mercoledì 19 settembre 2018

Afghanistan, nella battaglia di Farah anche elicotteri italiani

Farah City. Per 22 ore pesanti scontri con le forze di sicurezza dopo che i Talebani avevano assaltato la città.
-Alla fine prevale Kabul ma la stampa dà per certa la partecipazione diretta in battaglia di italiani e americani.
-Lo Stato maggiore italiano ieri ancora smentiva.

Quei 900 soldati italiani in Afghanistan

Afghanistan, battaglia di Farah. Quasi mille soldati italiani che non sai bene cosa ancora ci stiano a fare Dovrebbero soltanto addestrare esercito e forze di sicurezza afghane, i bersagli principali della rivolta talebana e degli attentati dell’ex Isis migrata in centrasia. Bersagli anche loro, i militari, ma di riflesso, sino a ieri.
Battaglia di Farah City, prima conquistata dai talebani poi ripresa, forse, dai governativi. Soldati italiani in battaglia, nostri elicotteri a mitragliare dall’alto per difendere le loro posizioni, narra la stampa internazionale presenta in quella terra martoriata. Altre forze militari esterne coinvolte, ovviamente gli americani.
«In questo momento non vi sono soldati italiani a Farah», ha detto ieri all’AGI il colonnello Enrico Barduani, pubblica informazione dello Stato maggiore della Difesa. Smentita che non smentisce. Ieri, a battaglia finita, non c’erano. «Con la situazione attuale a Farah i militari italiani non hanno nulla a che fare». Salvo essersi difesi?

Addestratori bersaglio

Dal febbraio scorso una cinquantina di militari italiani più altri alleati sono stati schierati in diversi settori della provincia di Farah per affiancare le truppe afghane e contenere l’offensiva talebana che ieri ha raggiunto Farah City, prima occupazione di un capoluogo di provincia dell’offensiva di primavera Al Khandaq e varata il mese scorso.
I Talebani hanno assaltato la città all’alba. Gli scontri sono andati avanti per ventidue ore. Per tutta la giornata si sono alternati dati contrapposti di vittoria imminente. Da una parte i Talebani, che mostravano di avere il controllo di piazze e strade dall’altra il governo di Kabul, che soltanto ieri mattina ha ripreso il controllo delle città.
«Certo è che l’esito sarebbe stato diverso senza l’intervento delle forze aeree afghane aiutate da quelle americane -scrive Giuliano Battiston sun il Manifesto, da Kabul- Per alcune emittenti locali, sarebbero intervenuti anche gli elicotteri degli italiani, che qui a Farah hanno operato e combattuto a lungo. E ogni tanto tornano a farlo».

Al Khandaq, offensiva di primavera

Affermazioni stampa sul coinvolgimento in battaglia e precisazioni incerte da Roma. Dati di fatto. L’intervento a sorpresa degli insorti che hanno preso d’assalto la città da quattro lati, ha richiesto un intervento di truppe dell’operazione Usa/Nato Resolute Support, con elicotteri e aerei da attacco A-10, per contenere l’offensiva.
La provincia di Farah è da sempre tra le più calde dell’Afghanistan per la presenza talebana e delle numerose piantagioni di oppio. Ma sopratutto per noi, è parte della regione sotto responsabilità del Train Advise Command West a guida italiana (attualmente della Brigata “Sassari”) con base a Camp Arena, all’aeroporto di Herat.
Dall’inizio dell’offensiva Al Khandaq i Talebani -dichiara il ministro della Difesa Tariq Shah Bahrami- hanno scatenato 2.600 operazioni su tutto il territorio nazionale. Ma il ministro ha ammesso che “la quantità’ di mezzi che ho a disposizione non è paragonabile all’ampiezza della minaccia”. Ed ecco la richiesta di soccorsa ad americani e italiani.

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