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lunedì 16 Dicembre 2019

Gran Bretagna vorrei ma non posso, exit dall’Ue ma l’unione doganale?

Gran Bretagna unione doganale. La Gran Bretagna lascerà anche l’unione doganale con l’Ue, promette Theresa May ai conservatori ultras euroscettici, sperando che nei due parlamenti qualcuno lo impedisca.
-‘Brexiteers’ e quel matto di Boris Johnson

Royal Baby e altri vagiti

Gran Bretagna unione doganale. Tra un Royal Baby e l’altro, è il Regno unito a fare ‘UeUe’ di fronte ai Cattivi del continente che chiedono di decidere una buona volta cosa veramente vogliono. Le dichiarazioni ufficiali di Theresa May, spintonata dai ‘Brexiteers’ interni, per la doppia uscita, prima l’Ue e poi i suo accordi doganali. La stampa inglese, il Telegraph in questo caso, sussurra e scrive che i funzionari della squadra di negoziazione britannica preferiscano mantenere la Gran Bretagna nell’unione doganale europea anche per evitare di dover costruire un ‘confine duro’ post-Brexit tra le due Irlanda, che sarebbe un bel pasticcio. E non soltanto. Versione governativa ufficiale e trattative ufficiose e in parte segrete contrarie, a quanto si sta svelando.

Libero commercio in libera isola

Versione dei fatti Whitehall: “il voto referendario è stato chiaro, dobbiamo riprenderci il controllo del commercio, il che vuol dire, lasciare l’unione doganale protezionista”. Arma a doppio taglio però, il dare avere nel libero commercio, e in molti a Londra temono sia l’ennesima sparata di un governo traballante e confuso. Tattica politico parlamentare, scrive The Telegraph, togliere valore politico a certi voti parlamentari in cui il governo potrebbe perdere. Ad esempio la prevista sconfitta alla Camera dei Lord lunedì quando i pari dovrebbe votare per cercare di mantenere la Gran Bretagna soggetta alla Corte di giustizia europea anche dopo Brexit.

Laburisti pro Unione doganale

Jeremy Corbin da febbraio impegnato sul fronte di una Unione doganale con la Ue creando così le condizioni perché si formi una maggioranza alternativa nel parlamento britannico. Un gruppo di conservatori pro-europei, piccolo ma sufficiente a ribaltare l’esito delle votazioni, è las minaccia che scuote in questi giorni luna nervosa Theresa. Mentre l’Ue avverte il Regno Unito: uscire dall’unione doganale e dal mercato unico, oltre che dall’Ue, significherà inevitabilmente veder sorgere barriere commerciali a cavallo della Manica. Mentre da Bruxelles ricordano a Londra che intanto, durante il periodo transitorio, dovranno continuare “a giocare secondo le regole attuali”.

‘Brexiteers’ e quel matto di Johnson

Ma tra il dire e il fare c’è di mezzo il Canale della Manica. Gli ultras Tory diffidano a, rivela The Telegraph, vogliono ‘intervistare’ direttamente i loro negoziatori. «David Davis, Liam Fox e Boris Johnson si aspettano questa settimana di premere sulla signora May per concentrarsi su un’opzione nota a Whitehall come “max-fac”, ‘massima facilitazione’ dell’Unione doganale». Mancano spiegazioni note su cosa in realtà si tratterebbe. Previsioni: diranno che questa tecnica (che l’Ue dovrebbe accettare) tattica contribuirebbe a ridurre al minimo i controlli sulle merci che al confine settentrionale irlandese.

«This proposition comes amid fears that Mrs May might compromise on promises made over a customs union deal».
“La proposta giunge nel timore che la signora May possa tradire le promesse fatte su un accordo di unione doganale”.
Poco ‘royal’ ma storica diffidenza british.

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