lunedì 25 giugno 2018

Storia o propaganda? Trump Kim e le speranze del mondo

Singapore, stretta di mano tra Trump e Kim. Il presidente Usa: sul nucleare risolveremo insieme. Il leader coreano: è realtà, non film fantasy.
-I facili ottimismi, i problemi veri da affrontare.
-Denunclearizza solo Kim?
-Trattato di pace per le due Corea, tra Usa e Cina

Trump, amori facili e ire incontenibili

La stretta di mano tra Trump e Kim all’incontro con la storia, primo faccia a faccia e lui, l’anziano di fronte al giovanotto sovrappeso, quasi s’innamora: «L’incontro è andato bene, molto, molto bene». «Una eccellente relazione». Sempre al superlativo Trump, salvo tweet rabbiosi di rottura a ripensarci. Ma oggi a Singapore e per il mondo è giorno di speranza.
Trump e Kim si sono incontrati al Capella Hotel di Singapore, scambiandosi una robusta stretta di mano, tra foto opportunity e storia. Prima di dare il via al faccia a faccia di 45 minuti, assistiti solo dagli interpreti, Trump ha promesso, «Avremo una grande discussione e un rapporto eccezionale».
«Non era facile arrivare qui… C’erano ostacoli ma li abbiamo superati per esserci»: ha aggiunto il leader nordcoreano Kim Jong-un, da oggi per la stampa occidentale non più dittatore.
«Molte persone nel mondo penseranno che sia una forma di fantasy… Un film di fantascienza», avrebbe detto lo stesso Kim Jong-un al presidente americano, secondo la traduzione del suo interprete registrata dalla Cnn e diffusa dal pool dei giornalisti della Casa Bianca che segue l’evento.
E adesso, segreti nella stanze segrete.

Corea, ma la vera posta in gioco
trattato di pace a firma Usa Cina

Oltre il folklore da supersummit attorno, oltre la gigantesca bolla mediatica, a stingere sulla sostanza. L’occasione per pacificare un’area che dalla fine della guerra nel 1953, non ha ancora un trattato di pace. Denuclearizzazione e concessioni varie a sostegno della precaria economia nord coreana, ma la vera posta in palio -annota Simone Pieranni su il manifesto- sarebbe un trattato di pace tra le due Corea ma firmato da Usa e Cina, le garanti delle due parti in guerra negli anni 50.

Denuclearizzazione
come sui due fronti?

Problema chiave a rischio rottura: e la Corea del Nord si denuclearizza, perché mai dovranno ancora esserci basi americane in Corea del Sud? Per ora generici propositi e belle parole.
«Pace durevole» e «denuclearizzazione», ripete l’agenzia nord-coreana Kcna, e sembra un mantra. Un po’ più concretamente, «la costruzione di un meccanismo di pace permanente e durevole, la realizzazione della denuclearizzazione della penisola nordcoreana e altre questioni di mutuo interesse, come viene richiesto da una nuova era».

Carota e l’eterno bastone

Nella serata di Singapore, anche auspici minacciosi: Pompeo, segretario di Stato col piglio alla Trump, ha lasciato intendere che potrà esserci anche cooperazione economica, ribadendo però che in caso di mancata «denuclearizzazione totale» le sanzioni continueranno a esserci e anzi, aumenteranno.
Da Cina e Corea del Sud, osservatori non certo disinteressati parole di fiducia scaramantiche. A giocarsi tanto, non sono solo Kim e Trump.
Sperando di non dover scoprire, per dirla alla Troisi, che quello che speravamo fosse amore… invece era un calesse.

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