Migranti-bambini Trump si arrende. Europa, demagogia e scaricabarile

‘Celodurismo’ a incasso elettorale
ma il pianto dei bimbi batte Trump

Bambini separati da mamma e papà al confine col Messico: un audio con le loro lacrime scuote l’America e il mondo impone a Trump di rimangiarsi la tanto strombazzata ‘tolleranza zero’, demagogia elettorale che aveva a zero soltanto l’efficacia contro un fenomeno che investe il pianeta. Donald Trump, che ha vinto le elezioni anche con la promessa di completare il muro alla frontiera con il Messico e di bloccare l’immigrazione da quel Paese, da tutta l’America Latina e dall’islam non alleato/allineato.

Tra metà aprile e fine maggio, dopo aver passato il confine, duemila bambini giunti negli Usa attraverso il Messico sono stati separati delle loro famiglie e rinchiusi in istituti, neonati compresi, fratelli e sorelle spesso divisi. I genitori in stato di detenzione fino alla risposta alla domanda di asilo, che può arrivare dopo settimane o mesi. Il dietrofront imposto a Trump, arriva anche per l’ondata di sdegno suscitata da un audio, dal quotidiano online americano ‘Pro Pubblica’, una no profit di giornalismo investigativo che in redazione vanta 16 premi Pulitzer.

Mossa politicamente perdente

Dieci migranti bambini appena separati dai loro genitori, il loro pianto in un centro di detenzione. I bambini chiamano più volte mamma e papà. “Bene, abbiamo una orchestra, quello che manca è il direttore d’orchestra”, commenta un agente. L’Associated Press ha documentato i casi di bambini che, nell’attesa, vengono rinchiusi in gabbie, con bottiglie d’acqua, coperte termiche e patatine. Contro queste politiche si è espressa l’Onu. Disumanità, l’accusa. Il segretario generale dell’Onu, e la first lady Melania Trump.

Per rimanere al giornalismo alternativo, dopo ‘Pro pubblica’ dei Pulitzer, le nostrane Iene. Che non fanno soltanto satira e provocazione. Attorno al muro Usa col Messico, dettagli da brivido: «Il muro divide il benessere da chi vive ancora sotto la soglia di povertà, sorvegliato da elicotteri, droni, satelliti, palloni aerostatici ad hoc. Le spese? La polizia di frontiera costa ogni anno agli Stati Uniti più di Cia e Fbi e della guerra in Afghanistan, ovvero 13,5 miliardi di dollari. Gli americani, i più grandi consumatori al mondo di cocaina, ne importano il 93% da quel confine con il Messico e ricambiano esportando, sempre su quella frontiera, 253 mila armi ogni anno».

Le ‘armate del papa’ a TV2000

 

Europa, due vertici contrapposti

Vertice dei capi di Stato e di governo il 28 giugno a Bruxelldes ma prima, due ‘prevertici’ convocati da gruppi contrapposti di Paesi impegnati a elaborare proposte che, almeno sulla carta, dovrebbero rappresentare le nuove politiche europee sull’immigrazione.
Prologo semi ufficiale domenica a Bruxelles convocato dal presidente della Commissione Ue Jean Claude Juncker e al quale è prevista la partecipazione di dieci Paesi. Ma da oggi a Budapest, il gruppo di Visegrad, Ungheria, Polonia, Cechia e Slovacchia, con l’aggiunta dell’Austria. Fronte anti-migranti propone una «rivoluzione copernicana» che fini ad oggi ha soltanto scaricato sul vicino di frontiera il problema.

Anticipazioni di scaricabarile

Trasformazione di Frontex in una vera e propria polizia di frontiera, per contrastare i cosiddetti ‘movimenti secondari’ sui quali in Germania la cancelliera Merkel e il suo ministro degli interni Seehofer litigano. Eppure proprio ieri Conte aveva provato a spiegate a Tusk che di blocco dei «Secondary movements», l’Italia non voleva neppure sentire parlare. Il problema è che le sparate in casa, censimenti Rom e respingimenti di massa promessi, al confronto europeo non pagano.
Ora l’idea che viaggia, non nuova e di difficile realizzazione, creare in Nordafrica campi nei quali raccogliere i migranti dividendoli tra profughi ed economici, per poi raccogliere le richieste di asilo dei primi e rimpatriare i secondi. Ma prima occorre infatti individuare i Paesi disponibili a essere trasformati in «piattaforme per gli sbarchi». La Tunisia, indicata come uno di quelli possibili, ieri ha confermato di non essere disponibile. E dalla Macedonia è stato il primo No dei Balcani.

 

ITALIA EUROPA E MONDO SUI MIGRANTI
DEMAGOGIA MA IDEE POCHE E CONFUSE
Dicono di noi nel mondo, rassegna stampa della crisi

Financial Times
Salvini si impadronisce del controllo dell’agenda politica dell’Italia
Frankfurter Allgemeine
Intervista a Luigi Zingales – “L’uscita dell’Italia dall’euro sarebbe un disastro”
Financial Times
Bruxelles attira il fuoco di Roma sulle proposte alla migrazione. Un documento della Commissione che limita i movimenti dei rifugiati all’interno dell’UE provoca la reazione dell’Italia
New York Times, International Edition
Accusato di razzismo il Ministro dell’Interno italiano
Thetimes.co.uk
La paura dell’immigrazione sta diffondendo l’odio. I leader populisti stanno fomentando atteggiamenti velenosi verso i migranti ma ignorano quanto noi occidentali facciamo affidamento su di essi
Die Welt.de
L’Italia non vuole riprendersi i richiedenti asilo dalla Germania.

 

AVEVAMO DETTO

Consiglio Diritti Umani Onu ‘fogna’, ambasciatrice Usa oltre Netanyahu

Sanzioni alla Russia e migranti, mercato italiano a Bruxelles

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