo assolutamente invitati a farlo’.

Italia-Europa

Nel documento approvato dall’Ue “è affermato il principio che chi arriva in Italia arriva in Europa e che tutte le navi che arrivano nel mediterraneo devono rispettare le legge quindi anche le ong e non devono interferire con la guardia costiera libica”.
“Si è finalmente affermato il principio del rifinanziamento del fondo fiduciario per l’Africa – ha detto ancora Conta – che ci torna particolarmente utile per le rotte dei migranti nordafricani” e viene anche chiesto che vengano “intensificati i rapporti e gli accordi con i paesi di origine e transito dei migranti”.

‘VERITÀ’ DELLA SERA DOPO

BACIO DI GIUDA. GELO TRA CONTE E MACRON
GIÀ CAOS SULL’ACCORDO. MERCANTI IN FIERA
Chi conta balle? Macron: ‘Accoglienza riguarda l’Italia’. Conte : ‘Smentisco, era stanco…’.
Roma non ottiene la distribuzione obbligatoria dei migranti, ma solo quella volontaria dei rifugiati, costretta ad accettare i ritorni delle persone scappate in Germania e Austria. Gelo di Salvini. L’Ungheria esulta: Visegrad ha vinto.

LA SOFFERTA NOTTE VERSO IL PESSIMISMO

A fine serata (giovedì) la comunicazione, più volte ventilata, che l’Italia non avrebbe firmato il documento finale del vertice dopo una raffica di no a ogni proposta di mediazione.
«No, ma..». Mai chiudere del tutto la porta. Ad esempio quando, dopo aver bocciato la proposta francese di aprire in Italia nuovi hotspot finanziati dall’Unione europea, la delegazione italiana ha fatto trapelare un possibile Sì, se altrettanti hotspot europei venissero aperti anche in Spagna, Francia e Grecia. Una maggiore condivisione tra gli Stati sulla responsabilità dei richiedenti asilo e porti europei dove far sbarcare le persone salvate nel Mediterraneo.

Alternativa spezzatino

Già dalla vigilia la cancelliera Angela Merkel, pessimista, aveva buttato lì la possibilità di mettere insieme un gruppo di Paesi disponibili ad accogliere in modo volontario quote di richiedenti asilo. Superare il blocco dei duri di Visegrad, mettendoli da parte. Una «coalizione dei volenterosi» che ha incassato un altro No di Conte. Ma eravamo ancora alla fase mercato, trattative sul prezzo. Conte consapevole delle difficoltà dalla Merkel per il suo Salvini di casa, Horst Seehofer, pronto ad aprire una crisi di governo sui cosiddetti ‘movimenti secondari dei profughi’.

L’unità del rifiuto

Su un punto tutti i 28 d’accordo, mettere fine agli sbarchi. Nel documento finale che forse ci sarà e forse no per veto italiano, nella bozza concordata si torna a parlare della volontà di realizzare piattaforme regionali dove fa sbarcare i migranti tratti in salvo, verso le quali indirizzare anche le navi delle Ong, per poi selezionare in migranti dividendoli tra richiedenti asilo ed economici. Operazione da svolgersi «nel pieno rispetto del diritto internazionale» e con la collaborazione di Oim (l’organizzazione migranti) e Unhcr.
Il ‘che fare’ più o meno facile da decidere, il dove e come farlo, ben altra questione.

Lunga strada per Dublino

Nessuna indicazione su dove realizzare le piattaforme, anche perché né i Paesi del Nordafrica, né quelli dei Balcani, aree indicate come possibili luoghi dove creare campi profughi, si sono detti disponibili. Forse per trattare sul prezzo, come già fatto dalla Turchia per il blocco della rotta balcanica.
Ma sopratutto, niente da fare per la necessaria riforma di Dublino, altra richiesta definita imprescindibile dall’Italia, ma su cui le opposte convenienza nazionali bloccano ogni passo avanti. Il documento affida all’Austria prossimo presidente di turno (altra ‘amica’ modello Visegrad), il compito di ‘approfondire gli sforzi per un compromesso’. Il futuro del mai.

Capriola e controcapriola

Troppe questioni nazionali a pesare sulla scelte europee. Merkel-Seehofer, ma soprattutto l’Italia.  Grecia e Spagna si dicono disponibili ad accordi bilaterali con la Merkel sui richiedenti asilo che, dopo esser sbarcati, si sono spostati in Germania. In cambio, la possibilità di aprire hotspot in Europa. Circola la voce di un possibile accordo tra almeno cinque Paesi -Italia, Francia, Malta, Olanda e Spagna. «Ma con una capriola il premier Conte fa sapere che non accetterà nessun accordo se non si arriverà a una riforma di Dublino entro il 2018», racconta precisa Carlo Lania su Il Manifesto. Capriola e controcapriola entro il nuovo giorno, in tempo per le dichiarazioni festanti ai telegiornali ora pranzo

 

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