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lunedì 16 Dicembre 2019

Turchia elezioni a giugno: Erdoğan, potere e milizie occulte

Il presidente turco Erdoğan ha convocato elezioni il 24 giugno per rinnovare il Parlamento che per scegliere il nuovo presidente, cioè se stesso, ma con i nuovi e maggiori poteri previsti della riforma presidenzialista passata a fatica lo scorso anno.
-Guerra in Siria e Iraq e sempre più potere al presidente
-Milizie armate e occulte del Presidente in casa.
-Campi che addestrano militarmente di civili.
-Struttura Sadat.

Giugno, meno Turchia
nel pacchetto vacanze

Turchia elezioni a giugno, anticipate per dare a Erdoğan ancora più potere. L’accordo con partito del movimento nazionalista a supporto dell’AKP, di fatto partito personale del presidente uscente e sempre rientrante, da 15 anni al potere.
Erdoğan ha ammesso che le elezioni anticipate serviranno per dare ‘una più rapida ed efficace applicazione’ del nuovo sistema presidenziale che la Turchia ha adottato formalmente con il referendum dell’aprile 2017.
Restano operative le azioni militari anti curde sia in Siria, nella regione di Afrin occupata ma ancora contesta, e le missioni anti Pkk in corso in Iraq. Guerre esterne per ridurre nell’anflato nazionalista, le tensioni interne.
Ma accade di peggio anche per le strade della magica Istanbul, e non soltanto.

La milizia armata di Erdogan

Sette le città dove le autorità stanno addestrando formazioni di civili. A capo dell’organizzazione un ex generale e consigliere del presidente. Su ‘La Stampa’, Marta Ottaviani, parla di quelle tensioni partendo dai segnali premonitori. «Che la piazza turca stesse diventando sempre più potenzialmente violenta, lo si era capito dalla notte del golpe fallito il 15 luglio 2016».
Migliaia di persone a difendere le forme della democrazia, altre attorno al presidente salvato a manifestare sotto vessilli islamici, invocare la Sharia, minacciare chi non la pensava come loro e sancire la nascita di una nuova Turchia. «..non solo per quanto riguarda lo strapotere di Recep Tayyip Erdogan, ma anche nelle strade e nella vita di tutti i giorni».
Adesso una parte di questa società civile che ha di fatto seppellito la Turchia laica di Ataturk, potrebbe essere organizzata e utilizzata come una milizia invisibile, garante del nuovo ordine costituito nelle città della Mezzaluna, ‘opportunamente (e militarmente) addestrata a questo scopo’, avverte sempre Marta Ottaviani nel suo reportage.

Che sta accadendo?

Il Partito repubblicano, laico e principale voce dell’opposizione, ha chiesto una commissione parlamentare, che mai arriverà, bloccata dalle reciproche accuse di voler trascinare il Paese in una guerra civile. La bomba l’ha fatta esplodere lo scorso gennaio Meral Aksener, Lady di ferro della politica turca, ‘pentita’ in fuga dal partito nazionalista, dove ha militato per anni.
«Abbiamo saputo – ha detto Aksener – che nel Paese ci sono almeno due campi che addestrano militarmente dei civili. In uno dei due opera una struttura chiamata Sadat. Credo che dovrebbe essere aperta un’inchiesta su questo tema e i risultati condivisi con tutte le forze politiche».
Merak Aksener ha anche aggiunto di avere ricevuto diverse segnalazioni di persone che si aggirano per le principali città turche armate.

Campi dei addestramento
la occulta ‘struttura Sadat’

Accuse gravissime, polemica politica feroce ma senza eco esterno dai palazzi, quasi ignorata dalla stampa turca ormai quasi tutta filogovernativa. Compromettente in particolare la ‘struttura Sadat’, un’organizzazione offre diversi servizi di addestramento militare e per la sicurezza interna. La principale ‘Private military company’ turca di contractors modello americano.
Il suo fondatore è il generale in pensione, Adnan Tanriverdi, che, da dopo il golpe fallito del 2016 è diventato niente meno che il consigliere più importante per la difesa del presidente Erdogan e l’uomo più importante della Turchia in Qatar, dove Ankara possiede una base militare.
Sadat è stata fondata nel 2012 da Tanriverdi e altri 23 ex ufficiali che avevano terminato il loro servizio nelle Forze Armate turche.

Sette campi operativi

Al momento, per il poco che è trapelato, le persone coinvolte in questo addestramento sarebbero dalle 400 alle 2800. I campi operativi almeno sette. Il più importante a Konya, il cuore religioso del Paese e dove è stata più volte segnalata la presenza di militanti e simpatizzanti dello Stato Islamico. Seguono poi Istanbul e Kocaeli, dove le reclute riceverebbero un addestramento una volta alla settimana.
Ci sono poi Kayseri, Duzce, Tokat e Kocaeli, dove l’addestramento avviene ogni due settimane. Nei campi ci sarebbe anche alcune formazioni islamo-nazionaliste, come gli Osmanli Ocaklari, nostalgici di un passato idealizzato e contrari alla Turchia moderna voluta da Mustafa Kemal Ataturk, il Padre di quella Turchia laica che rischia di scomparire assieme ai riti della sua passata glorificazione. Con un sostituto non più laico pronto.

 

 

DIE WELT: IL PRESIDENTE TURCO ERDOGAN VUOLE
PIÙ POTERE PRIMA PERCHÈ IL SISTEMA SCRICCHIOLA

IL SISTEMA SCRICCHIOLA

Si doveva votare a novembre: perché tanta fretta? Il tedesco ‘Die welt’ parla sopratutto di economia. Il declino della Lira turca contro dollaro ed euro. Aziende fortemente indebitate. L’avventura militare in Siria ha esaurito gli obiettivi ‘soft’, e andare oltre arriverebbero grossi rischi. Elezioni anticipare a cercare di incassare prima che certi nodi arrivino al pettine dell’opinione pubblica.

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