venerdì 14 dicembre 2018

ETA, terrorismo spagnolo pentito quando colpiva in Italia

Eta, Euskadi tà askatasuna, Paesi Baschi e libertà. L’Eta sta per sciogliersi. E chiede perdono.
-Oggi la quasi dimenticata pista italiana dell’organizzazione che colpì con decine di bombe bersagli spagnoli anche in Italia, con feriti e stragi mancate.
-La storica intervista del Tg1 a un capo militare dell’ETA in quel 1991, recentemente su TvStoria

L’Eta sta per sciogliersi e chiede perdono

ETA, terrorismo spagnolo in Italia, memoria di pochi. Tra il 5 e il 6 maggio prossimi l’Eta dichiarerà definitivamente conclusa la propria storia violenta di oltre 40 anni di lotta armata che ha causato più di 800 vittime. L’organizzazione separatista basca ha chiesto “perdono” alle vittime “che non avevano un coinvolgimento diretto nel conflitto” e ha riconosciuto il dolore causato con le sue azioni terroristiche, ammettendo la “responsabilità diretta” nella “grave sofferenza” patita dalla società basca.

Lotta armata – terrorismo

Nata nel 1959 da una scissione del Partito nazionalista basco con l’obiettivo di conquistare la piena indipendenza delle Province Basche, l’Eta (Euskadi Ta Askatasuna, che in lingua basca significa “Paese basco e liberta”) ha praticato la lotta armata in Spagna per oltre mezzo secolo. Terrorismo la definizione giuridica. L’obiettivo dell’organizzazione – che ha come simbolo un’ascia intrecciata a un serpente e si è avvicinata alla lotta armata negli anni ’60 – era quello di creare uno Stato socialista.

Socialismo basco e franchismo spagnolo

Paesi Baschi indipendenti, che dovevano comprendere non solo le tre province attuali dei Paesi Baschi ma anche la comunità autonoma di Navarra e le tre province basche del sud-ovest della Francia. Dal primo attentato del 7 giugno 1968, l’uccisione di un membro della Guardia Civil, fino al 20 ottobre 2011, quando l’Eta comunicò la fine della lotta armata, si calcola che le persone rimaste uccise siano state oltre 850. Fu guerra dichiarata e feroce, con margini internazionali poco noti che ci coinvolgono

ETA, bersagli italiani

Roma, maggio 1991, bombe all’ambasciata spagnola, al Banco di Bilbao, uffici Iberia con tanti danni, qualche ferito e nessuna vittima. Poi il terrorismo Eta sale lungo la penisola. Firenze, agosto, una bomba esplode in via La Pira 21, consolato del Regno di Spagna. Stessa notte a Livorno, bomba a una agenzia di navigazione spagnola. E poi Milano, a più riprese, e anche Bologna. ETA, la tecnica delle bombe e gli esplosivi, probabile mano di elementi italiani, collegati e forse addestrati dai terroristi baschi.

TvSette e TvStoria Rai

Interessante a questo punto l’intervista di Massimo Bernardini, TvStoria Rai, a Ennio Remondino, allora inviato del Tg1 per una clamorosa intervista ad un capo militare dell’Eta fatta in quel caldo 1991, andata in onda il 19 novembre sulla storica rubrica di approfondimento TvSette. Qualche retroscena sui modi per arrivare a dei terroristi, regole imposte dalla loro clandestinità, e il dove è avvenuta l’intervista, non nella Spagna lasciata sospettare ma nella Parigi crocevia del terrorismo occidentale di allora.

 

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