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martedì 15 Ottobre 2019

Tra il dire e il fare, monito Brexit, la Tunisia e l’Italia nel mondo reale

Nel dossier di Londra l’Apocalisse -Argameddon- di una Brexit senza accordo con l’Ue.
-Tunisia, da capopopolo a ministro: l’incidente diplomatico per le dichiarazioni di Salvini.
-Moavero. E chi farà realmente la politica estera’

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Tra il dire e il fare, l’Italia nel mondo reale
Monito Brexit e il rapporto Argameddon

Londra si prepara al peggio nel caso in cui il 29 marzo 2019 il Regno Unito dovesse uscire dall’Ue senza un accordo. Secondo uno ‘scenario da Apocalisse’ messo a punto da alti funzionari del governo, entro due settimane da quella data nel Paese ci sarà una carenza di medicine, di carburante e di cibo. E il governo ha già cominciato a lavorare a piani di emergenza che prevedono un collasso del porto di Dover già dal primo giorno.
Tre possibili scenari per una Brexit senza accordo: uno mite, uno severo e uno denominato “Armageddon”.
Secondo scenario, nemmeno il peggiore, il porto di Dover crollerà fin dal primo giorno, spiega una fonte. Poi c’è l’Armageddon: nel giro di un paio di giorni le regioni più lontane, come la Cornovaglia e la Scozia, si troveranno a corto di rifornimenti. Entro due settimane cibo, medicinali e carburante cominceranno a scarseggiare in tutto il Paese. Il governo sarà costretto a impiegare la Raf, l’aviazione militare, per assicurare gli approvvigionamenti.

Tra il dire e il fare, l'Italia nel mondo reale

Tunisia, da capopopolo a ministro

Nel tour governativo-elettorale in Sicilia, il titolare del Viminale ha usato parole durissime nei confronti della Tunisia: “È un Paese libero e democratico che non sta esportando gentiluomini, ma che spesso e volentieri esporta galeotti”. Stupore e rabbia a Tunisi per le accuse di Salvini: “Una ferita che non sarà facile da ricucire”. Il governo ha convocato l’ambasciatore italiano per chiedere spiegazioni esprimendo stupore, appunto.
Le dichiarazioni di Matteo Salvini – si legge nella nota – “indicano una conoscenza incompleta dei vari meccanismi di coordinamento esistenti tra i servizi tunisini e italiani per affrontare questo fenomeno”. Salvini, consapevole di un primo scivolone diplomatico: “Saremo ben contenti di organizzare un incontro nel più breve tempo possibile con il collega ministro dell’Interno tunisino per rafforzare e rinsaldare i rapporti sul fronte immigrazione”. “Ci piacerebbe sapere cosa ne pensa il primo ministro Conte e il ministro degli Esteri Moavero di certe uscite”, sussurrano da  Tunisi. Già, ma è davvero Moavero a fare la politica estera?

Tra il dire e il fare, l'Italia nel mondo reale

Per fortuna che c’è Moavero

Sollievo nel mondo delle feluche e dei nostri partner europei per la nomina di Enzo Moavero Milanesi a capo della diplomazia italiana. Per lui, da subito, quaranta giorni in “trincea”: dal G7 in Canada dell’8-9 giugno prossimi, all’appuntamento più atteso e delicato: il Consiglio europeo di fine giugno, l’impegno più delicato per il governo giallo-verde. E da qui ad allora, rafforzare le relazioni bilaterali con Francia e Germania che si sono candidati alla guida della politica Ue. Salvo inciampi ministeriali da troppo parlare.
Possibile vertice italo-francese prima del Consiglio europeo del 28-29 giugno e un segnale che Roma lancerebbe a Bruxelles e altri partner Ue. Con Parigi, da subito, gli interessi dei due Paesi nel Mediterraneo. Libia, in primo luogo, rispetto alla recente conferenza internazionale sulla Libia patrocinata dalla Francia. Ora spetta a Moavero ricucire lo strappo e rilanciare l’iniziativa diplomatica dell’Italia verso i Paesi della sponda Sud del Mediterraneo e in Medio Oriente. In ballo ci sono interessi miliardari in campo petrolifero e nella ricostruzione della Libia.

Tra il dire e il fare, l'Italia nel mondo reale

G7, Trump, l’Iran

Già al G7 in Canada, Donald Trump tornerà alla carica perché i Paesi europei che hanno sottoscritto l’accordo sul nucleare con Teheran, l’Italia primo partner commerciale di Teheran, seguano la strada delle sanzioni tracciata da Washington. In ballo per noi, affari da 30 miliardi di euro. Poi la Russia. Linea ‘anti-sanzionatoria’ italiana più decisa, quella promessa dal nuovo governo, ma questo vuol dire entrare in rotta di collisione non solo con Trump ma anche con la cancelliera tedesca e col blocco Baltico guidato dalla Polonia. Problemi di contraddizione politica tra populismi in vista.
Per fortuna che c’è Macron: «Saluterei con favore un impegno russo nel Consiglio europeo, e vorrei che sulle questioni economiche, strategiche e di difesa il nostro dialogo, aperto da decenni, possa ricevere un nuovo impulso», nel suo intervento al recente Forum economico di San Pietroburgo. “Facciamo gioco di squadra”, aveva affermato in quell’occasione il presidente francese rivolgendosi direttamente a Putin. Di questo “gioco di squadra” l’Italia vuole essere parte attiva.

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