sabato 20 luglio 2019

Libia, attacco ai pozzi di petrolio, islamisti contro Haftar

Attacco a sorpresa, milizie vicino agli islamisti attaccano l’esercito di Haftar e si prendono il petrolio.
-Ibrahim Jadran, ex ladro diventato rivoluzionario, già a capo delle cosiddette Petroleum Facilities Guards.
-I media turchi accusano l’esercito di Haftar di di atrocità

Libia, petrolio e tribù

Libia, attacco ai pozzi di petrolio. I principali terminali petroliferi libici in Cirenaica da ieri nelle mani di alcune milizie vicine ai gruppi islamisti. La National Oil Corporation, la Noc libica ha interrotto le estrazioni. L’attacco da parte delle milizie di Ibrahim Jadran, già a capo delle cosiddette Petroleum Facilities Guards a protezione proprio di questi siti, poi cacciato dalle truppe del generale Khalifa Haftar, l’uomo forte della Cirenaica.
Partita per potere e prebende. Ieri, con le truppe di Haftar impegnate nella difficile campagna di Derna, Jadran ha compiuto il colpo di mano. Jadran sostiene di essere sostenuto dalla sua tribù, i Magharba, e dalla tribù dei Tebu. Fonti di stampa locale suggeriscono però che a sostenere Jadran siano le Brigate di difesa di Bengasi, sconfitte in quella città dagli uomini di Haftar.

Ladro poco gentiluomo

In una nota, la Noc ha annunciato che gli ultimi sviluppi si ripercuoteranno sulla capacità produttiva di petrolio con un calo di 240.000 barili al giorno. I terminal bloccati sono quelli di Ras Lanuf e As Sider: nel primo dei due è stato colpito un serbatoio gigante per lo stoccaggio del petrolio, mentre non sembrano esserci altri danni alle installazioni che permettono l’esportazione del greggio.
Il generale Haftar aveva preso il controllo dei terminali petroliferi nel 2016, permettendo alla Libia di riprendere le esportazioni di petrolio dopo un lungo periodo di blocco. La chiusura delle esportazioni era stata imposta proprio dalla milizia di Ibrahim Jadran, un ex ladro diventato rivoluzionario che immediatamente dopo il 2011 aveva messo in piedi con le milizie della sua tribù questa “Petroleum Guard” che si era attribuita la sorveglianza dei pozzi petroliferi.

Caos e kabile

Jadran due anni era dato in fuga dalla Libia, probabilmente in Tunisia, dove avrebbe trasferito parte della fortuna economica accumulata nei mesi di gestione della Petroleum Guards. In un video postato ieri sui social media libici Jadran annuncia «diamo il via a una operazione nella regione petrolifera contro l’ingiustizia commessa negli ultimi due anni che sono stati catastrofici per il popolo nella regione dell’Oil Crescent».
L’attacco di Jadran sicuramente provocherà una reazione da parte delle milizie che fanno capo ad Haftar e che in queste ore erano impegnate nel chiudere il sanguinoso assedio di Derna, l’ultima città della Cirenaica in cui resistevano milizie islamiste non disposte ad assoggettarsi al generale Haftar.

Esecuzioni sommarie?

In un video l’esecuzione di 2 civili proprio in Libia. Media turchi accusano i militari del generale Haftar impegnati nella battaglia di Derna contro frange ex Isis nella regione. Nel filmato diffuso sui social si vedono uomini armati e in divisa militare che uccidono due persone dopo averle spogliate e malmenate con i calci dei fucili. Contro gli uomini di Haftar puntano il dito l’agenzia di stampa statale turca Anadolu e il quotidiano panarabo al Quds al Arabi, di proprietà qatariota.
Secondo Anadolu, il generale Haftar “ha ordinato l’apertura di un’inchiesta per indagare sull’esecuzione e freddo”. A Derna, da mesi sono in corso combattimenti tra l’esercito di Haftar e gruppi radicali islamici. Non è stato possibile verificare la data del video nè se è stato girato effettivamente a Derna.

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