martedì 25 giugno 2019

L’insostenibile F-35, troppo costoso anche per gli Stati Uniti

Gli Stati Uniti stanno accorgendosi che non si possono permettere l’F-35. Con segnali d’allarme anche tra gli acquirenti internazionali dello stealth da attacco di Lockheed Martin, Italia compresa. 55 miliardi di dollari dopo, il Joint Strike continua a costare troppo: dopo 300 esemplari prodotti, il prezzo non scende come vorrebbero Pentagono, partner e clienti.

L'insostenibile F-35

L’insostenibile F-35, tanto super
che nessuno se lo può permettere

Un eccezionale, un “game-changer”, rovescia giochi di guerra, dicono gli esperti, ma c’è un particole che rischia di mandare tutto all’aria: sono i costi troppo alti peri l suo “sustainment”, l’insieme del supporto tecnico-logistico, delle attività operative e dei periodici aggiornamenti di hardware e software.
Costi insostenibili, spiegano i rapporti del Pentagono.
Figuriamoci per l’Italia che ne ha comprato per svariati miliardi.
Un lancio della Bloomberg alla vigilia di Pasqua diceva che l’Air Force potrebbe dover rinunciare a un terzo dei suoi aerei (590 su 1.763) se entro una decina d’anni non sarà riuscita a diminuire del 38 per cento i costi del loro ‘sustainment’.

Costi ‘elastici’

Valutazione Usa, un’ora di volo con la versione convenzionale dell’F-35 costa 50.000 dollari: è più del doppio di un F-16 e in ogni caso, scrive Silvio Lora Lamia su Analisi Difesa, il 30-40 per cento in più di quello che era stato reso pubblico finora. E “più grande programma militare della storia” si rivela un azzardo economico, e quindi anche militare.
Poche settimane fa il Pentagono ha avviato il processo di dismissione dell’Ufficio di programma: il tramite per i partner internazionali e i costruttori dell’aereo, sovraintendendo -nel caso dell’Italia- anche alla struttura italiana di assembleggio degli F-35 a Cameri. Uno scenario nuovo tutto da decifrare.

Se il Pentagono fatica a pianificare

Se l’America fatica a pianificare una strategia per ridurre dei costi ‘di sostegno’ degli F-35, figuriamoci gli altri, l’Italia per ciò che ci riguarda. Ma quali sono i fattori che determinano costi di sostegno impossibili/inaccettabili? Tanti, e troppo tecnici per noi. Sta di fatto che Gran Bretagna, Australia e Italia, riporta l’agenzia di stampa Bloomberg, condividono le preoccupazioni del Pentagono, e forse qualcuna in più. Quesiti senza risposta dallo Stato Maggiore Aeronautica di casa nostra. Sapere qualcosa sui costi reali per la prima mezza dozzina di F-35A in linea da oltre un anno. Verificare la notizia diffusa da un quotidiano nazionale, che l’aggiornamento dei costi reali, ci costerà decine di milioni di dollari a esemplare da aggiungere ai circa 150 complessivi già sborsati.

La base F-35 Italia ad Amendola

Amendola – dove è attesa una parte dei 4 aerei schierati in USA per l’addestramento – potrebbe ospitare il doppio dei cinque aerei che schiera attualmente. Amendola è anche la sola base europea certificata per far operare aerei da combattimento di quinta generazione con i richiesti standard di sicurezza. A breve partiranno i lavori per qualificare sul nuovo aereo anche la base di Ghedi.
Nel frattempo dal 1° marzo l’Aeronautica Militare, con l’entrata dei suoi primi F-35A nel Servizio di Sorveglianza dello Spazio Aereo nazionale, si permette il lusso di schierare con l’Eurofighter, due diversi intercettori. Ma con l’F-35 ancora a fare da spalla. L’annuncio della ‘prontezza’ dei super caccia per prestazioni costi, antipata il 5 marzo, il giorno dopo le elezioni politiche.
Mentre l’ammontare dei fondi per l’Esercizio per i bilanci della Difesa di quest’anno e dei prossimi due, resta piatto: poco più di 1,2 miliardi per tutte le Forze Armate.

E sulla scelta degli F-35 italiani avremo di che discutere ancora a lungo.

 

AVEVAMO DETTO

F-35 italiano invisibile e nascosto

 

 

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