• 28 Febbraio 2020

Il buono, il brutto, il corrotto, gioco per finta dalla Serbia

Far West degli appalti

Il buono, il brutto, il corrotto, nel moderno far west della pubblica amministrazione. I cittadini della Serbia chiamati a vestire i panni di un city manager. Interpretando questo ruolo, devono prendere decisioni sugli appalti pubblici, confrontandosi con corruzione, pressioni politiche e tanti altri ostacoli, e da tutto questo insieme di fattori, nuovo risiko strategico, dipende l’esito del primo gioco online lanciato dal Centro per il giornalismo investigativo della Serbia, il CINS, intitolato “Dobar, loš, korumpiran“, il nostro ”Il buono, il brutto, il corrotto”.

Il Risiko della mazzetta

Da anni CINS informa l’opinione pubblica sui fenomeni di corruzione e criminalità, ricevendo numerosi premi e riconoscimenti per le sue inchieste giornalistiche. Oltre ad aver dato ai molti cittadini che lo seguono, l’opportunità di divertirsi venendo guidati tra scenari di gare d’appalto truccate. Su Osservatorio Balcani e Caucaso una intervista di Magdalena Ivanović, da Belgrado, a Dino Jahić, caporedattore di CINS dal 2015 e giornalista investigativo. Anche qui, gioco per finta, con domande e risposte in realtà molto rivelatrici.

Più onesti o più corrotti?

Ad esempio, prevalgono gli onesti o i corrotti? Un po’ di animazioni, a volte brevi video o infografiche. Obiettivo, che i giocatori divengano consapevoli che, mentre loro giocano in un mondo immaginario, qualcuno gioca allo stesso gioco nella vita reale, con i loro soldi di contribuenti, e che imparino qualcosa sul funzionamento degli appalti. Tutte le situazioni nel gioco sono, naturalmente, ispirate a casi realmente accaduti, alcuni dei quali sono stati oggetto di inchieste giornalistiche. Accade in Serbia, ma in Italia non rimarremmo indietro.

City manager perché?

I giocatori devono prendere decisioni relative alle gare d’appalto, confrontandosi con la corruzione e con diverse pressioni da parte di businessman e politici. Chi è troppo rigido, non definisce l’appalto e non realizzerà l’opera. Poi tutti hanno capito che devono fare qualche compromesso se vogliono arrivare all’ultimo atto del gioco. Esattamente quanto accade nella vita reale dove le cose funzionano davvero così. L’accusa in casa serba (senza facili paralleli sul fronte italiano), il fatto che le istituzioni in Serbia non reagiscano a certe rivelazioni.

Non solo ‘spelacchio’ nostrano

Esempio locali? Il governatore della Banca centrale serba che aveva copiato una buona parte della sua tesi di dottorato, stessa storia per il sindaco di Belgrado. Ma mica solo copiatori accademici. ‘Nessuna sanzione per chi spreca soldi pubblici per un albero di Natale estremamente costoso’, lamenta Dino Jahić, che non sa del romano ‘Spelacchio’. Chi riceve finanziamenti illeciti per campagne elettorali, chi non può provare la provenienza di certe ricchezze. Elenco infinito di inchieste su corruzione e criminalità, due fenomeni non solo balcanici.

Morale e ironia balcanica

Una nuova vita immaginata: “Una professione che permetta di accumulare un patrimonio senza un solo giorno di lavoro; governare senza assumere responsabilità; essere prepotente e spudorato senza pagarne alcuna conseguenza; promettere cose irreali e fare sempre la vittima; aiutare i miei padrini, fratelli, zie, mia moglie e, quando serve, essere aiutato da loro; urlare contro i giornalisti e chiamare i caporedattori quando non piace ciò che hanno scritto; ricorrere alla retorica nazionalista ogni volta che qualcosa va male. Un politico balcanico medio”.

Ma solo balcanico?

Remocontro

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