lunedì 22 luglio 2019

Messico, elezioni da trincea, 113° candidato ucciso

Messico, ancora un candidato ucciso, vittima numero 113 dall’inizio della campagna elettorale, salvo aggiornamenti.
-Nel 2018 molte le elezioni chiave in America latina: Colombia, Messico, Venezuela, Costa Rica, Paraguay, oltre al Brasile. Circa 350 milioni di elettori torneranno alle urne per eleggere il loro presidente e spesso rinnovare il parlamento.

Messico e nuvole,
promesse di tempesta

Messico, elezioni da trincea. Cronaca di Daniele Mastragiacomo dall’America Latina, ed il valoroso reporter di Repubblica torna in guerra. Ancora sangue nella campagna elettorale messicana, e sono numeri siriani. «L’ultimo a cadere sotto il piombo dei sicari è stato Alejandro Chávez Zavala, candidato per il posto di sindaco nel Comune di Taretan, Stato di Michoacán, Messico centrale. E’ il numero 113 delle vittime politiche dal settembre scorso quando è iniziata la campagna».

Selfie mortale

In precedenza, per stare alle uccisioni più ‘spettacolari’ (ci scusiamo per l’espressione), il candidato sparato mentre fa un selfie con un fan. Era accaduto a Piedras Negras, nel nord est del paese ed era la 112 vittima dall’inizio della campagna elettorale. Numeri da chiamate di emergenza in Italia. Polizia e carabinieri che in Messico avrebbero molto molto da fare. L’assassinato fra i suoi sostenitori è Fernando Purón Johnston, 43 anni, candidato del Partido Revolucionario Institucional. Aveva appena finito un dibattito elettorale a Piedras Negras, nel Nord est, al confine con il Texas.

Far west

Dell’assassinio c’è anche un video. Panico, grida, fuga generale, con le guardie del corpo che ostentavano pistoloni. Mattanza di candidati alle prossime amministrative messicane quasi uno per uno. Il piombo dei sicari dal settembre scorso, quando è iniziata la campagna elettorale. Omicidi eclatanti, a dimostrare quanto le elezioni del primo luglio agitano tutto l’assetto politico ed economico del grande paese centroamericano.

Sud elettorale

Nel 2018 molte le elezioni chiave in America latina: Colombia, Messico, Venezuela, Costa Rica, Paraguay, oltre al Brasile. Circa 350 milioni di elettori torneranno alle urne per eleggere il loro presidente e spesso rinnovare il parlamento. Il Messico ha bisogno di uscire dalla violenza. Dei cartelli della droga e degli squadroni paramilitari, che negli ultimi dieci anni hanno provocato 100 mila morti. Vittime civili, nella maggioranza. Oltre alla piaga della corruzione, figlia endemica del narcotraffico, costume che si è radicato nel tessuto sociale e nelle amministrazioni dello Stato.

Peña Nieto

Sei anni fa il presidente Henrique Peña Nieto era apparso l’uomo che avrebbe potuto varare quelle riforme con l’appoggio della maggioranza delle forze politiche, ha finito per peggiorare l’immagine del Paese. La battaglia per la sua successione è in pieno svolgimento. Si voterà il primo luglio. Lo scontro è duro e lo scenario, secondo gli analisti, potrebbe offrire i tre principali candidati alla pari che si contendono l’ultima manciata di voti. Il tutto nel pieno delle trattative per il rinnovo del Nafta, o Trattato di libero commercio (Tlc) con gli Usa e il Canada, sotto l’incubo del Muro agitato da Donald Trump.

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