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venerdì 20 Settembre 2019

G7 storia, Grandi a numeri variabili, secondo convenienza

Trump, prima ancora di partire prova a rompere lo schieramento europeo con l’ipotesi di ritorno al G8 con la Russia, e l’Italia si accoda, ma sarà scontro sui dazi commerciali.
-Fu Valéry Giscard d’Estaing, allora presidente francese a invitare i capi di Stato al primo summit delle grandi economie industrializzate nel 1975.

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G7 del malcontento

G7, Grandi a numeri variabili, secondo convenienza. Oggi sette, ieri otto, domani? Vertice del malcontento, a dir poco, nei confronti del ‘rude’ presidente statunitense. E Trump spaccatutto, prima ancora di arrivare prova a sparigliare con l’Italia che subito abbocca: “Alla Russia dovrebbe essere permesso di tornare nel G8”. “Sono d’accordo”, commenta il premier italiano Giuseppe Conte. Fronte politico europeo messo in crisi, Trump poi ribadisce ciò che per lui conta. “Non vedo l’ora di raddrizzare gli ingiusti accordi commerciali con i paesi del G7. Se non ci riusciamo, tanto meglio per noi!”. Linea dura insomma, e arroganza ormai consueta.
A provare a metterci una pezza, evitare rotture e guerra commerciale,  il francese Macron che ha chiesto un incontro preliminare con la cancelliera Merkel, la premier britannica May, il neo presidente del Consiglio italiano, e con i massimi dirigenti Ue prima dell’inizio del summit. Le recenti posizioni Usa -dice Macron- impongono di “riforgiare il fronte europeo”, ma già qualcuno pare già aver rotto le riga.

G7, origini e ben altri protagonisti

La riunione dei capi di Stato e di governo dei Paesi più industrializzati del mondo nacque nel 1975. Fu il presidente della Repubblica francese Valéry Giscard d’Estaing a invitare i rappresentanti di Stati Uniti, Germania, Giappone, Gran Bretagna e Italia a Rambouillet, vicino Parigi, in quello che fu il primo incontro di questo tipo. Due anni prima, nel 1973, un incontro informale era stato voluto dal Segretario al Tesoro degli Stati Uniti con Francia, Germania e Gran Bretagna. L’anno dopo si era aggiunto il Giappone. L’incontro del 1975 durò tre giorni e la delegazione italiana era guidata dal presidente del Consiglio Aldo Moro.

G7, Grandi a numeri variabili

Antiche ostilità d’oltralpe

Sulla pagina francese di Wikipedia dedicata a quel primo appuntamento, va a pescare Paolo Magliocco, su La Stampa, si può leggere che la Francia in realtà non avrebbe voluto la partecipazione dell’Italia. Sul sito tedesco dedicato all’incontro del 2015, presieduto dalla Germania, si racconta invece che l’iniziativa dell’incontro del 1975 fu anche del Cancelliere tedesco Helmut Schmidt. La riunione doveva servire a discutere la situazione economica internazionale, resa instabile dalla fine della parità fissa tra oro e dollaro decisa nel 1991 dagli Stati Uniti e dalla crisi petrolifera.

Grandi a numeri variabili, per convenienza

L’anno successivo l’incontro venne organizzato dagli Stati Uniti e i sei Paesi divennero sette, poiché l’invito fu esteso al Canada, che da allora fa parte del gruppo. Nel 1977 cominciarono a partecipare anche rappresentanti della Comunità economica europea. Oggi il Presidente della Commissione europea partecipa stabilmente agli incontri. Nel 1991 venne invitata anche l’Unione Sovietica, e nel 1997 la Russia entrò ufficialmente a far parte del gruppo, che divenne quindi G8, prima di essere espulsa nel 2014 per la crisi Ucraina.

Sette Grandi col trucco

In realtà oggi il G7 non rappresenta le prime sette economie mondiali: oltre alla Russia espulsa per ragioni politiche, la Cina occupa il secondo posto dopo gli Stati Uniti e l’India il settimo, superando l’Italia, il Brasile e il Canada. La scelta dei partecipanti del G7 spetta direttamente ai membri stessi auto promossi, che assumono la presidenza a rotazione. Non esiste una organizzazione stabile, il G7 non ha una sede né un sito internet. Nel 2017 presidenza e organizzazione dell’incontro annuale sono toccati all’Italia, ricordate Tarmina? Nel 2018 è la volta del Canada.

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