domenica 23 settembre 2018

Migranti, ieri ‘Viva la Spagna’ e poi? Tifoserie inutili e problemi veri

Incasso politico facile, ieri: ‘Alzare la voce paga’ dichiara Salvini. Oggi, altri 800 salvati al largo della Libia. Salvini: “Porti chiusi anche per loro”. Improbabile Spagna bis.
-Lo storico ‘Che fare’ oltre la propaganda, e domani e tutta l’estate degli sbarchi.
-Le ragioni dell’Italia, l’Europa assente ma, oltre i proclami politici, le soluzioni subito che mancano.
-Critico monsignor Ravasi: “Ero straniero e non mi avete accolto”.
-Un caso il post di Nogarin, poi rimosso

Viva la Spagna, ma domani?

Migranti, ieri ‘Viva la Spagna’ e poi? La tentazione di incasso politico è forte ed è naturale. ‘Evidentemente alzare la voce paga’, proclama Salvini, ancora capopolo in fase di apprendistato sulle opportune parsimonie verbali da ministro. Alzare la voce ha pagato ieri, ma oggi e domani?
-L’Europa si muova, ma a fare cosa?
-E gli amici politici a destra, Gruppo Visegrad o l’Ungheria di Orban, se li prendono loro i migranti?
-Facciamo la guerra a Malta, od organizziamo sbarchi da commandos di clandestini sulla Costa Azzurra?
-E i respingimenti in massa come?

Presto il tempo delle
cose serie e difficili

L’Aquarius sarà accolta dalla Spagna a Valencia. La prima mossa la fanno la sindaca di Barcellona, Ada Colau, e il sindaco di Valencia, Joan Ribo, che si offrono di accogliere l’Aquarius. Poi interviene il neo premier socialista Pedro Sanchez, sollecitato da una presenza giornalistica spagnola a bordo, che muove l’opinione pubblica con reportage toccanti. «E’ nostro obbligo aiutare ad evitare una catastrofe umanitaria e offrire un porto sicuro a queste persone».
Ma Aquarius non può andare da sola in Spagna. “Non è sicuro per la nave, per l’equipaggio e per le persone soccorse” lancia l’allarme il comandante. Il tempo sta peggiorando e dunque “sarebbe un rischio per tutti a bordo”. Di fronte al rischio di catastrofe umanitaria a suo carico, l’Italia di Salvini decide di mandare due navi militari a fare da traghetto.
Insomma, nessuna soluzione facile a portata di mano.

Migrazioni di massa,
un processo epocale

Migrazioni di massa, la bomba economico politica del terzi millennio. Impossibilità tecniche e incapacità politiche a governarle, paure popolari a incasso elettorale a demonizzarle. Mentre quasi sfuma il singolo aspetto umanitario. Quella nave da quattro nel canale di Sicilia con 629 migranti a bordo, tra cui minori, bambini e donne incinte. Poi la decisione umanitaria del neo premier socialista spagnolo.
Una decisione che arriva dopo il pressing di Onu e Ue affinché le ragioni umanitarie prevalessero sulle tattiche politiche e la nave fosse fatta attraccare ‘subito’.
Il premier maltese Joseph Muscat, personaggio discutibile, applaude ma ha la coda di paglia.
Su Roma, finite le esaltazioni politiche, incombe il dopo. “Il problema dell’Aquarius si è avviato a soluzione grazie al gesto di solidarietà della Spagna ma il problema emergenza immigrazione resta”, spiega Conte.

Salidarismi per appartenenza?

E intanto è diventato un caso il post del sindaco M5S, Filippo Nogarin, poi rimosso (rimosso il past). Nogarin si era detto pronto ad accogliere “la nave Acquarius con il suo carico di 629 vite umane”. In seguito il sindaco Cinquestelle ha risposto alle polemiche: “Questa è una posizione mia personale come sindaco della città”. “Nel momento in cui mi sono reso conto che oggettivamente questo poteva creare dei problemi al governo mi è sembrato corretto rimuovere il post – aggiunge il primo cittadino in un video girato dal suo ufficio stampa -. Quella rimane comunque la mia posizione e credo di interpretare quella di una città che, rispetto a queste tematiche, ha sempre avuto una grande sensibilità”.
«L’Italia non può più essere il campo profughi di tutta Europa e non può essere lasciata sola a gestire un fenomeno globale: questo per il bene dei migranti e dei cittadini italiani». Lo scrive Ignazio Corrao, del Movimento 5 Stelle Europa.
Le parole del cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, con la citazione evangelica: «Ero straniero e non mi avete accolto».

LE CRONACHE DI EURONEWS
CHE HANNO MOSSO LA SPAGNA

 

RASSEGNA STAMPA INTERNAZIONALE
COSA DICONO DI NOI DOPO AQUARIUS

Le Figaro, Financial Times, Frankfurter Allgemeine, El Pais, Le Monde, The Guardian, The Times, Die Welt

Le Figaro, Francia
L’odissea dei 629 migranti dell’«Aquarius». Dopo il rifiuto dell’Italia di accogliere l’imbarcazione, la Spagna ha dato il proprio consenso all’accoglienza dei passeggeri.

Financial Times, Gran Bretagna
La Spagna accetta i migranti bloccati in mare dopo che il governo populista dell’Italia gli ha voltato le spalle.

Frankfurter Allgemeine, Germania
La politica del rifiuto. Il caso Aquarius solleva due domande: la prima umanitaria – nessun essere umano può essere fatto oggetto di un gioco di potere – e la seconda politica, sulle modalità con cui l’Italia intende affrontare la questione dell’immigrazione

El Pais, Spagna
Salvini già segna la linea politica del suo governo – Il ministro dell’Interno impone il credo leghista sulla politica dell’immigrazione e ottiene ottimi risultati nelle elezioni municipali. Il Movimento 5 Stelle, senza un piano chiaro di governo

Le Monde, Francia
L’Italia chiude i propri porti ai migranti. Salvini sfida l’Europa, vietando l’attracco alla nave adibita ai salvataggi «Aquarius»

The Guardian, Gran Bretegna
Il ministro italiano dichiara la vittoria mentre la Spagna accetta la nave di salvataggio. Matteo Salvini, che ha rifiutato di lasciare attraccare la nave 629 con rifugiati e migranti, dice: “Abbiamo aperto un fronte con Bruxelles”

The Times, Gran Bretagna
La Spagna offre rifugio ai migranti respinti dall’Italia. La Spagna si è offerta di prendere più di 600 migranti bloccati su una nave di soccorso nel Mediterraneo dopo che il governo populista italiano si era rifiutato di farli sbarcare

Die Welt, Germania
Gli italiani stanno chiudendo tutto. Nessuno può biasimarli. Per molto tempo, il paese ha chiesto maggiore sostegno da parte dell’UE. Adesso per il governo a Roma ne ha abbastanza. Comprensibile

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