mercoledì 19 giugno 2019

Siria, ispettori Onu a caccia di gas dopo i missili punizione

Gli osservatori dell’Onu sono entrati ieri a Douma, a dieci giorni dal presunto attacco chimico che ha scatenato la rappresaglia di Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna.
– Sospetti incrociati sull’uso dei gas e su eventuali manipolazioni delle prove.

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Siria, ispettori Onu a caccia di gas

Siria, ispettori Onu, entrati ieri a Douma, dieci giorni dopo il presunto attacco chimico che ha scatenato la rappresaglia di Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna. L’accertamento terzo della eventuale gravissima colpa, dopo che qualcuno però sé fatto arbitro e ha emesso sentenza di punizione a colpi di missile. Ispezione farsa, di fatto, utile forse per la storia e per le polemiche politiche di schieramento internazionale prossime venture.

Ieri la polemica dei ritardi. Avrebbero dovuto raggiungere la zona colpita l’altro ieri, ma sono stati bloccati. Secondo Damasco, sulla strada c’erano troppe mine. Ma nelle stesse ore i rappresentanti del ministero dell’Informazione siriano scortavano a Douma Robert Fisk, giornalista-incona britannico molto critico sulla versione occidentale dei fatti. Trucchi o rischi diversi tra percorsi già liberati o auto Onu che si debbono poter muovere liberamente?

Con l’accesso a Douma, gli ispettori Onu dovranno raccogliere campioni biologici e testimonianze per stabilire la verità su quanto accaduto. Secondo Aleksandr Shulgin, rappresentante permanente della Russia all’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche, a Douma non ci sarebbero segni di un attacco chimico, mentre i militari russi hanno trovato un magazzino di sostanze tossiche necessarie per la produzione di armi chimiche comunica Svezda.

Siria, ispettori Onu

Sostanze chimiche nate per altri usi, il Gouta giardino fertile di Damasco, diserbanti e altri veleni a doppio possibile uso, sulla base di come li mischi e con cosa ci aggiungi. Possibili bombe chimiche fatte in casa, è l’ipotesi ‘filo Damasco’, che sarà comunque difficile poter escludere. Magazzino nel seminterrato di un edificio. Sul sito sono stati trovati anche “documenti con calcoli di formule chimiche”. Ma i russi non sono arbitri. Usa, GB e Parigi pare di si.

Chi manovra per truccare cosa? A tradurre la diffidenza diplomatica col popolare ma efficace detto che ‘il più sano ha la rogna’, per ora si litiga sul ritardo all’accesso a Douma. Il presidente russo Putin e la cancelliera tedesca Merkel -annota l’Huffington Post- parlandosi al telefono hanno sollecitato “indagini approfondite e imparziali”. Ma Parigi, arbitro non nominato in campo a colpi di missile, ritiene “molto probabile” che a Douma scompaiano le prove.

Già pronti a dare del potenziale cornuto all’Opac, oltre ministero degli Esteri francese, gli altri due della invasione di campo. “Assad e i russi bloccano il lavoro degli ispettori Opac”, denuncia la premier britannica Theresa May, mentre gli americani accusano direttamente i russi di avere “manipolato il sito di Douma”. Il ministro degli Esteri russo naturalmente nega sdegnato. Schermaglie dialettiche, riempitivo prima della tempesta di una guerra Israele-Iran?

Douma, dal reportage di Robert Fisk:
Non c’è stato un attacco chimico

Il noto reporter di guerra britannico Robert Fisk, nel suo reportage da Douma, nei luoghi dove ci sarebbe stato l’attacco chimico, ha intervistato residenti e medici di Douma, racconto che smentisce i governi occidentali.

The search for truth in the rubble of Douma – and one doctor’s doubts over the chemical attack

Exclusive: Robert Fisk visits the Syria clinic at the centre of a global crisis
https://www.independent.co.uk/voices/syria-chemical-attack-gas-douma-robert-fisk-ghouta-damascus-a8307726.html

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