mercoledì 19 settembre 2018

Siria, da Mosca difesa aerea S-300, messaggio ai malintenzionati

Siria, da Mosca difesa aerea S-300, uno degli effetti dei raid missilistici anglo-franco-americani del 14 aprile.
-Una consegna rinviata dalla Russia dal 2010 su pressioni di Israele che teme il sistema missilistico russo in grado di vedere e colpire i caccia israeliani fin dal decollo dalle basi dello Stato ebraico.

Missili Usa-franco-britannici a fare scena
Da Mosca difesa aerea S-300 a fare sostanza

Siria, da Mosca difesa aerea S-300, messaggio a malintenzionati aerei vicini o lontani. La Russia inizierà ‘presto’ a fornire alla Siria i suoi sistemi di difesa anti-aera S-300, ha scritto il quotidiano russo Kommersant e riposta ‘Analisi Difesa’, citando “due fonti militari-diplomatiche”, secondo le quali la questione delle consegne, “legata principalmente alla sfera politica”, è stata risolta.
Le componenti del sistema, tra cui stazioni radar, macchine di carico e trasporto e lanciatori, saranno consegnate alla Siria da aerei militari o navi della Marina russa, hanno detto le fonti. Il trasferimento degli S-300 rientra nell’ambito delle azioni di “assistenza tecnico-militare”, ha spiegato Kommersant. “I siriani non hanno soldi” per questo tipo di acquisto e la Russia non ha intenzione di far loro credito ma la fornitura verrà effettuata “come parte dell’assistenza tecnico-militare”.

14 aprile, missili a perdere

La società di Stato russa per l’export militare Rosoboronexport, già nel 2010 aveva firmato con Damasco un contratto per equipaggiare quattro reggimenti con gli S-300. Il contratto, con l’anticipo da parte di Damasco di 400 milioni di dollari (poi restituiti), venne annullato in seguito alle critiche e pressioni da parte di Israele. In seguito ai raid congiunti di Usa, Gran Bretagna e Francia sulla Siria lo scorso 14 aprile, Mosca ha detto di non sentirsi più “moralmente obbligata” a non consegnare al regime gli S-300.
Dopo l’intervento militare in Siria, nel settembre 2015, Mosca ha schierato a Tartus batterie di S-300 e a Latakya di S-400 per proteggere le proprie installazioni nel Paese arabo.Scontata la reazione di Israele al passo da parte russa e c’è chi non esclude attacchi preventivi alle postazioni dove saranno schierati i nuovi sistemi di difesa anti-aerea

Israele tra reazione armata e diplomazia

“Qualsiasi tipo di armi che possano minacciare la sicurezza di Israele ci preoccupa sempre”, ha dichiarato al giornale russo Kommersant il direttore del dipartimento Eurasia del ministero degli Esteri israeliano, Aleksander Ben-Zvi. “Le questioni legate al conflitto siriano, vengono discusse costantemente nelle riunioni di politici israeliani e diplomatici al ministero degli Esteri e al Consiglio di sicurezza russo”. Per ora si parla, a quanto pare.
Le batterie di S-300, già vendute da Mosca all’Iran nella versione PMU-2, verrebbero dispiegate a protezione di Damasco e delle basi aeree. I sistemi che Mosca valuta di fornire alla Siria potrebbero essere della versione per l’export S-300V (Antey 2500) già venduti al Venezuela e in grado di ingaggiare con i suoi missili SS-23 fino a 24 bersagli, inclusi missili balistici a corto e medio raggio e missili da crociera, con un raggio d’azione di oltre 200 chilometri.

‘Marketing’ contro dal Pentagono

Risposta di ‘marketing’ da Washington. I funzionari del Pentagono sottostimano deliberatamente l’efficacia dei lanciamissili della contraerea russa sopratutto per dissuadere la Turchia dall’acquistare i complessi S-400, scrive la rivista americana The National Interest. Affermazioni di funzionari del Dipartimento della Difesa americano secondo cui le armi della contraerea siriana di fabbricazione russa non sarebbero riuscite ad intercettare nessuno dei missili sganciati dagli Stati Uniti insieme ai loro alleati durante il bombardamento del 14 aprile.
Tuttavia, osserva la rivista, le dichiarazioni del Pentagono “sull’inefficienza” degli S-300 ed S-400 contraddice gli investimenti miliardari dell’amministrazione americana nella tecnologia stealth per aggirare i sistemi anti-missile russi e possono aver l’obiettivo di dissuadere Ankara, membro della NATO, dal comprare gli S-400 a Mosca.

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