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sabato 14 Dicembre 2019

Trump e i voti dei fabbricanti d’armi: stragi nelle scuole? Armi ai Prof

Trump insiste: “Armare e addestrare gli insegnanti” contro le stragi nelle scuole. Tutto pur di non limitare la libera vendita delle armi.
-Il presidente alla convention della Nra, la potente lobby delle armi, da sempre sua sostenitrice.
-Fin quando lui sarà alla Casa Bianca la libera circolazione delle armi non sarà mai a rischio.
-Si avvicinano le elezioni del Middle Term.

Trump, la Lobby delle armi e i Prof-sceriffi

Scuole Usa e stragi, non meno armi ma Prof-sceriffi, la ricetta del presidente amico della Lobby della armi. Insegnanti armati e addestrati, guardie armate nelle scuole, più controlli sui precedenti di chi acquista armi, necessità di privare delle armi le persone pericolose, comprese quelle con problemi mentali. Nessun riferimento invece all’innalzamento dell’età minima per comprare armi e ad altre proposte che lui stesso aveva fatto per limitare la circolazione di fucili e pistole.
Ecco la ricetta di Donald Trump per evitare il ripetersi di stragi come quella del liceo di Parkland, ma sopratutto per non perdere sostegno e voti e soldi della National Rifle Association, la Nra, alla sua convention a Dallas.
È la terza volta che Trump parla alla Nra, che lo ha sempre considerato un alleato, fin dall’inizio della campagna elettorale che lo ha portato alla Casa Bianca. Nell’ottobre del 2106, la lobby delle armi sponsorizzò una serie di spot televisivi in suo favore in Pennsylvania, North Carolina e Ohio. E Trump vinse in tutti e tre gli Stati.

Trump a caccia di voti per il Middle Term

“Tutti noi vogliamo scuole più sicure – ha detto Trump – Ma insegnanti perfettamente addestrati dovrebbero portare armi nascoste” perché “se sapranno che ci sono armi all’interno” i killer “non entreranno”. Con i toni da comizio che infiammano la sua base elettorale, ha definito “patrioti” i membri della Nra. Quindi ha rincarato: “Se mettessimo fuori legge le armi come alcuni vorrebbero dovremmo mettere fuori legge tutti i camion, tutti i furgoni, che sono le nuove armi dei terroristi”. Parole che rappresentano la risposta chiara e netta dell’uomo più potente degli Stati Uniti a quanti vorrebbero imporre limiti più stringenti al possesso di armi da fuoco.
Entusiasmo dei rappresentanti della potente lobby delle armi garantendo che il Secondo emendamento della Costituzione, quello che garantisce il diritto a possedere armi, non sarà mai a rischio finché lui sarà alla guida del Paese.

Beffa a giovani ‘NeverAgain’, mai più

Risposta indiretta di Trump agli 800mila giovani che a fine marzo avevano invaso Washington e altri milioni in tutti gli States. Studenti, ma anche genitori, nonni e insegnanti per dire basta alle continue stragi nelle scuole. Per chiedere nuove regole. Ma Trump non ci sente e, anzi, provoca. Tante stragi. Tanti loro coetanei morti falciati dai colpi di un fucile semiautomatico. Tante promesse degli adulti, che non sarebbe più accaduto. Fino alla goccia finale di Parkland, il 14 febbraio scorso.
Centoventinove vittime e duecentocinquantacinque feriti. Questi sono i numeri terrificanti di morti e feriti dal 1999, anno della strage di Columbine, negli istituti scolastici degli Stati Uniti. Tutti uccisi da armi da fuoco. Di media ogni anno ci sono 10 sparatorie. L’85 per cento delle volte, le armi sono state portate da casa. Nel 64,5 per cento dei casi l’obiettivo dei killer era la scuola. Per quanto riguarda le motivazioni, il 22,3% erano casuali e il 13,2% riguardavano vendette e altro. Il 56,7% degli sparatori sono bianchi, il 19,5% ispanici e il 16,6% neri.

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