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domenica 8 Dicembre 2019

Dopo lo show i conti veri Usa-Kim, “Denuclearizzazione veloce”

Denuclearizzazione veloce, sollecita il Segretario di Stato americano Pompeo.
-Che già avverte: ‘Le sanzioni imposte a Pyongyang non potranno essere revocate prima della fine del processo’
-Intanto il gruppo di Shanghai decide il futuro del mondo.

Fine del summit spettacolo
i difficili conti con la realtà

Dopo lo show i conti veri Usa-Kim. Neppure il tempo di tornare a casa, a Pyongyang, che a Kim Jong-un già fischiano le orecchie. ‘La denuclearizzazione della Corea del Nord dovrà essere veloce, ha detto ieri a Seul il Segretario di Stato americano, Mike Pompeo, aggiungendo che le sanzioni imposte a Pyongyang non potranno essere revocate prima della fine del processo.
«Gli Stati Uniti rimangono impegnati a realizzare una denuclearizzazione completa, verificabile e irreversibile della Corea del Nord», ha detto in una conferenza stampa con le sue controparti giapponesi e sudcoreane Kang Kyung Wha e Taro Kono.
Peccato che nel documento firmato a Singapore da Donald Trump e Kim Jong-un durante lo storico summit di Singapore, mancano le parole «verificabile» e «irreversibile».

Il duro Pompeo a rassicurare
Corea del sud e Giappone

«Crediamo che Kim Jong-un abbia compreso l’urgenza» della situazione e la necessità di un processo di denuclearizzazione «rapido» basato su «condizioni» e «sequenze», ha continuato Pompeo. Le sanzioni imposte a Pyongyang per i suoi programmi nucleari e balistici resteranno fino al completamento del processo di «denuclearizzazione», ha affermato respingendo la versione dei media di Pyongyang secondo i quali Trump aveva accettato un processo «passo dopo passo», facendo alcune concessioni al Nord.
Il ministro degli esteri sudcoreano Kang Kyung-wha, ha sottolineato la forza dell’alleanza del suo paese con Washington, anche Donald Trump ha annunciato la fine generale delle esercitazioni militari congiunte tra i loro due paesi. Ognuno tirare lo stra celebrato ma indefinito accordo di Singapore dalla sua parte.

Ma sul fronte orientale
la ‘Sco’ di Cina e Russia

Mentre il mondo guardava G7 agonizzante e al summit coreano a Singapore, il gruppo di Shanghai decideva il futuro del mondo. Al summit di Qingdao, il cinese Xi, il grande regista occulto della show di Singapore, parlava da leader globale dell’anti-protezionismo. Shanghai Cooperation Organization, l’alleanza eurasiatica che dal 2001, sotto l’egida della leadership cinese e russa, fino alla scorsa settimana riuniva sotto il comune ombrello della cooperazione in ambito politico, economico e di sicurezza, Cina, Russia, Kazakistan, Kirghizistan, Uzbekistan e Tagikistan.
Dal 9 giugno, oltre ai Paesi osservatori Afghanistan, Bielorussia, Iran e Mongolia, la Sco annovera tra gli Stati membri effettivi anche India e Pakistan, aggiungendo in un sol colpo un altro miliardo e mezzo di persone attivamente rappresentate al meeting e facendo del gruppo di Shanghai, un organismo che rappresenta più della metà della popolazione del pianeta Terra.

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