mercoledì 17 luglio 2019

Dazi amari: mito Harley-Davidson, da sogno a incubo americano

Dazi amari. Il mitico marchio ‘tradisce’ Trump e per aggirare le contromisure europee trasferisce una parte della sua produzione.
-Trump, che parla di tradimento e minaccia super tasse contro ‘chi fugge’.
-La follia economica Usa, flussi finanziari 12 volte il Pil mondiale.

Dazi amari

Harley-Davidson simbolo del nuovo incubo americano. È appena iniziata la guerra dei dazi doganali e già se ne vedono i primi effetti. «La mitica Harley Davidson s’impenna sulla pancia di Trump», introduce Tonino Perna su Il Manifesto. Mito Harley Davidson, la moto che ha fatto sognare generazioni e che ha rappresentato un simbolo di libertà made in Usa, ha deciso di trasferire una parte della sua produzione in Europa, probabilmente in Bulgaria o in un altro paese dell’est europeo. Delocalizzazione in Thailandia, accusa invece Trump, che parla di tradimento.
Per il serioso Sole24Ore, da Harley Davidson ‘sgarbo’ a Trump che solo l’anno scorso li aveva ospitati alla Casa Bianca con cinque motociclette vantandone l’esempio di made in America. L’azienda ieri ha indicato che i dazi europei la costringeranno a traslocare alcune attività produttive per proteggere le sue vendite nel Vecchio continente senza dover aumentare i prezzi.
Potrebbe non essere la sola, ma il peso simbolico del gruppo ha pochi paralleli. Harley, che ormai conta sulle vendite internazionali per le prospettive future davanti all’invecchiamento dei centauri americani, era già stata danneggiata dagli stessi dazi di Trump sull’import di acciaio e alluminio da paesi alleati, che hanno causato un ricaro delle sue materie prime.

Ed è soltanto l’inizio

Dazi doganali sulle auto e moto made in Usa, l’autodifesa Ue come contromisura e risposta ai pesanti dazi sull’acciaio e l’alluminio europeo voluti dal presidente Trump. E siccome l’Europa rappresenta per questa famosa casa di moto una parte rilevante del suo mercato (oltre 40 mila moto l’anno) ha ben pensato che fosse il caso di trasferire all’estero quella parte della produzione che è destinata a questo mercato. Ma, questo è solo un primo caso: se Trump insisterà su questa strada porterà l’economia nordamericana verso un tunnel senza vie d’uscita, l’analisi di Tonino Perna.
Ad esempio, rischio inflazione come non la vedevamo dagli anni ’70. Perché la Harley è soltanto l’ultima nel processo di decentramento produttivo che ha colpito gran parte del territorio Usa (cose anche italiane). Le multinazionali Usa hanno trasferito all’estero gran parte delle produzioni, ma il loro principale mercato di sbocco sono sempre gli States.
Se per via dei dazi aumenta il costo dei beni prodotti all’estero le multinazionali non faranno altro che trasferire sui consumatori americani il maggior costo, colpendo il potere d’acquisto dei lavoratori e quindi anche quella parte della classe operaia nordamericana che ha votato per Trump. Mentre quelle imprese Usa che esportano nel resto del mondo, colpite come la Harley Davidson, trasferiranno all’estero una parte della loro produzione.

Trump che ignora

Ripasso storico per la Casa Bianca. La politica dei dazi doganali è cosa antica. Difendere le produzioni nazionali ha origini antiche dopo la rivoluzione industriale. Allora il mostro da fronteggiare era il gigante inglese. Esempi vari citati (persino i Borboni nel regno delle due Sicilie contro la minaccia italiana da nord). «Ma, oggi, tutto questo è privo di senso», la valutazione tecnica di molti. Un paese che ha un deficit di bilancia commerciale di circa 700 miliardi di dollari l’anno, compensato da un mare di soldi che corrono verso la Borsa di Wall Street o nel mercato immobiliare. Da un lato l’economia reale, il fare, il produrre, mentre l’economia finta dei soldi, gli enormi flussi finanziari sono arrivati a rappresentare oltre 12 volte il Pil mondiale. Ricchezza finta. Assurdo vero?
«È una contraddizione esplosiva del sistema dell’economia mondo che Trump più o meno inconsapevolmente sta facendo scoppiare», per Tonino Perna. Trump energumeno mischia accuse di tradimento a lavoratori e consumatori, affronti all’orgoglio nazionale e più prosaiche critiche ai dirigenti per ‘scuse’ infondate. Sole24Ore: «Big Tax”, ha minacciato. Non è chiaro se intenda riferirsi a una speciale sanzione contro aziende che spostano all’estero la produzione oppure ad un ricorso ai dazi unilaterali che sta imponendo sull’import da diverse nazioni». Dazi andata e ritorno, rischio di dazi molto amari, Mr.Trump.

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