lunedì 20 agosto 2018

Turchia, giornalisti da galera se non amano Erdoğan

Turchia galera per giornalisti (e non soltanto). 14 condannati al processo simbolo per la libertà di stampa
Fra loro importanti firme del giornalismo in carcere preventivo ormai da quasi due anni.
#GazetecilereÖzgürlük, libertà per i giornalisti.
-‘La vergogna della giustizia’ il titolo dello storico quotidiano di opposizione turco Cumhuriyet

Autoritarismo alla turca

Turchia, giornalisti da galera. Ancora un duro colpo per la libertà di stampa in Turchia: 14 giornalisti del quotidiano Cumhuriyet, il più antico giornale del Paese e da sempre punto di riferimento per i laici, sono stati condannati con pene da 2 a 8 anni di reclusione per sostegno a organizzazione terroristica. Potranno ricorrere in appello, ma con una giustizia sempre più controllata dall’Akp, il partito di Erdogan, al potere dal 2002, in pochi credono che otterranno un giusto processo.
Fra i condannati ci sono alcune importanti firme del giornalismo turco e persone in carcere preventivo ormai da quasi due anni: l’editore Akin Atalay, il direttore, Murat Sabuncu, oltre a 8 giornalisti di inchiesta, tra cui i noti Kadr Gürsel e Ahmet Sik.

Democrazia alla Erdogan

#GazetecilereÖzgürlük, libertà per i giornalisti

Tutti colpevoli -la sentenza- di aver sostenuto con il loro lavoro il Pkk, il partito de lavoratori del Kurdistan con la sua frazione armata, e ‘Fetö’, il network che fa capo a Fethullah Gülen, ex imam in auto esilio negli Usa, Eminenza grigia della politica turca, ex alleato di Erdoğan e oggi suo maggiore nemico, accusato di essere l’artefice, mandante e organizzatore del fallito golpe del luglio 2016. Il diavolo.
E la Turchia si conferma primo paese al mondo per numero di giornalisti detenuti, oltre 170. Un paese dove 200 tra agenzie stampa, emittenti radio e tv, giornali e siti web sono stati chiusi per decreto dal 15 luglio 2016. Secondo un recente rapporto della Commissione Europea, dal 15 luglio 2016 oltre 150mila persone sono state fermate, 78mila arrestate, 110mila dipendenti pubblici licenziati.

Avviso stampa pre elezioni

Intanto, continua in forma separata il processo a Can Dundar, ex direttore di Cumhuriyet, già condannato a cinque anni e oggi in esilio in Europa: insieme al caporedattore Gul era stato accusato di aver diffuso segreti di Stato perché pubblicò le prove video e fotografiche della consegna di armi da parte dei servizi segreti turchi, Mit, a gruppi jihadisti attivi in Siria. La sentenza, sottolinea Marta Ottaviani su La Stampa, arriva a due mesi da voto anticipato del 24 giugno. ‘Election day’ a decidere il nuovo parlamento e il ‘nuovo’ capo dello stato.
Recep Tayyip Erdoğan, ha fretta di mettere il sigillo al suo super potere e ha stretto un’alleanza in chiave anti curda con il partito nazionalista, Mhp. Obiettivo, ottenere il 50% più uno dei seggi in parlamento, ma sopratutto anticipare l’entrata in vigore della riforma costituzionale accorda al presidente della Repubblica un potere pressoché illimitato, riducendo invece i poteri del parlamento.

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