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mercoledì 16 Ottobre 2019

Se fosse la Serbia a liberarsi del Kosovo?

Serbia, tra speranze e sospetti, il presidente Vucic si prepara a riconoscere il Kosovo?
-Il presidente moltiplica i riferimenti a una svolta imminente sul Kosovo, cruciale per entrare nella Ue.
-Scomunica dei nazionalisti pronte e piazza scontata, ma sempre più vecchia.
-Ipotesi referendum per scegliere tra passato e futuro.

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Addio alle armi?

Se fosse la Serbia si liberasse del Kosovo? Una studio dell’Accademia serba delle scienze negli anni ruggenti di Milosevic, aveva calcolato che col trend delle nascite di allora nel Kosovo allora provincia, già dal 2017 la maggioranza della popolazione serba sarebbe stata di origine albanese. Conquista demografica evitata per un pelo, ma ancora molti serbi di Seria non lo vogliono ammettere.
Ci prova il presidente Aleksandar Vucic, a suo rischio e pericolo. «Nessun Aleksandar ha regnato a lungo in Serbia», ha dichiarato qualche giorno fa in un’intervista per il Financial Times. Alessandro, ucciso insieme alla regina Draga nel colpo di Stato che nel 1903 mise fine al regno degli Obrenovic. Riferimento all’Alessandro di oggi, quello eletto, rispetto al riconoscimento del Kosovo, che potrebbe costare a Vucic un crollo in popolarità, ma anche un passo storico per il futuro del Paese.

Terra delle origini palla al piede

Il 2018 possibile l’anno di una svolta per la Serbia e per l’intera regione, annota Giorgio Fruscione su EastWes. Qualche mese fa Vocic era stato ancora più chiaro affermando che la Serbia o risolve “il problema del Kosovo”, oppure sarà condannata al fallimento. Niente Unione europea senza un accordo vincolante che sottintenda una chiara definizione dei propri confini. Il Kosovo ferita aperta per l’orgoglio nazionale serbo, una guerra gestita con molte prevaricazioni esterne. Torti e ragioni da libri di storia. Oggi i serbi in Kosovo sono poco più del 5%, che se ne stanno andando e anche la Serbia si sta svuotando, giovani verso i Paesi occidentali.
Rischio anatema. L’elite nazionalista serba, l’opposizione, ma soprattutto la Chiesa Ortodossa Serba, minacciano Vucic con l’accusa di tradimento. Recente sinodo a Pec, Kosovo, «Mai l’alienazione del Kosovo e Metochia».

Se fosse la Serbia a liberarsi del Kosovo?

Referendum tra Kosovo e Ue

Contro oltranzismi e anatemi, Vucic potrebbe indire un referendum, con il popolo portato di fatto a tra Kosovo e Unione europea. Pessato e futuro, l’immagine immediata. Eppure, secondo un recente sondaggio condotto dall’Istituto per gli Affari Europei- ricorda Giorgio Fruscione- addirittura l’81% degli intervistati non supporterebbe un riconoscimento del Kosovo in cambio di un più rapido ingresso nell’Unione. «Una questione di coraggio politico, d intelligenza e razionalità», sostiene Sonja Biserko, presidentessa del Comitato Helsinki per i diritti umani in Serbia,
Ma il 2019, sarà l’anniversario numero 800 dalla nascita della Chiesa Ortodossa Serba, che proprio dal Kosovo trae le proprie origini, -la chiesta ordossa serba dipende, formalmente, dal Patriarcato di Pec, oggi nel cuore del Kosovo albanese più identitario- e che per questo potrebbe facilitare una scomunica politica di Vucic.

Problemi a Belgrado

Se per Vucic la strada europea non è in discussione, non la pensa così il ministro della Difesa serbo Aleksandar Vulin. E Dragan Janjić, da Belgrado, su Osservatorio Balcani e Caucaso, ci ricorda che Vulin è considerato un politico vicino a Mosca e la sua presa di posizione sulla politica estera serba è stata appoggiata dal ministro degli Esteri e leader del Partito socialista serbo, Ivica Dačić, anch’egli molto vicino a Mosca. L’SPS è il principale partner dell’SNS di Vučić nella coalizione di governo, di cui fa parte anche il Movimento socialista guidato da Vulin.
Non vi sarebbe comunque alcun alcun indizio di un’azione politica organizzata che potrebbe sfociare in una svolta verso Mosca. Anche perché l’80% del commercio estero serbo avviene con l’Ue e con i paesi della regione, e che se la Serbia dovesse abbandonare la strada dell’integrazione europea, si troverebbe ad affrontare una crisi economica dalle conseguenze imprevedibili.

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