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martedì 15 Ottobre 2019

«Ebrei usurai causa della shoah», Abu Mazen e i negazionismi

Bufera su Abu Mazen. Il leader palestinese: “L’odio verso gli ebrei non è causato della loro identità religiosa, ma dalle loro funzioni sociali”. E cita l’usura e le banche.
-Valanga di critiche a livello mondiale.
-Negazionismi contrapporti.
-Quando Netanyahu disse che Hitler era stato spinto allo sterminio dal Gran Muftì di Gerusalemme.

Escalation di tensioni

Abu Mazen e i negazionismi, straparla. Mahmoud Abbas, il suo vero nome, nell’ultima riunione del Consiglio nazionale palestinese ha dichiarato che gli ebrei in Europa sono stati massacrati per secoli a causa del loro “comportamento sociale legato all’usura e alle banche”. Per Abu Mazen la religione non c’entra nulla con lo sterminio della popolazione ebraica in quanto “dall’undicesimo secolo sino all’Olocausto in Germania, gli ebrei in Europa occidentale e orientale furono sottoposti a un massacro ogni 10 o 15 anni” e questo a causa dei “loro comportamenti all’interno delle comunità nelle quali vivevano”.
Nel suo discorso, Abbas ha più volte ribadito che Israele è “un progetto coloniale” europeo e che gli ebrei non avevano alcun diritto di rivendicare quei luoghi. “Ora si parla di questa terra come della patria degli ebrei”, ha detto nella sua “lezione di storia” a Ramallah.

La storia strattonata

“Dicono rivolevano Sion, ma la storia dimostra quanto questo sia infondato. La prova è che la prima persona a chiedere uno stato ebraico fu Oliver Cromwell nel 1653”, riporta il Jerusalem Post. “Napoleone Bonaparte venne dopo di lui e disse la stessa cosa. E dopo arrivò Churchill. Tutti chiedevano uno stato ebraico, tutti a eccezione degli ebrei. La volontà di costruire uno stato nazionale è sempre stata una prerogativa degli stati coloniali”. Questo perché “i leader europei hanno voluto piantare un popolo straniero in Palestina per favorire il conflitto e la divisione negli stati arabi e quindi mantenere il controllo su di loro e, quindi, continuare a sfruttarli”.
Queste dichiarazioni hanno subito scatenato l’ira di Israele. “Osservazioni antisemite e patetiche”, ha commentato un portavoce del governo israeliano. L’ironia del vice ministro per gli Affari diplomatici Michael Oren, in un tweet: “Ora c’è un partner per la pace”.

Opposti negazionismi

Prima di Abu Mazen, nella trappola della lettura politica dell’orrore Olocausto era caduto lo stesso premier israeliano Netanyahu. Era il 2015. Nel corso del trentasettesimo Congresso sionista mondiale a Gerusalemme, Netanyahu aveva sostenuto che Adolf Hitler aveva deciso di sterminare gli ebrei su suggerimento di un palestinese, Haj Amin al Husseini, il gran muftì di Gerusalemme. Husseini ha incontrato Hitler a Berlino nel novembre del 1941, ha dichiarato Netanyahu (anche se non ci sono resoconti di questo evento), ed è per questo che c’è stato l’olocausto.
“Hitler non voleva sterminare gli ebrei, ma solo espellerli. Poi Al Husseini è andato da lui e gli ha detto: se tu li espelli, verranno tutti qui [in Palestina]”. Secondo Netanyahu, Hitler avrebbe chiesto: “Che cosa dovrei farne allora?”. E il muftì avrebbe risposto: “Bruciali”. Hitler colpevole ‘di sponda’ per lo sterminio di 6 milioni di ebrei, malvagio utile alla perfidia arabo islamica, la storia letta da Benjamin Netanyahu.

 

LA SEVERITA’ DI
Mimmo Lombezzi

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