domenica 21 ottobre 2018

Gaza massacro 60 morti 2800 feriti ma l’US embassy è a Gerusalemme

Violentissimi scontri a Gaza nel giorno della cerimonia di apertura dell’ambasciata Usa a Gerusalemme.
-E’ salito a 60 (fonte Haaretz) il bilancio dei manifestanti palestinesi uccisi nei violenti scontri con l’esercito israeliano lungo la barriera che chiude Gaza. I feriti sono oltre 2800. I numeri di guerra ma con le vittime da una sola parte.
-Gli ospedali di Gaza stanno lanciando appelli alla popolazione affinché giunga in massa per donare sangue.
-Ivanka Trump madrina alla inaugurazione dell’ambasciata Usa a Gerusalemme.

Gaza massacro

La Gerusalemme israeliana festeggia tra diplomatici ingessati e figli, Ivanka Trump, madrina del trasferimento della ambasciata Usa da Tel Aviv a Gerusalemme deciso contro mezzo mondo e quasi tutta Europa dal papà Donald. Terre palestinesi occupate o circondate in rivolta. A Gaza è guerra con l’impiego anche di anche di aerei, carri armati e artiglieria israeliane. 60, aggiorna Haaretz, i manifestanti palestinesi uccisi, più di 2800 i feriti. cifre da guerra. Gli ospedali di Gaza stanno lanciando appelli alla popolazione per donare sangue.
L’esercito israeliano afferma di aver sventato un attentato vicino a Rafah, nel sud della Striscia. ”Un commando di tre terroristi armati – ha detto un portavoce – stava cercando di deporre un ordigno. Le nostre forze hanno reagito e i tre sono morti”. Secondo i media, i militari hanno fatto ricorso ad un carro armato. Il portavoce ha aggiunto che velivoli israeliani hanno colpito anche un obiettivo di Hamas a Jabalya, dopo che da esso erano partiti spari.

2 popolo 2 Stati addio

L’esercito – afferma il portavoce militare israeliano- si sta misurando lungo il confine con Gaza con “diecimila dimostranti violenti, e altre migliaia sono disposti nelle loro immediate vicinanze, in dieci punti di attrito”. Hamas, prosegue il portavoce israeliano e riferisce l’Ansa, “sta guidando un’operazione terroristica, mascherata da mobilitazione popolare. Cercherà di compiere attentati e di realizzare infiltrazioni di massa in Israele”. Di conseguenza l’area limitrofa a Gaza è stata proclamata “zona militare chiusa”.
In questo clima di scontro, per ora limitato a Gaza, Israele si appresta dunque a festeggiare l’apertura dell’ambasciata Usa a Gerusalemme, nel quartiere di Arnona, nella zona ovest. Tra misure di sicurezza imponenti, oggi la decisione di Donald Trump dello scorso dicembre diventa realtà, nonostante la forte opposizione del mondo arabo, dei palestinesi, dell’Onu e di gran parte della comunità internazionale, Ue compresa, tutti preoccupati che questo passaggio segni la fine della soluzione a 2 Stati.

Usa, problemi arabi

Sarà il segretario al tesoro Usa Steven Mnuchin a scoprire la targa che fa, per ora, del Consolato la sede dell’ambasciata in attesa che sia costruito il nuovo palazzo. Alla cerimonia tutta la delegazione Usa, capeggiata da Ivanka Trump e dal marito Jared Kushner, ebreo americano, e l’intera leadership israeliana, con in testa il presidente Reuven Rivlin e il premier Benyamin Netanyahu. 800 gli inviti diramati e 33 i diplomatici di paesi esteri presenti, tra cui 4 dell’Ue. L’inviato di Trump per il Medio Oriente Jason Greenblatt in un tweet ha provato a spiegare che “il trasferimento dell’ambasciata Usa non è un distacco da nostro forte impegno per facilitare una pace di lunga durata”. Molto difficile oggi da condividere. Ieri sul fronte europeo si sono registrate le prime crepe: quattro nazioni delle 28 dell’Ue – Austria, Ungheria, Romania e Repubblica Ceca – hanno risposto all’invito del ministero degli Esteri israeliano.

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