Vertice del disaccordo europeo, Italia tra rottura e isolamento

Vertice del disaccordo europeo

L’Italia in prima linea contro il resto dell’Europa sui migranti ma in realtà il rischio è quello di un tutti contro tutti: tutti perdenti e nessun vincitore. Speranze che dal Consiglio europeo di oggi possano uscire soluzioni condivise sulla gestione dei migranti, vicine allo zero, con voci preoccupate da Bruxelles sulla possibilità che l’Italia possa non firmare il documento finale del vertice, e a catena, disastro su disastro, l’eventuale chiusura delle frontiere tra Germania e Austria e tra Austria e Italia. La fine di Schengen e il definitivo isolamento dell’Italia.

L’Italia in 10 punti

Per l’Italia alcuni riconoscimenti decisivi: la condivisione tra gli Stati della responsabilità dei migranti, l’apertura dei porti europei alle navi che effettuano i salvataggi e il superamento del regolamento di Dublino che sono dichiarate ‘condizioni imprescindibili’. Raffica di No scontati sulla dolorosa esperienza delle Lifeline, nave Ong col suo carico di migranti naufraghi, accolta a Malta, ma solo questo caso ‘e mai più’. Se non si muove qualcosa su questo fronte (non tutto ma almeno qualcosa), nessuna possibilità di discutere su come bloccare i movimenti secondari dei richiedenti asilo, che è la richiesta base perché il governo Merkel possa sopravvivere.

Estremismi ministeriali per tutti

Il bavarese Horst Seehofer ministro agli interni a fare il Salvini in tedesco. E una Germania in crisi con minaccia di elezioni anticipate lascerebbe l’Unione tra lo sbando e le mani troppo leste e confuse della Francia di Macron, cosa non buona per l’Italia. Poi il ‘ruspista’ nostrano aggiunge di suo: «Macron fa il matto perché è al minimo della popolarità nel suo Paese». Quasi a mandare a farsi friggere la cena segreta di due sere fa a Roma proprio tra Conte con Macron e consorte. ‘Frena Matteo’, la raccomandazione anche ieri sera in un incontro al Quirinale, ‘che forse un aiutino ci arriva dalla Spagna, proprio dal socialista Pedro Sanchez, mentre i tuoi amici del Visegrad…’.

Opposti sovranismi

Disaccordo europeo, e forse peggio. Angela Merkel è ormai vittima della guerra interna con il suo alleato di governo Horst Seehofer che entro domenica chiede un’intesa sui respingimenti dei migranti che arrivano in Germania sbarcati altrove. Dall’Italia o dalla Grecia, insomma, o via Balcani. Un ultimatum, che rischia di far cadere il governo a Berlino, di segnare la fine dell’era Merkel e, con essa, dell’Europa che abbiamo conosciuto finora. Da lì, effetto domino: Vienna col ministro dell’Interno austriaco Herbert Kickl, alleato sovranista di Salvini, anticipa che non è disposta ad accettare i migranti respinti dalla Germania. Opposti sovranismi oltre Visegrad.

Tutto sottosopra

Sulla riforma delle regole di Dublino in Consiglio europeo non c’è nemmeno una “maggioranza qualificata” per il compromesso tra ripartizione dei richiedenti asilo e maggiore responsabilità per i paesi di primo ingresso. Problema tra i problemi, il semestre di presidenza austriaca dell’Ue dalla prossima settimana. Dalla padella alla brace, temono in molti. Ed ecco che la chiusura della frontiera tra Germania e Austria e tra Austria e Italia non è più scenario da fantascienza. Ogni sovranista difende il proprio interesse nazionale, la sua frontiera. A rischio antiche alleanze, e ritorno alle politiche nazionali che spesso si scontrano. Anche la discussione sul bilancio dell’Eurozona slitta a fine anno per mancanza di un accordo.

 

AVEVAMO DETTO

Sar, ricerca e salvataggio in mare, scaricabarile Italia Libia?

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