venerdì 25 maggio 2018

In Austria raduno ustascia: fascisti e chiesa cattolica croata

Diecimila sostenitori degli ustascia croati in Carinzia per ricordare l’uccisione dei militari filo-nazisti da parte dei partigiani nel 1945.
-Non solo memoria ma esaltazioni naziste che le autorità austriache fingono di non vedere.
-La chiesa cattolica croata organizza e benedice.
-Il campo di sterminio ustascia croato di Jasenovac

Ustascia e chiesa cattolica croata

Memoria ustascia anti jugoslava

In Austria il raduno ustascia: fascisti e chiesa cattolica croata. Una valle a dieci chilometri dal confine sloveno in Carinzia, il Loibacher Feld. Lì, in mezzo agli abeti, la roccia di commemorazione che richiama ogni anno in pellegrinaggio in Austria migliaia di croati. Celebrazione religiosa in memoria dei caduti, la versione ufficiale. In realtà, un raduno fascista con tanto di bandiere e simboli esibiti nonostante divieti e buon gusto. Di fatto il più grande raduno di questo genere in Europa.
Lo rivela la stessa roccia commemorativa, la data 1945, con le scritte in due lingue: in croato glorifica l’esercito, vale a dire gli ustascia alleati dei nazisti e dei fascisti, mentre la traduzione tedesca, ‘volutamente non fedele’ -spiega l’austriaca Angela Mayr- rievoca solo i caduti croati, persone e non organizzazioni, evitando così di violare la legge austriaca che vieta la celebrazione del nazismo e l’esibizione di suoi simboli.

L’Austria ‘distratta’

Ogni anno, fin dal 1951, a Bleiburg si celebrano le milizie croate che, giusto ricordarlo, non sono state seconde ai nazisti come crudeltà e crimini contro l’umanità. ‘Le autorità austriache che hanno sempre guardato dall’altra parte si sono giustificate sostenendo che la simbologia croata non è vietata dalla legge’, denuncia Angela Maye. Quest’anno però, tre parlamentari europei austriaci, hanno provato a guastare la festa nera, e chiesto una legge europea di divieto della propaganda fascista e nazista.
Ma nel frattempo, si esaltano i responsabili di atroci campi di sterminio, tra dubbie impotenze delle autorità locali. La manifestazione si svolge sul terreno privato del «Bleiburger Ehrenzug», associazione di reduci con sede a Klagenfurt, organizzatore insieme alla chiesa cattolica croata dell’evento che ha bisogno solo, pare, dell’autorizzazione concessa anche quest’anno dalla diocesi di Gurk.

Silenzi vaticani

Stavolta, per i partecipanti, condizioni più rigide: ‘niente divise, canzoni bandiere e distintivi degli ustascia, niente gazebo che vendono simboli nazisti, niente discorsi politici, niente alcool’. Eppure, sabato scorso sono arrivati in 10mila: dalla Croazia, emigrati dalla Germania, veterani della guerra nella ex Jugoslavia degli anni 90. Metà degli autobus di croati dalla Bosnia Herzegovina. Presenza di polizia, un magistrato sul campo, telecamere. Sette gli arresti, nove le denunce. Ma le violazioni sono state di massa, ha documentato il quotidiano viennese Der Standard.
Revisionismo storico croato con spunti di attualità decisamente preoccupanti. Presenti alla cerimonia il presidente del parlamento croato Goran Jamdrokovic, (il suo predecessore aveva tolto il patrocinio rifiutando l’invito al «party degli ustascia») i ministri della difesa e delle proprietà statali.

Revisionismo storico croato

Nel 1945 a fine guerra le milizie ustascia inquadrate nella tredicesima divisione di montagna della SS fuggirono verso la Carinzia per non essere catturati dai partigiani, ma gli inglesi li consegnarono ai partigiani dell’esercito jugoslavo. Gran parte di loro furono giustiziati. Ed ecco Bleiberg simbolo, omettendo che le vittime non erano civili comuni ma massacratori. Zelimir Puljic, arcivescovo di Zadar che patrocina dal 2003 la manifestazione di Bleiburg, nel suo discorso non fa nessun cenno ai crimini nazisti, come se la storia iniziasse nel 1945.
Ed ecco che il saluto a mano testa nazista e fascista, con «Za dom spremni», ‘per la patria pronti’ al l’equivalente di ‘Heil Hitler’ vale ancora oggi tra i militari in Croazia, e campeggiava persino su Jasenovac, campo di sterminio ustascia. Lì furono uccisi 80-100mila ebrei e serbi, come documenta uno studio presentato inizio maggio a Zagabria. Secondo fonti americane gli ustascia avrebbero assassinato tra le 700-800mila persone a maggioranza serbi.

Tragedia reale e strumentalità

Tragedia a più facce. Nel maggio 1945, a guerra finita, in Carinzia furono trucidati dai partigiani titini migliaia di soldati ustascia e con essi anche cetnici e ‘domobranci’, cioè croati, serbi e sloveni che nella guerra avevano combattuto a fianco della Germania, macchiandosi degli stessi crimini della Wehrmacht del Reich nazista. La condanna a morte fu si fatto per decisione inglese, la consegna alla forze partigiane avversarie. Boschi, gli anfratti rocciosi, i pozzi di miniere dismesse al di qua e al di là del confine sono disseminati di fosse comuni.
Nella Repubblica di Tito quelle vicende furono celebrate come tappe conclusive di una gloriosa marcia contro il nazismo. Per gli sconfitti e  per i croati della diaspora che dopo la guerra trovarono rifugio in Europa o in America, quei fatti sono ricordati come “il massacro di Bleiburg”.

Ustascia e chiesa cattolica croata

Dal lutto ai revisionismi

Ma l’appuntamento commemorativo è diventato presto occasione di incontro dei neofascisti croati e non solo croati. L’evento è degenerato nel corso degli anni al punto che sono intervenuti per chiedere congiuntamente un intervento dello Stato che ponga fine a questa esibizione sfrontata di fascismo. Hanno preso posizione anche il Comitato di Mauthausen, la Comunità israelitica e l’Archivio per la documentazione della resistenza, il cui presidente Rudolf Edlinger ha parlato del “più grande incontro fascista d’Europa”.
Anche la Chiesa cattolica della Carinzia ha espresso il suo dissenso. Ma è la chiesa cattolica croata ad essere questa volta ‘distratta’. Il governatore della Carinzia, Peter Kaiser, ha inviato una lettera al cancelliere, alla ministra degli Esteri, a quello della Giustizia e al ministro degli Interni, segnalando il problema. Ancora in attesa di risposta.

Potrebbe piacerti anche