domenica 25 Agosto 2019

‘Crea presidenti’ coi dati Facebook, Cambridge Analytica crac

La società di dati che ha lavorato per il presidente Donald Trump durante la campagna elettorale del 2016, chiude i battenti annunciando lo stop “immediato” di tutte le sue attività e l’avvio delle procedure di insolvenza in Gran Bretagna.
-La decisione a sorpresa segue la perdita di numerosi clienti dopo lo scandalo dei dati di Facebook e le potenziali elevate spese legali delle indagini avviate per far luce sull’accaduto.

'Crea presidenti' coi dati Facebook

Cambridge Analytica prima di Trump?

‘Crea presidenti’ coi dati Facebook: Cambridge Analytica, la società di dati che ha lavorato per il presidente Donald Trump durante la campagna elettorale del 2016, chiude i battenti annunciando lo stop immediato di tutte le sue attività e l’avvio delle procedure di insolvenza in Gran Bretagna. In Italia si chiama fallimento, bancarotta. La decisione a sorpresa segue la perdita di numerosi clienti dopo lo scandalo dei dati di Facebook e le potenziali elevate spese legali delle indagini avviate per far luce sull’accaduto.

Ruba dati Facebook

Cambridge Analytica è accusata di aver raccolto i dati di 87 milioni di utenti Facebook e di averli poi usati a scopi politici senza autorizzazione. Lo scandalo ha travolto Mark Zuckerberg, il creatore di fb, e lo ha costretto a presentarsi al Congresso americano per fare mea culpa, cercando di rassicurare gli ‘amici’ in fuga dal social network. Nell’annunciare la cessazione delle attività, Cambridge Analytica ribadisce la propria posizione e si difende parlando di ‘accuse infondate’, e poi, ‘tutti lo fanno’.

La fragile politica ‘on line’

«Attività ampiamente accettate come componente standard della pubblicità online sia nell’arena politica sia in quella commerciale», afferma Cambridge Analytica. Ma oltre alla procedura di insolvenza in Gran Bretagna saranno avviate operazioni per la bancarotta negli Stati Uniti. La situazione della società si era aggravata con il video shock del suo amministratore delegato, Alexander Nix, mentre si lasciava andare a commenti sulle tattiche spregiudicate seguite per far vincere i clienti ‘elettorali’ della società.

Vanterie ed escort

Nix alle telecamere della rete tv inglese Channel 4 si lascia andare a commenti sulle tattiche seguite in campagna elettorale per far vincere i clienti in qualunque parte del mondo essi si trovassero: tattiche che includevano prostitute, ex spie, mazzette e fake news. E fra i clienti di Cambridge Analytica c’era il presidente americano. Donald Trump? “L’ho incontrato tante volte. Lo abbiamo fatto vincere noi”, aveva detto Nix nel video di Channel 4, vantandosi del ‘lavoro sporco’ per il tycoon nelle presidenziali americane.

Alla destra del padre

Nata nel 2013 come costola della britannica Scl Group, grazie ai fondi raccolti dal falco della destra americana Steve Bannon, era arrivata di Donald Trump. Ma nel giro di qualche mese è passata dalla gloria al banco degli imputati per le rivelazioni da un suo ex analista, Christopher Wylie. Alexander Nix, il suo ex amministratore delegato, collaborò con l’uomo di Trump sui social, Brad Parscale, a sommergere gli elettori americani con messaggi propagandistici mirati ‘rubati’ a facebook. 270 mila persone e una rete di 87 milioni di persone.

Come ti imbambolo

Lo scandalo Facebook-Cambridge Analytica è esploso il 17 marzo quando fu svelato dalla stampa che milioni di profili social di elettori americani erano stati violati dalla società. ‘Abbiamo sfruttato Facebook per raccogliere i profili di milioni di persone, e per sfruttare ciò che sapevamo su di loro e mirare ai loro demoni interiori’, denunciò Wylie. Hai paura dei migranti? ti inondo di proposte di muri e respingimenti. Hai paura dei ladri? ‘Armi in casa per tutti’ e galera severissima. Troppe tasse? Basta spese per assistenza, eccetera.

Chiusura vera o per finta?

La Scl ha però una galassia di società, difficile quindi capire se si tratta di una vera chiusura o di un’operazione di immagine per tentare di fermare i contenziosi e continuare ad operare sotto altro nome. Facebook ha appena annunciato grandi cambiamenti, Nix al contrario non ha più parlato pubblicamente da quando è esploso lo scandalo. A Brad Parscale infine nessuno ha chiesto nulla e continua a lavorare per Donald Trump. Sarà sempre lui a guidare la compagna elettorale del 2020 sul fronte dei social media.

Potrebbe piacerti anche