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venerdì 20 Settembre 2019

La brigata lettone-italiana sul fronte russo

Sono 160 i soldati italiani nel Baltico, operazione criticata da M5S e Lega. Il Governo può tagliare una missione ritenuta inutile e lanciare messaggi a Mosca. -Prove generali di presa di distanze dagli schieramenti Nato tradizionali.

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La brigata lettone-italiana

Quei 160 soldati italiani schierati nel Baltico, ‘test della fedeltà: con la Nato o con la Russia?’, provoca Umberto De Giovannangeli, sull’Huffington Post. «Non riusciremo forse a far togliere dall’Europa le sanzioni alla Russia, ma quei soldati impegnati nella “Fortezza Bastiani” del Baltico, almeno quelli possiamo richiamarli a casa». Valutazione politica: quei 160 militari in Lettonia utili al nuovo governo gialloverde per chiamarsi fuori da una missione ritenuta ‘inutile’ e assieme dimostrare alla Russia di Putin un occhio di riguardo pur rimanendo l’Italia ancorata all’Alleanza Atlantica.

Sanzioni forse, ma di malavoglia

Di sanzioni alla Russia se ne parlerà certamente al G7 in Canada. Ma l’appuntamento decisivo, sul tema, al vertice dei Paesi Nato,in programma l’11 e 12 luglio prossimi a Bruxelles. Due i temi caldissimi: i rapporti con la Russia e quelli con l’Iran. Con le discussioni già in corso sulle sanzioni a Mosca e quelle a Teheran, con la Francia che già sta trattando da sola per proteggere Renault e Total, e con l’Italia che dovrebbe preoccuparsi per gli appalti miliardari Eni a rischio.
Interesse nazionale su entrambi i versanti, atlantico ed europeo, ma col Paese chiamato in causa per l’insufficienza -dice Trump- degli stanziamenti per la difesa. Bella gatta da pelare.

Solo un anno fa il Battle Group

Il 19 giugno 2017 inizia ufficialmente la missione dei soldati italiani in Lettonia. Il rafforzamento della presenza di forze lungo il confine est dell’Alleanza Atlantica era stato deciso dai Capi di Stato e di Governo della Nato durante il summit di Varsavia del luglio 2016, con lo schieramento di quattro battaglioni in Estonia, Lettonia, Lituania e Polonia. Il nuovo governo e la neo ministra della Difesa Elisabetta Trenta, dovrà decidere se mantenere l’impegno o attivare da subito una ‘exit strategy’.

Allora disse Beppe Grillo

L’impegno assunto dall’Italia in Lettonia, reso pubblico dalla Nato, scatenò allora a l’ira di Beppe Grillo. «Azione è sconsiderata contro gli interessi nazionali, espone gli italiani a un pericolo mortale ed è stata intrapresa senza consultare i cittadini. L’Italia non ci guadagna nulla e ci perde tantissimo. In termini di sicurezza nazionale questa missione rischia di esporre il nostro Paese al dramma della guerra. Ci riporta indietro di trent’anni e alza nuovi muri con la Russia, che per noi è un partner strategico e un interlocutore per la stabilizzazione del Medio Oriente».

M5s e Lega di governo

A polemizzare con quella missione era stato anche Matteo Salvini. Il neo ministro e vice premier, la definì una ‘follia anti-russa’. In molti e a destra. Ora, il premier Conte al G7 in Canada per un assaggio, giusto il tempo per presentarsi, ma tra qualche giorni a Bruxelles, vertice Nato, le decisioni vere. L’eventuale richiamo a casa dei soldati impegnati in Lettonia,come segnale dell’atteggiamento italiano verso la Russia e sul futuro delle missioni all’estero.
Da ‘osservati speciali nella Nato’, la decisione sulla ‘Brigata lettone’, certo la più facile, avvertono molto osservatori, ma non sarà comunque indolore.

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