lunedì 27 maggio 2019

Trump usa la Russia contro l’Ue, l’Italia rincorre, poi lui va da Kim

«La Russia va riammessa nel G8», Trump al G7 rompe con i Paesi alleati e oggi parte per Singapore disertando la sessione sul clima.
-Giuseppe Conte si schiera con lui ma viene ‘moderato’ dai partner europei.
-No a Trump dal fronte Ue, ma Niet anche da Mosca: «Il G7 ha perso importanza»
-Prossimo sgarbo atlantico, l’arrivo dei dazi Usa.

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Pokerista al tavolo della pace mondiale

Trump usa la Russia contro l’Ue e a suo vantaggio. Colpo di teatro, riammettere la Russia nel club dei grandi della terra, e l’agenda del G7 in corso in Canada fa a farsi benedire. Anzi, diventa inutile, visto che il socio numero 1 del Club, dice che manca un interlocutore decisivo e che lui se ne va via prima perché ha altro di più importante da fare. Nessuna discussione sul clima e sui dazi che vi beccherete, meglio Kim a Singapore.
Astuto Trump: alla vigilia, solo contro tutti su gran parte dei dossier, dazi, clima, immigrazione, questione iraniana. Poi la carta russa, furberia con qualche ragione. «Che vi piaccia o no, e può non essere politicamente corretto, ma abbiamo un mondo da gestire e nel G7, che un tempo era il G8, hanno cacciato la Russia. Dovrebbero farla rientrare, la Russia».

Trump usa la Russia contro l'Ue

G7 a fine corsa

G7, le più forti economie mondiali dell’occidente, ma non del mondo, formula che sembra arrivata storicamente a fine corsa. Con Donald Trump che agisce come amministratore dell’azienda Usa, pronto a rifare i conti, costi-ricavi dell’ordine mondiale costruito nel dopoguerra. Nato compresa.
Vladimir Putin, con la consueta accortezza non ha applaudito, lasciando che maturasse la rottura in casa Ue. Le neofita Italia giallo-verde lodata da Bannon che applaude subito Trump, mentre per Macron, l’affrettata affermazione di Trump è «non coerente», visto che gli Usa hanno approvato nuove sanzioni contro la Russia proprio nelle ultime settimane.
Gli europei si erano riuniti prima dell’inizio del summit, capi di stato e vertici Ue. Sintesi del polacco Tusk: «Ciò che inquieta di più è che l’ordine mondiale basato su regole comuni è sfidato non dai sospetti abituali ma, dal suo principale architetto e garante: gli Stati uniti».

Fratture europee

Non solo l’Italia. La Germania teme che le tariffe doganali Usa vengano alzate anche sulle auto. La Gran Bretagna spera in un accordo privilegiato con gli Usa per il dopo-Brexit. Anche il Giappone di Abe vuole evitare tariffe sulle auto. Macron contesta la legge del più forte, «la fine dello stato di diritto». E la Francia propone un accordo, anche a sei, con l’impegno comune a regole commerciali, all’Accordo di Parigi sul clima. Sull’Iran, «gli Usa non devono bloccare chi vuole rispettare l’accordo, perché è la migliore protezione che abbiamo».
«Italia con Trump sulla Russia. Anzi no», titola qualcuno. Al debutto, Conte brucia tutti con un sì entusiasta alla proposta Usa di riammettere Mosca nel club dei grandi. Poi, vertice Ue, e la certezza del tweet iniziale sfuma. I dazi? «Valuteremo». Il ritorno della Russia al G8? «Valuteremo nel confronto con gli altri partner, da parte nostra c’è una maggiore sensibilità e apertura al dialogo. Questo non significa stravolgere un percorso legato all’attuazione degli accordi di Minsk e alle sanzioni».

Trump usa la Russia contro l'Ue

Da Putin e Xi sfida comune al G7

Putin alla Tv cinese parla di un suo compleanno festeggiato con Xi a bicchierini di vodka e qualche fetta di salame. G7 cosa? Putin a Pechino ieri mattina. Due dei Grandi esclusi dal fronte occidentale. Alleati strategici: «Nelle condizioni di crescente instabilità e incertezza nel mondo, le Parti continueranno ad approfondire le consultazioni su questioni strategiche di sicurezza, a mantenere un intenso dialogo tra i ministeri degli Esteri e ad aumentare il coordinamento bilaterale». Una collaborazione che si allargherà alla sfera militare e alla cosmonautica.
L’Onu che resta centrale, salvo ragionevoli riforme. Sopratutto, basta all’interventismo umanitario di stampo anglosassone. Putin e Xi Jinping contro azioni militari unilaterale senza un mandato del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. «Il non-uso della forza o la minaccia della forza, il non-intervento di uno Stato negli affari interni di un altro Stato». Il guanto della sfida ai G7 su scala mondiale, Trump compreso.

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