lunedì 22 aprile 2019

Iran «sanzioni più ‎dure della storia‎», Usa padroni del mondo

Il Segretario di stato Usa Mike Pompeo ha annunciato 12 condizioni che Tehran dovrà soddisfare per non subire le sanzioni economiche e diplomatiche americane. Inaccettabili per l’Iran. ‎
-«Chi ‎sei tu per decidere per il mondo?», replica il presidente iraniano Rohani.
-Netanyahu applaude
-Bersaglio Iran, sanzioni Usa, cocci europei, vantaggi cinesi

Bersaglio Iran,
sanzioni Usa,
cocci europei,
vantaggi cinesi

Contro l’Iran, Iran «sanzioni più ‎dure della storia‎».
Dalla nuova stretta Usa contro Teheran un possibile danno da 30 miliardi per l’Italia.
Dalle ferrovie all’energia molte imprese avevano già firmato in segreto protocolli d’intesa, ignorando i moniti americani. Il presidente di Confindustria Boccia: ora la situazione è difficile e delicata, il nostro Paese rischia di farsi molto male

Prepotenza Usa

Minacce per tutti, anche agli europei, anatemi e accuse a raffica. è ufficialmente aperta la ‎‎crociata ‎dell’Amministrazione Trump contro l’Iran, dopo la decisione di far uscire gli Stati uniti dall’accordo ‎‎internazionale sul nucleare ‎iraniano. Il segretario di stato Mike ‎‎Pompeo, ‎parlando alla Heritage Foundation, ha ‎‎annunciato sanzioni durissime contro Tehran, ‎«le più ‎dure della storia‎». ‎«Sono ‎‎dodici condizioni draconiane per un nuovo accordo sul nucleare‎», ‎ha spiegato il ‎‎braccio esecutivo della politica estera di Trump, che ha intimato all’Iran il ‎ritiro ‎‎totale dalla Siria chiesto a gran voce dal governo israeliano se vuole evitare ‎il ‎‎collasso economico e l’accerchiamento diplomatico.
Molti dell’amministrazione Trump tra cui anche il consigliere per la Sicurezza, John Bolton, sembrano credere che sanzioni economiche più severe causeranno il collasso del regime degli Ayatollah al potere dal 1979, anno della rivoluzione khomeinista che detronizzò l’ultimo Scià di Persia, Reza Pahlavi.
Da crederci? Non sono state le sanzioni non hanno rovesciato Saddam Hussein in Iraq e il colonnello Gheddafi in Libia, né Assad in Siria che resta saldo in sella e celebra proprio in questi giorno la totale liberazione di Damasco. «Sessant’anni di sanzioni contro la Corea del Nord hanno portato il regime nordcoreano ad acquisire un pericoloso arsenale nucleare», osserva lpamico Vittorio Da Rold sul Solo24Ore.

Litigando con la storia

Insomma, è la conclusione dell’analisi, l’isolamento economico difficilmente porta all’implosione dei regimi totalitari. Se invece si decide di intervenire con azioni militari, i risultati sono spesso opposti a quanto voluto. L’intervento americano in Iraq giustificato con la bugia del possesso di armi di distruzione di massa ha portato all’ascesa dello Stato islamico. I disastrosi risultati dell’intervento in Libia nel 2011, sotto gli occhi di tutti noi italiani.
Eppure, prologo a qualcosa di peggio, Washington ha minacciato sanzioni contro tutto il mondo. Boeing e Airbus, la francese Total già rassegnata a cedere il passo alla China National Petroleum. Forse un centinaio di miliardi, per ora. Sperando che la crisi economica faccia esplodere il malcontento popolare faccia crollare il regime. Altrimenti peggio. Indurre l’Iran a riavviare l’arricchimento dell’uranio con le centrifughe che darebbe a Washington il pretesto per scatenare degli attacchi mirati. Questo l’obiettivo unisce Israele, l’Arabia Saudita e i falchi dell’amministrazione Trump.
Insomma, «Una decisione americana che potrebbe rivelarsi un azzardo foriero di pericolose conseguenze destabilizzanti in Medio Oriente e nei rapporti transatlantici. Dove i cocci sarebbero europei e i vantaggi di russi e cinesi», conclude Da Rold.

America first o America alone?

‎«Sono ‎‎dodici condizioni draconiane per un nuovo accordo sul nucleare‎», ‎ha spiegato il ‎‎braccio esecutivo della politica estera di Trump, che ha intimato all’Iran il ‎ritiro ‎‎totale dalla Siria – chiesto a gran voce dal governo israeliano – se vuole evitare ‎il ‎‎collasso economico e l’accerchiamento diplomatico.‎ E se gli iraniani non rispetteranno le 12 condizioni, -‎quanto chiede Washington è fatto apposta per ‎‎non essere accettato dall’Iran-, «il Segretario di stato ha lasciato capire che le ‎‎conseguenze non saranno ‎solo economiche e diplomatiche. Sarà la guerra lo ‎‎sbocco del confronto con Tehran», conclude Michele Giorgio, Nena News, su il Manifesto. L’interruzione del programma ‎missilistico, rimasto fuori dall’accordo del ‎‎‎2015, è un’altra condizione che l’Iran respingerà ‎perché, non avendo un’aviazione ‎‎militare adeguata, lo lascerebbe senza alcun potere di ‎deterrenza nei confronti di ‎‎un possibile attacco militare israelo-americano o di altri suoi ‎nemici in Medio ‎‎Oriente. Quattro condizioni per il ‎«sostegno‎» che l’Iran ‎garantirebbe ai ‎‎suoi alleati. Tehran, dice Pompeo, deve interrompere l’appoggio a ‎Hezbollah, ‎‎Hamas, il Jihad islamico palestinese e persino i Teleban Afghani, con cui l’Iran non ha nulla da spartire. Tutto e il contrario di tutto.
E un avvertimento un po’ mafioso da Pompeo, «So che i ‎nostri alleati in Europa potranno ‎tentare di mantenere il vecchio ‎accordo con ‎Tehran. Questa è una loro decisione. Sanno ‎qual’è la nostra ‎posizione‎».

Dall’Iran, quasi ad essere d’accordo con loro
«Chi ‎sei tu per decidere per ‎l’Iran e il mondo? Il tempo per queste azioni è finito, e il popolo ‎iraniano non ha ‎prestato attenzione a queste dichiarazioni centinaia di volte. ‎L’amministrazione ‎Trump ha riportato gli americani indietro di 15 anni, all’era Bush. Ma oggi ‎il ‎mondo non accetta più che gli Usa decidano per gli altri‎», ha protestato il ‎presidente ‎iraniano Hassan Rohani.‎‏

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