lunedì 25 giugno 2018

Da alleato instabile a stabile avversario

G7, nella notte Trump rincara la dose. Ora pensiamo a dazi sulle auto importate negli Usa, e un attacco diretto a Berlino sui fondi Nato. -La Germania: “Distrugge la credibilità con i tweet. Deprimente e deludente”. Macron: “Incoerente e inconsistente”.
-‘Da alleato instabile e stabile avversario’, sintetizza in un tweet Enrico Letta.

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«Da alleato instabile a stabile avversario.
Al G7 in Canada, Donald Trump completa trasformazione. Ormai suoi interessi contrastano con italia».
Lo scrive su Twitter Enrico Letta, che legge in questo modo il corso politico delle alleanze del presidente Usa dopo il G7 in Canada.
In un tweet precedente, l’ex presidente del Consiglio aveva riportato le parole di Colin Powell in cui Trump veniva descritto come una “disgrazia nazionale e un paria a livello internazionale”.

Mancano solo gli insulti
almeno ufficialmente

Due giorni e una notte di negoziati, bilaterali e plenarie cancellato con un tweet mandato dall’Air Force One diretto a casa prima di Singapore. E questo lo sapevamo. La novità della notte, un attacco via Twitter ripetuto da Singapore rivolto alla Germania sui fondi Nato. Un doppio strappo che provoca la durissima reazione degli europei.
I tedeschi parlano di “credibilità del G7 distrutta” con un tweet, di uscita “deprimente”.
I francesi che accusano il capo della Casa Bianca di lasciarsi andare a “scatti di rabbia”.

Rivediamo il film.
Un comunicato finale congiunto pieno di parole e poco altro, per tenere la porta aperta a negoziati che potessero quanto meno evitare l’escalation nella guerra commerciale scatenata da Trump il primo giugno con i dazi su alluminio e acciaio Ue oltre che di Canada e Messico dopo che aveva già colpito la Cina e la risposta equivalente europea.
Poi Trump anticipa la partenza, per non discutere di scemenza -le chiama lui- come il clima, e dover ancora litigare.
L’avvio della rissa è interamericana, Canada-Stati Uniti, con la conferenza stampa del premier canadese che si lamenta nuovamente dei dazi Usa con parole abbastanza nette. Ma la vera rottura corre sull’Atlantico. Dall’Air Force One The Donald imbraccia il cellulare e a suon di tweet colpisce prima il premier canadese Justin Trudeau, un “debole e disonesto”, e toglie la firma alla dichiarazione finale dei leader del G7.

Dal veleno alle minacce.
“Ora valutiamo dazi sulle auto che invadono il mercato americano”. La minaccia più temuta da Merkel ma anche da Macron e dall’esordiente Conte, i cui paesi importano auto negli States. Più tardi, dalla Casa Bianca, l’accusa più dura al premier canadese: “Trudeau ci ha pugnalato alla schiena”, ha scandito Larry Kudlow, consigliere economico del presidente.

Europa unita contro ‘America First’

Angela Merkel a tarda sera, in un’intervista televisiva, definisce l’uscita di Trump “deludente ed anche un po’ deprimente”. Il suo ministro degli Esteri Heiko Maas è più pesante: con un tweet di 280 caratteri, Trump “ha distrutto la credibilità del G7”. “Si può distruggere una incredibile quantità di fiducia molto rapidamente con un tweet – ha detto il capo della diplomazia di Berlino – Questo rende ancora più importante che l’Europa sia unita e difenda i suoi interessi in modo ancora più deciso. Europa unita è la risposta ad America First”.

Macron: “La cooperazione internazionale non può dipendere da scatti di rabbia e da parole buttate lì”, fa sapere l’Eliseo, che definisce “incoerente” e “inconsistente” il voltafaccia del capo della Casa Bianca. “Abbiamo trascorso due giorni per ottenere un testo e degli impegni”, si legge ancora nella dichiarazione,”bisogna essere seri e meritarsi la stima dei nostri popoli perché abbiamo preso degli impegni e dobbiamo mantenerli”.

Rottura atlantica
nella notte ancora un tweet

A rincarare la dose un altro tweet nella notte italiana, quando i vari leader europei sono già rientrati nel Vecchio Continente. Questa volta nel mirino c’è direttamente la Germania che viene accusata di impiegare “lentamente” solo l’1% del suo Pil per le spese Nato, mentre gli Usa spendono il 4% di un Pil molto più sostanzioso. “Qualcuno – si chiede Trump – può pensare che questo abbia senso?”.

@realDonaldTrump
….Germany pays 1% (slowly) of GDP towards NATO, while we pay 4% of a MUCH larger GDP. Does anybody believe that makes sense? We protect Europe (which is good) at great financial loss, and then get unfairly clobbered on Trade. Change is coming!

L’Europa prova a reintrodurre un po’ di buonsenso, in attesa di Singapore.
“Ci atteniamo al comunicato, come approvato da tutti i partecipanti” al G7, ripetono capi di Stato e Ue: ‘Pacta sunt servanda’, per poi tradurlo all’americano.
Anche il governo canadese smorza la polemica. “Ci stiamo concentrando su tutto ciò che abbiamo fatto qui al summit del G7”, ha detto l’ufficio di Justin Trudeau in una nota. “Il primo ministro non ha detto nulla che non abbia detto prima, sia pubblicamente che privatamente con il presidente Trump”.
Detto educatamente, Trump cercava soltanto una scusa per una rottura deliberata.

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