martedì 20 Agosto 2019

Bignami-economia per capire su cosa litigano

Antonino Di Stefano, collaudato studioso di economia, ci ha raccontato di domande che gli sono state poste da un amico che poco o nulla sa di finanza ed economia.
-Come la gran parte di noi insomma, e come Di Maio e Salvini, aggiungiamo noi malignamente.
-Cose complesse spiegate con semplicità, che è il massimo del difficile ingegnoso.

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Bignami-economia
dallo Spred e scendere,
ma quello scende da solo

Mercati finanziari italiani nuovamente sotto pressione. Proviamo a dare qualche semplice chiarimento, che potrà sembrare elementare. Ma forse non per tutti..

Perché un debito pubblico al 60% del Pil, secondo i parametri stabiliti dai trattati di Maastricht, è sostenibile, mentre quello al 130% no?
Per la capacità di farvi fronte, di rimborsarlo o pagare gli interessi, fidando sulla capacità del Paese di produrre ricchezza. Esempio: se un padre di famiglia accende un mutuo per acquistare la casa, la banca gli chiede, per prima cosa, quanto guadagna, se ha un lavoro sicuro, se anche la moglie lavora e così via. Ebbene, se l’Italia lavora e produce, può far fronte ai suoi impegni, altrimenti è il disastro ed i creditori cominciano ad agitarsi. Ma può farlo se (riprendiamo il caso del padre di famiglia) guadagna mille euro al mese e deve rimborsare un debito di 100, non certo se la rata è di 500 o più.

Ma chi sono questi creditori? Chi sono questi famigerati mercati? C’è chi vuole sapere nome, cognome, indirizzo, pec e cellulare…
Mezzo mondo, a cominciare dai privati e dalle banche italiane, per arrivare a Stati sovrani, banche centrali, banche d’affari, fondi di investimento, compagnie di assicurazione, speculatori tipo George Soros, e chi ha più ne metta. Si comprenderà che, di fronte ad un debito di 2.300 miliardi di euro (anche se una parte momentaneamente sterilizzata dalla Banca centrale europea) tutti questi soggetti possono fare quel che vogliono. Ecco, perché l’Italia è un Paese a sovranità limitata e somiglia al debitore nelle mani dell’usuraio. Dove opera tutta questa gente? Sul mercato per antonomasia: le borse, appunto. Dove le azioni salgono e scendono e lo spread va a suo piacimento.

Cos’è lo spread?
La differenza tra i tassi dei BTP a dieci anni e quelli tedeschi. Quindi, se è di 200 punti, significa che, se il debito tedesco paga l’1%, quello italiano arriva al 3%. Capirete che è una bella batosta per tutti noi. Circa 70 miliardi di interessi pagati ogni anno. Pensate cosa si potrebbe fare dedicando, per dire, metà della somma agli investimenti o ad interventi sociali. In questo momento, è aumentato di circa mezzo punto. Quindi, se resta così per un anno, significa che il nostro costo aumenta di circa 10 miliardi.

Questi soggetti, come riescono a fare tutto a loro piacimento?
Perché operano sul mercato globale, dove si muovono migliaia e migliaia di miliardi. Basta individuare un soggetto debole (ieri la Grecia, oggi, chissà, l’Italia) e concentrarsi, vendendo a tutto spiano i loro titoli. I prezzi scendono, i rendimenti salgono e loro guadagnano quel che vogliono.

Com’è possibile tutto questo?
Effettivamente, negli ultimi decenni c’è stata una fortissima accelerazione della finanza sulla economia reale (quella della nostra vita di tutti i giorni), che condiziona la vita della gente normale. E ne abbiamo avuto un esempio con la crisi del 2007, che ha distrutto ricchezza, industria, valore immobiliare, banche e posti di lavoro. Per quanto riguarda il debito, una dissennata politica economica perdurata per decenni, fatta di sprechi, investimenti sbagliati, regali, corruzione, evasione fiscale. Le cose sono peggiorate in questi ultimi decenni. Non solo in Italia. In Grecia stanno ancora piangendo.

Cos’è la troika?
L’Italia non è un Paese che viaggia per conto suo, per fortuna. E’ inserita nel sistema economico e politico occidentale, al quale deve rispondere, ma che anche la protegge. Per cui, Banca Centrale europea, Unione Europea, Fondo monetario internazionale sono organismi di orientamento e controllo che cercano di esercitare un equilibrio, intervengono, prestano soldi se necessario, evitano il fallimento degli Stati. Lo hanno fatto con la Grecia, probabilmente nel modo sbagliato. Ma la colpa è solo della troika o anche di uno Stato che ha dilapidato allegramente le sue risorse?

Si può cambiare questo sistema?
Finora non ci si è riusciti, nonostante tentativi di vario genere. Si può sicuramente emendare, dando maggiore spazio alle persone, piuttosto che solo, e soltanto, al profitto e al denaro. Il capitalismo, sicuramente oggi eccessivo, sembra l’unico possibile, ma c’è chi si appresta a dimostrare il contrario. Staremo a vedere.

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