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domenica 22 Settembre 2019

Il suicidio politico di Abu Mazen può travolgere un popolo intero

Le considerazioni del leader dell’Anp sugli ebrei le loro attività bancarie e finanziarie come causa per dell’Olocausto hanno scatenato reazioni globali.
-Suicidio politico di Abu Mazen che rischia di travolgere un popolo intero, spazzandone via aspirazioni e diritti
-Il premier israeliano Netanyahu non aspettava altro per demolire la sua immagine e quella dei palestinesi
-Le parole del leader palestinese gelano Ramallah e le colombe israeliane

Frasi antisemite del presidente finito

Il suicidio politico di Abu Mazen, che non è un antisemita, basta leggerne la storia politica e personale. Nel 2014 ‎condannò l’Olocausto come il crimine più odioso. Ma Abu Mazen, e i palestinesi lo sanno da qualche anno, non è più lo stesso uomo, la stessa lucidità di un tempo. E il ricambio necessario è stato impedito sino a oggi da lotte di potere interne e da interferenze esterne interessate. Giudizi severi su di lui e sulla frase incriminata anche anche in casa. Michele Giorgio, giornalista che vive da sempre in Palestina, agenzia Nena News e il Manifesto: «Uno stolto per i danni ‎d’immagine, e non solo, che ha provocato al suo popolo, esposto ieri ad accuse ‎ingiuste, senza fondamento, da parte di chi non perde occasione per disumanizzarlo. ‎Abu Mazen da lungo tempo è inadeguato alla carica di presidente del popolo ‎palestinese. E con quest’ultima uscita ha confermato di essere dannoso per la sua ‎gente. Se fosse nel pieno delle sue facoltà capirebbe che l’unica soluzione è farsi ‎subito da parte e lasciare ad altri il compito di ridefinire strategie e politiche volte a ‎liberare i palestinesi».‎

Suicidio politico

Novanta minuti per consumare, nel peggiore dei modi, una sconfitta, personale e collettiva, firma Umberto De Giovannangeli sull’HuffPost. «Quella di un presidente senza un futuro e di una causa, pur giusta, che è precipitata agli ultimi gradini dell’agenda internazionale». Nell’oceanico intervento di Mahmoud Abbas, la parte dedicata alla “questione ebraica” occupa lo spazio temporale di una manciata di minuti. Abu Mazen, ad esempio, ha fatto riferimento al Sionismo e alla ‎creazione dello Stato per gli ebrei come progetto coloniale. Come sostengono alcuni accademici ‎israeliani ebrei di grande fama come Ilan Pappè: Sionismo non solo nazionalista. Ma poi, le poche frasi sulle presunte ragioni storiche dell’antisemitismo che portarono alla shoah, sufficienti per cancellare tutti gli altri temi. Quesito chiave posto da De Giovannangeli: «Cosa ha spinto un leader ‘moderato’, incapace di infiammare gli animi, disposto per natura al compromesso, a sparare considerazioni che neanche un jihadista negazionista avrebbe saputo dire peggio?»

Netanyahu a nozze

Abu Mazen che guarda all’Europa ed agli ‎Usa per far sopravvivere l’Autorità nazionale palestinese impopolare e ‎sottomessa a Israele, in un colpo solo butta tutto all’aria. E il primo ministro israeliano Netanyahu, lo fa a pezzi. ‎«Invito la comunità internazionale a condannare il grave antisemitismo di Mahmoud ‎Abbas – Abu Mazen. Con un picco di ignoranza e faccia tosta, ha dichiarato che gli ‎ebrei d’Europa non son stati perseguitati perché ebrei, ma perché prestavano denaro ‎su interesse». Arbitro storico e politico poco credibile, come ha ricordato ieri Remocontro. Visto che qualche anno fa Netanyahu definì il mufti ‎islamico di Gerusalemme al Husseini, l’ispiratore della “soluzione finale”, lo sterminio del popolo ‎ebraico messo in atto da Hitler. Il nazismo strumento dell’odio islamico, la sintesi grossolana Una tesi contestata da storici israeliani ed ebrei in tutto il mondo, ma utile a certa politica. A quale obiettivo politico puntasse invece Abu Mazen non è dato capirlo.

Gongola oggi, ma dopo?

Voci da mondo. Prima, l’amministrazione americana, con la quale i palestinesi hanno rotto i ‎rapporti dopo che Trump ha riconosciuto Gerusalemme come capitale ‎d’Israele. ‎«La pace non si può costruire su queste fondamenta‎», ha scritto su Twitter ‎l’inviato americano per i negoziati, Jason Greenblatt. L’Unione europea dichiara ‘inaccettabili’ le dichiarazioni fatte dal presidente ‎palestinese, e una volta tanto legge senza remore i fatti: ‎«Questa retorica farà soltanto il gioco di chi non ‎vuole una soluzione con due stati, che Abbas ha ripetutamente sostenuto‎». Le prime a essere spiazzate sono le ‘colombe’ israeliane, una parte minoritaria ma non marginale della società israeliana, che non hanno mai smesso di battersi per il dialogo. Amira Hass, firma storica del quotidiano Haaretz. «Il discorso di Abbas denota uno stile autoritario e l’incapacità del personaggio ad accettare critiche o suggerimenti». Poi una importante precisazione sul fallimento di fatto della soluzione ‘due popoli, due Stati’: «Ad abbandonare questa strada è stato Netanyahu con il sostegno di Donald Trump».

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